Caso Mattel, in Cina sapevano tutto da marzo

Un dirigente cinese dell’azienda di giocattoli rivela che l’anomalia delle calamite era loro nota sin dallo scorso mese di marzo. Pechino pronta ad aprire inchiesta

 
Continua a far rumore nel mondo la notizia  del ritiro di quasi 19 milioni di pezzi della Mattel dagli scaffali dei negozi di giocattoli. Dopo la decisione dell’azienda, presa per scopi puramente precauzionali, arrivano nuove ri-
 velazioni direttamente dalla Cina, posta in  questo momento sul banco degli imputati.

Un dirigente Mattel, di base in Cina, rivela infatti che per quanto concerne l’anomalia delle piccole calamite, le quali possono anche staccarsi e diventare pericolose per i bambini più piccoli, la sezione cinese ne era a conoscenza sin dallo scorso mese di marzo. Una notizia che non possono che alimentare le polemiche. Anche perché sembra che i ritiri, in sordina, siano iniziati già da tempo.

I problemi della Mattel in questo momento sono concentrati sulle linee Barbie, Batman e Polly Pocket. La linea Cars invece avrebbe un problema per l’utilizzo di una vernice che potrebbe contenere piombo in misura fuori norma.

Sondaggio Sky: l'88% non ha fiducia nei prodotti made in Cina
Solo il 12% dei consumatori italiani ha fiducia nei prodotti provenienti dalla Cina (l'88% non ha fiducia). Lo rileva il sondaggio 'Active' di Skytg24 (i dati sono ancora parziali), che oggi, 15 agosto, ha chiesto ai suoi telespettatori un'opinione sui prodotti made in China dopo la vicenda della Mattel, costretta a ritirare dal mercato 18 milioni di
giocattoli, fabbricati nel paese asiatico, giudicati a rischio per la salute dei bambini.

 


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