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Wednesday November 12, 2008         

Terrorismo, visti più difficili per entrare in Usa

Bush abolisce i limiti alle intercettazioni

La Statua della libertà di New York (Foto Seth Wenig - Ap)

WASHINGTON (5 agosto) - Sarà più difficile per tutti gli stranieri, anche per i cittadini dell'Unione europea, entrare negli Stati Uniti. E ci saranno meno limiti, negli Usa, alle intercettazioni telefoniche o di posta elettronica, in caso di indagini connesse al terrorismo. La Camera dei rappresentanti del Congresso americano ha infatti approvato una nuova legge, fortemente voluta dalla Casa Bianca, che amplia i poteri di intercettazione e rende più difficile ottenere i visti di ingresso negli Usa. La legge, che era già passata venerdì scorso al Senato, è stata approvata con 227 voti a favore e 183 contrari e costituisce una vittoria per la Casa Bianca. Va detto, comunque, che i democratici, alla vigilia delle ferie, hanno lasciato passare il provvedimento senza dannarsi troppo solamente per evitare di sottoporsi, per tutto agosto, al fuoco di polemiche che i repubblicani avrebbero scatenato in caso di bocciatura. Tutto fa presagire che a settembre, alla ripresa dei lavori, torneranno a dare battaglia per ribaltare la situazione prima che entrino in vigore le nuove norme.

I provvedimenti varati. Nel pacchetto delle misure adottate sono comprese, in particolare, restrizioni per la concessione di visti d'ingresso negli Stati Uniti, a cominciare da quelli turistici, per proseguire con le norme relative ai controlli delle merci in porti, aeroporti e dogane. A partire dal 2008 sarà messo a punto un sistema elettronico in base al quale il viaggiatore dovrà chiedere l'autorizzazione all'ingresso negli Usa precisando nel dettaglio date e tappe del suo viaggio. La normativa dà al governo americano il potere di non concedere il visto a chi sia ritenuto in qualche modo sospetto.
Restrizioni analoghe per quanto riguarda il commercio: le dogane di porti e aeroporti sottoporranno le partite di merce ad un nuovo e più severo "screening". Queste ultime norme hanno peraltro suscitato qualche perplessità a Bruxelles, dove più di un osservatore ha messo in dubbio che misure di questo tipo siano davvero utili per un rafforzamento della sicurezza.
Il nuovo testo è la versione dei Repubblicani del cosiddetto Foreign Intelligence Surveillance Act. In merito alle intercettazioni, la Camera infatti ha respinto una versione dei Democratici del provvedimento e, nell'approvare a maggioranza la nuova norma, ha concesso al governo americano di intercettare, senza preventiva richiesta di autorizzazione, ogni e-mail o chiamata telefonica verso o dall'estero, per un periodo di sei mesi. Non solo: ogni conversazione che "transiti" sul territorio americano e sia ritenuta dagli investigatori «interessante» ai fini investigativi può essere intercettata senza preventiva autorizzazione.

Ora la legge per diventare operativa deve attendere la (scontata) promulgazione del presidente George W. Bush, che ha commentato in termini molto favorevoli il voto espresso dalla Camera: «Questa legge - ha detto - consolida i progressi che abbiamo fatto per rafforzare la protezione del nostro Paese dopo l'11 settembre».

Bush, prima del voto alla Camera, aveva avvertito il Congresso che avrebbe messo il veto ad ogni misura approvata che «non rispondesse ai bisogni» espressi dal responsabile dell'Intelligence, Mike McConnell. «Il direttore McConnell - ha dichiarato - mi ha assicurato che questa norma gli dà ora ciò di cui aveva bisogno per continuare a proteggere il nostro Paese, e per questo la firmerò non appena sarà sul mio tavolo»
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