"Ho
parlato stamani con Castelli, chiarendo la situazione.
C'è grande accordo tra noi e la Lega, come sempre, e le
decisioni le prenderemo insieme": così ha detto l'ex
premier Silvio Berlusconi, tornando a commentare la
proposta di sciopero fiscale fatta alcuni giorni fa da
Umberto Bossi.
"Ormai il bipolarismo è una cosa entrata nel costume
degli italiani - ha aggiunto - e gli italiani che non
votano per gli ex democristiani e i comunisti sono tanti
e sono un popolo che vuole che tutti noi rimaniamo uniti
nella difesa delle libertà, per concretizzare una
alternativa unita a questo governo".
Nessun accordo con questa sinistra
"Credo che di accordi con questa sinistra per
eventuali riforme istituzionali non se ne possano
prendere", ha dichiarato stamani il leader
dell'opposizione, Silvio Berlusconi. "Non c'è spazio per
accordi con la sinistra - ha ribadito Berlusconi -
perché questo farebbe scarrocciare in avanti la
situazione di almeno due anni e questo non fa il bene
dell'Italia e noi, quindi, non ci staremo a nessun
accordo con questa sinistra".
Nessun accordo, "la maggioranza è un cartello"
"Lo escludo - ha detto parlando con i
giornalisti al termine della sua visita alla anziana
mamma Rosa Bossi, nella sua casa di Milano - perché
questa maggioranza è un cartello elettorale, non una
maggioranza di governo". Berlusconi ha ribadito la
volontà di non stringere accordi in Parlamento sulle
riforme.
"C'e' un prevalere dell'estrema sinistra che è
rappresentata da cinquanta senatori e quindi - ha
spiegato Berlusconi - su tutte le decisioni di questa
maggioranza pesano e incidono quelle dell'estrema
sinistra, che è ancora una sinistra fondamentalista che
crede nel marxismo ortodosso e che, soprattutto negli
ultimi tempi, è condizionata dai suoi movimenti estremi".
Il simbolo di questa situazione, secondo il leader di
Forza Italia si è visto il giorno della visita di Bush
in Italia. Quindi, secondo il Cavaliere, "si deduce che
i diktat che la sinistra estrema ha sempre mandato
all'altra parte dello schieramento (quello costituito da
ex democristiani e postcomunisti) si induriranno.
L'affresco lucido e preciso della situazione che viviamo è
il seguente: la sinistra massimalista, radicale, estrema è
in balia dei movimenti che la sostengono; gli altri due
partiti della sinistra sono in balia della sinistra
radicale; tutto il governo è in balia della sinistra
estrema e - ha concluso - tutto il Paese è in balia di
questa sinistra estrema". "E non è vero - ha precisato
il leader azzurro - che Prodi sia la vittima di tutto
questo e che le cose possano cambiare cambiando Prodi.
Chiunque al suo posto avrebbe solo questa scelta: mi
sottopongo e accetto i diktat della sinistra oppure vado
a casa. La risposta è chiara, per restare al potere si
accetta qualsiasi cosa".
Niente Rimini
Silvio Berlusconi non parteciperà al meeting di Cl, che
inizierà domani a Rimini. "No, quest'anno non andrò - ha
confermato all'Ansa il leader di Forza Italia -. Ho
rilasciato una intervista al direttore Amicone per la
rivista 'Tempi', dove ho affrontato alcuni temi della
politica, e questo credo che sarà il segnale di
partecipazione e di presenza da parte mia nei confronti
degli amici di Cl".
A settembre riscrittura del programma della
Cdl
Alla fine delle vacanze in settembre, - ha detto
Berlusconi - i partiti della Casa delle Libertà saranno
impegnati nella riscrittura del programma del
centrodestra. "All'inizio di settembre - ha spiegato -
chiameremo tutte le formazioni politiche del blocco
liberale per una riscrittura del programma".