Tensione tra il primo
Ministro Iracheno e USA e Francia
27 Agosto 2007
Il
primo ministro iracheno Nuri al-Maliki attacca
Hillary Clinton, che aveva chiesto le dimissioni del
premier iracheno.
In quello che viene letto come un segnale della
tensione tra Maliki e Washington, il premier iracheno ha
anche criticato l'esercito americano per aver ucciso dei
civili nei giorni scorsi.
"Ci sono funzionari americani che considerano l'Iraq
come se fosse uno dei loro villaggi, per esempio Hillary
Clinton e Carl Levin", ha detto Maliki nel corso di una
conferenza stampa.
"C'è una pesante interferenza nei nostri affari
interni. Carl Levin e Hillary Clinton sono esponenti del
partito democratico e devono mostrarci la democrazia",
ha aggiunto Maliki. "Chiedo loro di parlare in modo
rispettoso dell'Iraq".
La scorsa settimana Hillary Clinton, assieme a Levin,
capo della Commissione del Senato per i servizi armati,
ha chiesto che il parlamento iracheno sostituisse Maliki
che non è riuscito a riconciliare le fazioni in lotta
tra loro.
Maliki ha criticato l'esercito Usa per l'uccisione di
civili nel corso di raid in zone sciite di Baghdad, in
una serie di azioni che hanno provocato manifestazioni e
condanne da parte dei gruppi sciiti.
A chiedere le dimissioni del Primier Iracheno é stato
anche il ministro degli Esteri Francese Bernard Kouchner.
Kouchner aveva infatti detto che per risolvere la
situazione irachena 'sarebbe necessario rimpiazzare il
primo ministro Al-Maliki'. Ancora una volta Al-Maliki si
arrabbia e questa volta chiede le scuse ufficiali del
governo Francese che non si fanno aspettare sai pure con
un po di sarcasmo.
Il ministro degli Esteri francese si è infatti
scusato questa mattina con il premier iracheno Nuri al-Maliki
per averne chiesto le dimissioni. “Se il primo ministro
chiede le mie scuse per aver direttamente interferito
negli affari interni del suo Paese, lo faccio volentieri”,
ha detto il ministro a radio Rtl.
Sull'International Herald tribune di oggi, però
Kouchner scrive che “dovrebbe essere varato un governo
di unita' nazionale”, aggiungendo che la Francia “è
pronta ad agire come mediatore”. Il ministri degli
esteri auspica inoltre il ritiro delle truppe Usa e
scrive che in Iraq “non ci può essere alcuna soluzione
militare durevole alla crisi. La soluzione -afferma-
deve essere politica”.