Quattro kamikaze, ognuno a bordo di un’autocisterna, si sono
fatti esplodere alle 8 di sera (ora locale) nei pressi della
città di Qahataniya
BAGHDAD
È drammatico il bilancio dei 4 attentati suicidi che ha
colpito la comunità yazida nel nord dell’Iraq: 175 morti e
200 feriti, secondo l’esercito iracheno.
Quattro kamikaze, ognuno a bordo di un’autocisterna, si sono
fatti esplodere alle 8 di sera (ora locale) nei pressi della
città di Qahataniya, 120 chilometri a ovest di Mosul. Negli
attentati, secondo quanto riferito dalle autorità locali,
sarebbero rimaste ferite 70 persone. Nessuno ha finora
rivendicato gli attentati.
Lo yazidismo è una religione mediorientale molto antica. Nei
rituali sono presenti elementi della tradizione cristiana,
ebraica, manichea e islamica (vengono contemporaneamente
praticati il battesimo, la circoncisione e il digiuno
musulmano). Gli yazidi, di origine prevalentemente curda,
vivono soprattutto nei dintorni della città di Mosul, in
Iraq. Vi sono poi piccole comunità sparse in Siria, Turchia,
Iran, Georgia e Armenia, cui si aggiungono alcuni rifugiati
in Europa. Per secoli hanno subito (e subiscono ancora) le
persecuzioni dei musulmani, che li accusavano di venerare il
diavolo.
L'esercito Usa ha detto oggi che al Qaeda è il "primo
sospettato" è troppo presto per dire chi è responsabile, ma
la portata degli attacchi e l'apparente coordinamento
presentano segni caratteristici della sunnita al Qaeda.
"Guardiamo ad al Qaeda come primo sospettato", ha detto il
portavoce dell'esercito Usa Christopher Garver.
Il sindaco
del distretto di Sinjar, Dakheel Qassim Hasoun, ha detto che
200 persone sono state uccise. La difficoltà nel raggiungere
le zone colpite rende difficile stabilire i dettagli degli
attacchi e il numero esatto delle vittime, che appare
comunque il più alto dallo scorso novembre, quando sei
autobombe in diverse parti di Sadr City, la zona sciita di
Baghdad, uccisero 200 persone e ne ferirono 250.