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Terrorismo,
visti più difficili per entrare in Usa
Bush abolisce i limiti alle
intercettazioni
WASHINGTON (5
agosto) - Sarà più difficile per tutti gli stranieri, anche per
i cittadini dell'Unione europea, entrare negli Stati Uniti. E ci
saranno meno limiti, negli Usa, alle intercettazioni telefoniche
o di posta elettronica, in caso di indagini connesse al
terrorismo. La Camera dei rappresentanti del Congresso americano
ha infatti approvato una nuova legge, fortemente voluta dalla
Casa Bianca, che amplia i poteri di intercettazione e rende più
difficile ottenere i visti di ingresso negli Usa. La legge, che
era già passata venerdì scorso al Senato, è stata approvata con
227 voti a favore e 183 contrari e costituisce una vittoria per
la Casa Bianca. Va detto, comunque, che i democratici, alla
vigilia delle ferie, hanno lasciato passare il provvedimento
senza dannarsi troppo solamente per evitare di sottoporsi, per
tutto agosto, al fuoco di polemiche che i repubblicani avrebbero
scatenato in caso di bocciatura. Tutto fa presagire che a
settembre, alla ripresa dei lavori, torneranno a dare battaglia
per ribaltare la situazione prima che entrino in vigore le nuove
norme.
I provvedimenti varati. Nel pacchetto delle misure
adottate sono comprese, in particolare, restrizioni per la
concessione di visti d'ingresso negli Stati Uniti, a cominciare
da quelli turistici, per proseguire con le norme relative ai
controlli delle merci in porti, aeroporti e dogane. A partire
dal 2008 sarà messo a punto un sistema elettronico in base al
quale il viaggiatore dovrà chiedere l'autorizzazione
all'ingresso negli Usa precisando nel dettaglio date e tappe del
suo viaggio. La normativa dà al governo americano il potere di
non concedere il visto a chi sia ritenuto in qualche modo
sospetto.
Restrizioni analoghe per quanto riguarda il commercio: le dogane
di porti e aeroporti sottoporranno le partite di merce ad un
nuovo e più severo "screening". Queste ultime norme hanno
peraltro suscitato qualche perplessità a Bruxelles, dove più di
un osservatore ha messo in dubbio che misure di questo tipo
siano davvero utili per un rafforzamento della sicurezza.
Il nuovo testo è la versione dei Repubblicani del cosiddetto
Foreign Intelligence Surveillance Act. In merito alle
intercettazioni, la Camera infatti ha respinto una versione dei
Democratici del provvedimento e, nell'approvare a maggioranza la
nuova norma, ha concesso al governo americano di intercettare,
senza preventiva richiesta di autorizzazione, ogni e-mail o
chiamata telefonica verso o dall'estero, per un periodo di sei
mesi. Non solo: ogni conversazione che "transiti" sul territorio
americano e sia ritenuta dagli investigatori «interessante» ai
fini investigativi può essere intercettata senza preventiva
autorizzazione.
Ora la legge per diventare operativa deve attendere la (scontata)
promulgazione del presidente George W. Bush, che ha commentato
in termini molto favorevoli il voto espresso dalla Camera:
«Questa legge - ha detto - consolida i progressi che abbiamo
fatto per rafforzare la protezione del nostro Paese dopo l'11
settembre».
Bush, prima del voto alla Camera, aveva avvertito il Congresso
che avrebbe messo il veto ad ogni misura approvata che «non
rispondesse ai bisogni» espressi dal responsabile
dell'Intelligence, Mike McConnell. «Il direttore McConnell - ha
dichiarato - mi ha assicurato che questa norma gli dà ora ciò di
cui aveva bisogno per continuare a proteggere il nostro Paese, e
per questo la firmerò non appena sarà sul mio tavolo».
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