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"Non sono condizionato da alcun pregiudizio ideologico quando si
tratta di operare per il bene degli italiani che vivono
all’estero"
Intervista all’on. Ricardo
Merlo
di Salvatore Viglia
21 Agosto, 2007
Ricardo Merlo
Deputato eletto nella Circoscrizione estero B (America
Meridionale) nella lista: Ass. Ital. Sud America. Gruppo
misto al Senato. Componente della III Commissione affari
esteri e comunitari.
D. La costituzione del nuovo Partito
Democratico, è una novità che appassiona gli italiani in
Argentina?
R. Io credo di sì. Tutti gli italiani del
Sud America, guarderanno al Partito Democratico con grande
interesse. E’ un fatto nuovo che viene a semplificare un po’
questo sistema politico italiano tanto polarizzato.
L’ipotesi che una persona giovane, compatibilmente con le
medie italiane, possa guidare un partito così forte,
entusiasma. E’ un processo politico interessante da seguire
con attenzione..
D. Diciamo che Ricardo Merlo appartiene al
Partito Democratico.
R. No, assolutamente no. Io appartengo
all’associazionismo. Sono stato eletto nella lista delle
associazioni italiane e continuerò a farne parte.
D. Ma questa sua appartenenza non è detto
che debba escludere la sua partecipazione ad un partito come
il PD.
R. E’ vero, ma nel mio caso personale,
avendo fatto una campagna elettorale durante nella quale mi
sono impegnato con i miei elettori, non intendo abbandonare
la mia indipendenza politica. Almeno in questa legislatura.
D. Il lavoro degli eletti all’estero è
stato giudicato insufficiente da qualcuno, da qualche altro
invece accettabile, lei come si pone?
R. Per quanto mi riguarda, sono una persona
che non è mai soddisfatta del lavoro che fa. Però quelli che
criticano, non capiscono qual è la funzione di un
legislatore. Noi parlamentari, non abbiamo cariche esecutive
per cui sarebbe, in un certo qual modo, possibile trarre un
bilancio. Siamo diciotto su mille , cioè l’1,8% di tutto il
Parlamento italiano. Dico che, va bene, si possono fare
delle cose, come si sta facendo avanzando in alcuni temi non
temi squisitamente legislativi, quali l’assistenza
sanitaria in America Latina, Venezuela, Uruguay e Argentina.
A proposito ci ciò siamo in stretto contatto con il vice
ministro e gli ambasciatori. Come per la speranza che tutti
gli italiani possano avere, in Argentina, assistenza
sanitaria privata oltre che quella sociale. Esperienze, in
questo senso, abbiamo già avuto con la Regione Veneto, per
esempio. Questi non sono lavori parlamentari che si compiono
con una proposta di legge. Sono progetti che si ottengono
muovendosi, parlando, facendo un po’ di lobby affinché le
cose vadano realizzate in tempi brevi. Come per la
cittadinanza. Purtroppo i tempi parlamentari, in questo
Parlamento in particolare, sono più lunghi che mai perché la
situazione politica italiana non aiuta. Della mancata
realizzazione dei progetti, la responsabilità va cercata in
chi governa. Di parte mia, ho presentato proposte di legge
per concedere alle donne la possibilità di trasmettere la
cittadinanza, per l’assegno sociale agli italiani indigenti,
per aumentare i contributi alla stampa. Sono uno su
seicentotrenta deputati. Se il governo non prende la
decisione politica, la responsabilità è sua, non è che noi
possiamo cambiare tutto da soli.
D. Come vede le presidenze dei nuovi
Comitati permanenti per gli italiani all’estero alla Camera
ed al Senato?
R. Le persone designate mi sembrano molto
capaci, le conosco da tempo. Micheloni e Narducci, sono le
persone giuste. Sono prima di tutto contento che siano stati
costituiti due Comitati del genere. Tra Camere e Senato, si
potranno congegnare azioni congiunte di grande portata per
finalizzare gli sforzi in un’unica direzione.
D. Potrebbe essere questa l’occasione per
auspicare un coordinamento migliore?
R. Con i due Comitati di Senato e Camera si
dovrà cercare di fare le cose. Ciò che vedo, ciò che si è
verificato sino ad oggi, è una grande distanza tra gli
eletti all’estero eletti nel centrosinistra e gli eletti
all’estero nel centrodestra. Troppo lontani. E non per un
atteggiamento ostile di carattere personale. Lontani perché
i partiti non li lasciano avvicinare ulteriormente. Dobbiamo
pensare a saltare questo ostacolo e a cercare le cose comuni.
Sia io che Pallaro, invece, non abbiamo di questi problemi
dal momento che siamo nel gruppo misto e, quindi,
indipendenti. Ciò mi ha permesso di sottoscrivere una
proposta di legge, con l’onorevole Angeli di Alleanza
Nazionale, ed una con l’onorevole Narducci dell’Ulivo. Non
sono condizionato da alcun pregiudizio ideologico quando si
tratta di operare per il bene degli italiani che vivono
all’estero.
Salvatore Viglia
Direttore di www.politicamentecorretto.com
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