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Wednesday November 12, 2008         

Incredibile Rivelazione: Dove sono andate la armi leggere scomparse in Iraq?

Washington, 6 agosto.

 

Piu` della metà delle armi leggere fornite da Washington per difendere il neo governo iracheno, non sono rintracciabili. Che siano finiti nelle mani dei terroristi? -

Quando a Settembre  dovra' essere reso di pubblico dominio il rapporto sui risultati in Iraq, l'amministrazione di Bush non e' in grado di rintracciare oltre la meta' delle armi leggere, precisamente il 54 per cento, consegnate alle forze di sicurezza irachene per riportare odine e stabilita' nel Paese arabo. E' questo quello che emerge da una relazione stilata a cura dell'Ufficio del Congresso preposto al controllo delle attivita' governative, risalente al 31 Luglio e indirizzata ai membri  Rappresentativi ed al Senato.
 

Fra il 2003 e il 2005 sono stati spesi circa 19,2 miliardi di dollari per acquistare e fornire alle autorita' di Baghdad 185.000 fucili d'assalto Ak-47 e 170.000 pistole: ma di tali armi non se ne trovano piu' ben 190.000 in tutto. Mancano all'appello anche 135.000 tra giubbotti anti-proiettile, elmetti e simili, su un totale di 215.000. Solo per il trasporto, della cifra complessiva furono spesi 2,8 miliardi di dollari.


  Nella relazione dell'ufficio parlamentare di controllo si da' atto al Pentagono di aver collaborato alle conclusioni raggiunte, fornendo dati e rilievo e avviando una revisione accurata del programma Usa di addestramento ed equipaggiamento delle forze regolari irachene; si ricorda pero' che lo stesso ministero della Difesa ha piu' volte premuto affinche' per tale programma fossero stanziati almeno 2 miliari di dollari supplementari: anche per le forniture di armamenti, nonostante la sparizione di gran parte di quelli gia' consegnati.
  Il rischio, si avverte, e' che possano essere finiti nelle mani della guerriglia anche per le connivenze esistenti a livello locale con i ribelli. Con il quotidiano 'The Washington Post', tra l'altro, un anonimo dirigente del Pentagono ha ammesso che si ritiene gran parte di tali armi e attrezzature siano, o siano state, utilizzate in combattimenti contro i soldati americani: un pessimo viatico per il rapporto che tra un mese dovranno presentare alle due camere di Washington il generale David Petraeus, comandante in capo del contingente americano di stanza in Iraq, e l'ambasciatore statunitense a Baghdad, Ryan Crocker. 

 


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