Le Notizie USA - La voce degli Italiani in America!

 

La voce degli Italiani in America

Vuoi riceve Le Notizie USA tutti i giorni?
inviaci il tuo email

  La Comunità Locale 
 Primo Piano 
 Politica
         Dall'Italia
         Dagli Stati Uniti
         Dal Mondo
 Attualità
 Spettacolo
 Cultura
 Sport
 Italiani nel Mondo
SECONDO EVENTO DEGLI ITALIANI IN CROCIERA NEI CARAIBI -  CELEBRAZIONE DI SAN VALENTINO DEL 2008 .. Leggi

ro pucciCultura e curiosità degli USA
Articoli di
Ro Pucci

Dei conflitti & delle pene (d'interesse)
Tutti i media italiani hanno conflitti d'interesse  -
Dom Serafini ... Leggi
 
Patrocinato dalla Regione Sicilia la Confederazione Siciliani Nord America CSNA... Leggi

Pres: Dr. Antonio Giordano
Image:DSCN3630 brooklynskyline e.JPG 



Il"
Broccolino" oggi studiato all'Università  ....     Leggi
 

 

 


free html visitor counters
Wednesday November 12, 2008         

La nostra Italia che brucia in tutte le direzioni non e’ una novita’, eventi catastrofici molto piu’ gravi si erano abbattuti dopo la fine della II Guerra Mondiale.

di: On. Michele Frattallone  

Boston, 3 agosto 2007  

Ho ritenuto opportuno elencare alcune delle piu’ disastrose calamita’ nell’arco di mezzo secolo a partire dal 1950 l’alluvione nel Polesine, riferimento il Po, il fiume piu’ lungo d’Italia; nel 1963 il cedimen- to della diga del Vajon, che cancello’ interi paesi, oltre 3.000 furono i morti nel Veneto; nel 1966 l’alluvio- ne nella Citta’ di Firenze, provocato dal fiume Arno; nel 1976 il terremoto nel Friuli-Venezia Giulia; nel 1980 il terremoto nella Regione Campania; ed altri terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche, smottamenti non catastrofici, tuttavia devastanti, che per dovere civico non  

On. Michele Frattallone      dobbiamo assolutamente dimenticare.

Agli inizi del Periodo post-bellico, ovvero subito dopo la II Guerra Mondiale, credo che l’ammini- strazione dello Stato non era sufficientemente preparata, a quell’eventi violenti ed apocalittiche devastazio- ni probabilmente non disponeva di un piano finanziario, anche perche’ c’erano moltissimi problemi legati alla rinascita della Nazione, le ferite erano profonde per una guerra perduta e lascio immaginare al lettore quanto era in quel determinato periodo, difficile governare l’Italia.

Infatti anche se non si era costituita un’adeguata struttura organizzativa, come quello di un Corpo Speciale d’Emergenza, che invece, in molti paesi e non, erano gia’ operativi, gli interventi di prima emer- genza vennero affrontati con il totale appoggio delle Forze Armate e squadre di soccorso formate da volon- tari , Vigili del Fuoco e personale sanitario attrezzati con le autoambulanze.

Ricordo, approssimativamente che nel periodo anni settanta, la costituzione del Corpo della Prote- zione Civile e un Responsabile Nazionale, che coordinasse le operazioni di pronto intervento. Ovviamente a quell’epoca, detto Corpo, agiva probabilmente sostenuto con leggi o provvedimenti speciali e prioritarie che permettesse di essere costantemente pronto in qualsiasi momento ed in qualsiasi circostanza.

Ai giorni nostri, certamente l’Italia dispone parcheggiati molto piu’ mezzi, attrezzature e strumenti che permettono il monitoraggio di tutto il territorio con piu’ razionalita’ e velocita’, avvantaggiata anche di esperienze maturatosi nel tempo nonche’ la preparazione tecnica piu’ avanzata e malauguratamente anche questa volta ci sono stati intoppi, paletti, gerarchie e priorita’ da rispettare.

Signori, quando l’Italia era una Nazione, una Nazione con carenza di mezzi, strumenti e denaro era veramente unita e con poteri centrali, l’ autorita’ di Roma si assumeva completamente la responsabilita’ come avrebbero dovuto essere affrontate con rapidita’ i primi soccorsi.

Quando le autorita’ erano state avvertite con il primo segnale, l’imminente pericolo e poi, con l’ amaro risultato che prima che si facesse vedere qualcuno, le persone coinvolte negli eventi tragici, sono state costrette ad aspettare ore e ore, con le conseguenze devastarice del fuoco, secondo in ordine di pericolosita’, dopo la forza incontrollabile dell’acqua. Gli incendi piccoli o grandi di natura dolosa commessi individualmente o da gruppi organizzati e’ diventato un fenomeno molto frequente perche’ spinti for- se da una promettente speculazione?

Gli incendi nel Gargano suggeriscono un vero esame di coscenza e di di riflessione, ma accompa- gnate da leggi speciali e severe pene molto piu’ inflessibili da quelle vigenti per colpire coloro che si sono resi colpevoli per i reati legati ai fatti nei giorni scorsi, provocati, probabilmente per le speculazioni dei territori e non si sa bene da chi.

Questi nmerosi fuochi disposti a catena, al punto che il Corpo della Protezione Civile non era piu’ in grado di poter essere presente ovunque, tenuto conto della lunghezza delle coste, di cui incendi danneg- giarono terreni agricoli, vigneti, uliveti, frutteti ed altre cose di varia natura ed altri danni incalcolabili alle strutture turistiche e inevitabilmente l’economia non solo locale, ma nazionale.

Questo articolo intende richiamare l’attenzione ai responsabili che hanno il timone del nostro Paese, anzi scusatemi se per un’istante mando al diavolo... le priorita’ comunali, provinciali e regionali, una mia sincera esclamazione lungi da ogni critica od offesa alle istituzioni.

Quando si verificano disastri naturali o comunque, ritenuti tali, non ci si debba limitare a percorsi burocratici o gerarchie relativi al ruolo di Sindaco di una Citta’ o Presidente della Provincia o Gevernatore di una determinata Regione, quindi dal momento che scatta l’allarme il segnale dev’essere simultaneo per allertare in primo luogo il Responsabile Nazionale del Corpo della Protezione Civile e di seguito le autorita’ preposte: Comunali, Le Forze dell’ ordine (Polizie dei vari settori dello Stato e quelle del Guardie Municipali) ed i Vigili del Fuoco ed allertando solo nei casi estremis, i Reparti Specializzati dell’Esercito.

Il Comando Centrale affidato al Comandante in Capo del Corpo della Protezione Civile, a che in- sindacabile giudizio organizzera’ il difficile coordinamento di tutte le risorse a sua disposizionee le misure necessarie perche’ siano pronti a soffocare sul nascere gli incendi o prestare immediatamente soccorso alle popolazioni in caso di alluvioni, terremoti o causati da altri disastri naturali.

Come e’ possibile condividere il principio che e’ sempre positivo il decentramento di ogni cosa, cito un esempio: la presentazione di una domanda o la richiesta di una licenza e cosi’ via, anche se subisce 10 giorni di ritardo, non e’cosi’grave quando i soccorsi arrivino dopo ore e ore di ritardo. Il fuoco infernale nel Gargano ed altri numerosi incendi sul territorio prevalentemente centro-sud ed insulare ad eccezione di Genova ed il suo retroterra, devono fare riflettere se riformare o modificare alcune strutture organizzative per facilitare le operazioni dopo avere ricevuto il primo segnale della gravita’ del possibile disastro.

L’accelarazione della variabilita’ climatiche non volge al meglio, credo sara’ opportuno affrontare il problema organizzativo con la massima urgenza, perche’ i disastri non sono prevedibili e quando in alcu- ni  casi le previsioni anticipano  cio’ che potrebbe accadere, i margini di tempo sono limitatissimi ed e’ qui, fare tesoro di un vecchio e saggio proverbio: chi ha tempo non perda tempo.   

Concludo che non si puo’ non ringraziare i volontari e coloro che si sono improvvisati soccorritori  a rischio della propria vita, questa ennesima tragica sciagura spero non vada dimenticata, al tempo stesso, esprimo a mio nome e sono convinto anche di tutti gli Italiani che risiedono all’Estero, la nostra solidarieta’ a tutte le persone che sono state vittime non solo per i danni materiali, ma soprattutto ai parenti di coloro che sono deceduti a causa del castastrofico incendio che ha devastato mezza Italia.

 

                                                         

Michele Frattallone / Le Notizie USA

 


Stampa la pagina

Torna nella pagina precedente