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Damiano: «Se si tira troppo la corda cade il governo»
22 Agosto 2007
RIMINI - «Se si tira troppo la corda, alla fine si spezza.
Se la corda si spezza il governo cade. E se cade questo
governo non ce ne sarà un altro del centrosinistra». Lo ha
ribadito il ministro del Lavoro Cesare Damiano (nella foto)
in una conferenza stampa al Meeting di Rimini, riferendosi
ai contrasti nell'Unione relativi al protocollo sul welfare
ed alla richiesta di modificarlo in parlamento da parte
della sinistra radicale.
Riferendosi alla manifestazione della sinistra radicale
contro il protocollo sul welfare, Damiano osserva: «Quando
si è in maggioranza non si può essere "di lotta e di
governo": è un controsenso manifestare contro se stessi,
un'alchimia che non capisco. Quando si è al governo bisogna
obbedire all'etica della responsabilità, alla collegialità
ed al gioco di squadra. L'Unione dovrebbe girare per le
piazze d'Italia e dire alla gente le cose buone che questo
protocollo di svolta contiene, non fare propaganda avversa
perché è una palese contraddizione. Alla politica gridata e
della demagogia - sostiene - io oppongo la politica dei
fatti».
«La buona politica - aggiunge Damiano - deve mettere al
primo posto i fatti e gli interessi di partiti, e mi auguro
che alla fine a prevalere siano proprio i fatti».
Damiano lancia dunque un «avviso» a tutti coloro che pensano
ad una modifica dell'accordo: «Ad ogni azione corrisponde
una reazione. La manifestazione del 20 ha avuto come
capolavoro la contromanifestazione. Il parlamento ha la sua
autonomia, ma non si pensi che le modifiche vanno in un
senso solo».
Il ministro continua la sua arringa: «Chi dice che non
applichiamo il programma dice il falso, perché nel programma
dell'Unione non c'è scritto né di cancellare la legge Biagi
né di tenerla così com'è».
Certamente il governo farà comunque di tutto per difendere
il protocollo, definito ancora una volta da Damiano come «il
migliore degli ultimi 25 anni».
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