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PD: DA
MILVA AD ARBORE, COME SI SCHIERA IL MONDO DELLO SPETTACOLO
26 Agosto 2007
(NoveColonne
ATG) – Roma - Dopo la sortita di Francesco De Gregori a
favore della Bindi e quella pro-Veltroni di Antonello
Venditti in vista delle primarie per la leadership del Pd,
il Corriere della Sera evidenzia che il mondo dello
spettacolo appare diviso, sotto il titolo “Con Venditti o De
Gregori: le correnti alle primarie dello spettacolo, mentre
l'Unita' raccoglie le opinioni dei "veltroniani" Turci,
Arbore, Vecchioni, Tardelli e Cerami. Il quotidiano di via
Solferino parte da Milva che si dichiara d’accordo con De
Gregori sulla scelta della Bindi: “Ho sempre votato Pci.
Veltroni è molto
preparato, ma lei la voterei in quanto unica donna”.
Gigi Proietti opta, con
Venditti, per Veltroni e ci scherza su: “Per uno ‘bono’ che
ce danno, teniamocelo. No?”, “ho un’età tale che mi consente
di affermare con certezza: ha ragione Venditti, Veltroni è
il miglior sindaco di Roma”. Si passa quindi a Michele
Placido: “Non so se lo sia, ma è uno che non si tira
indietro. L’ho visto in azione di persona, nelle iniziative
che abbiamo fatto in periferia a Tor Bella Monaca. E poi è
positiva la sua capacità di comprendere gli avversari e la
sua onestà intellettuale. Più che del politico, ora abbiamo
bisogno proprio del tratto umano. E poi la sua capacità di
comprendere gli avversari”.
Fiorella Mannoia come
Venditti confida nell’onestà di Veltroni “che è già una
buona partenza”. Apprezza che abbia “parlato di laicità
dello Stato, cosa che avevano fatto solo i radicali”. E
aggiunge: “La verità è che ci stiamo aspettando tutti troppo
da un uomo solo. Il governo ci ha deluso. E aspettiamo uno
che decida. Uno Zapatero. Veltroni ha coraggio ad assumersi
questa responsabilità perché è l’ultima chance”. L’errore “dell’amico”
De Gregori, dice, è "purtroppo lo stesso della sinistra un
po’ becera: quando siamo vicini a vincere ci scanniamo tra
noi”.
L’articolo
di Mariolina Iossa e Virginia Piccolillo raccoglie anche la
posizione di Al Bano che concorda con De Gregori su un punto:
“Il problema è passare dalle parole ai fatti. Si discute
sempre di leader e mai di cosa fare per l’Italia. Di parole
i politici ne hanno spese veramente tante. Promettono tutto
prima delle elezioni ma poi cambiano. Meglio i buonisti che
gli stronzisti, ma che lavorino invece di pensare solo a
riempirsi di potere”.
Di “malanimo” nelle
parole di De Gregori parla Pippo Baudo: “Quell’intervista
era rancorosa. Forse Veltroni gli ha fatto qualche torto.
Venditti, invece, mi è sembrato sincero”. Veltroni “è
l’ultima speranzina” per Paolo Rossi. Per il comico «non si
può parlare solo di Pil. Ogni riforma economica va
accompagnata a una rivoluzione culturale. Berlusconi, con le
sue tv, l’ha fatta: Silvio Pellico per scrivere Le mie
prigioni ci ha messo anni, Fabrizio Corona una settimana.
Qualcosa di quei valori l’abbiamo assorbita tutti. E ora
parliamo di leader del Pd come se votassimo per il Grande
Fratello. La democrazia dovrebbe essere partecipazione, ma
noi siamo trasformati in spettatori se non simpatizzanti”.
Margherita Buy sta con Venditti (“Ho firmato il manifesto
che appoggia Veltroni”) e così Matteo Maffucci degli Zero
assoluto (“Veltroni ci fa sentire orgogliosi di essere
romani e ha creato un senso di appartenenza che credo saprà
portare anche nel Pd”).
Si dicono invece
incerti Amanda Sandrelli, Gene Gnocchi (“Mi chiedo: ma con
chi si schiererà Cristina D’Avena?”, ironizza) e Paola Turci,
anche se quest’ultima riconosce a De Gregori “la capacità di
aver avviato un dibattito”. E così Francesco Renga (“Non
sono sorpreso, De Gregori è sempre stato coerente”) mentre
Claudio Cecchetto dispensa un consiglio a tutti i candidati:
“Un sorriso in più farebbe bene a tutti”. Franco Califano
appoggia invece Enrico Letta ("me piace" afferma romanamente).
Tra i sostenitori di
quest' ultimo anche i Nomadi che, come evidenzia il
quotidiano milanese, ne firmeranno l'inno, mentre “Mario
Adinolfi rovescia le parti: si schiera per Angelo Branduardi,
da cui ha preso come inno ‘Si può fare’, per ‘l’eterno Vasco
di Siamo solo noi’ e per ‘Carmen Consoli di Malarazza’”.
Infine Renzo Arbore conferma la sua fede per Veltroni: “Non
è uno dei soliti protagonisti del teatrino della politica e
inoltre il Partito democratico ha bisogno di un consenso
molto ampio”. L’artista ribadisce la sua posizione
veltronania anche sull’Unità, in sintonia con Roberto
Vecchioni, Paola Turci, Vincenzo Cerami e Marco Tardelli.
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