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I Consolati digitali. Botta e risposta
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13 Aprile 2008

ROMA- Il progetto di un consolato online sarà presentato al Forum della Pubblica Amministrazione di metà maggio a Roma e sarà operativo entro la metà del 2009.

Fra i nuovi servizi consolari in Rete sono previsti la carta d'identità elettronica, la semplificazione della procedura per passaporti e certificazioni, l'iscrizione via Internet all'anagrafe degli italiani all'estero, la prenotazione di appuntamenti con personale del Consolato, la verifica dello stato di una pratica, la richiesta di informazioni, riferisce il segretario generale del ministero degli Esteri, Giampiero Massolo in un articolo pubblicato dal Sole24Ore.

Questo vero e proprio "Consolato a domicilio" consentirà, tra l'altro, di meglio ripartire uffici e risorse umane sul territorio, con notevoli risparmi per il contribuente -sottolinea Massolo. Fra le altre novità rese possibili dall'innovazione tecnologica di strutture e servizi ministeriali, il segretario generale cita la gestione in formato elettronico dell'ingente mole di comunicazioni scritte che ogni giorno il ministero scambia con la propria rete e con le altre amministrazioni.

L'iniziativa, che entrerà in vigore per la fine del 2009, permetterà di abbattere drasticamente (e in prospettiva eliminare) il consumo di carta e, al tempo stesso, applicare tecniche di nuova generazione di archiviazione digitale, ricerca automatica dei contenuti, creazione di fascicoli digitali.

Nella sua strategia complessiva di rilancio, il ministero degli Esteri ha puntato sulla semplificazione e la razionalizzazione attraverso un uso sempre maggiore delle nuove tecnologie (l'investimento nell'innovazione tecnologica è aumentato del 32% nell'ultimo biennio): "La Farnesina - fa notare Massolo - da anni è in prima linea in questo settore. Lo dimostrano il portale del ministero, con oltre 450mila accessi mensili, esclusi i siti delle sedi all'estero; l'uso intensivo di programmi web-based, la firma digitale, l'uso del Voip e quello dei sistemi di videocomunicazione".

Risposta:

In linea di principio la Confsal Unsa si esprime a favore di processi innovativi d’investimento nel settore tecnologico volti a migliorare i modelli organizzativi ed i metodi di lavoro del Ministero degli Affari Esteri, con particolare riferimento alle rappresentanze diplomatico-consolari. Al contrario, la razionalizzazione della rete, ovvero il riassetto delle strutture all’estero - il “Consolato a domicilio”, producendo notevoli risparmi per il contribuente, determinerebbe una “ripartizione” degli uffici e delle risorse umane sul territorio -, sono temi che necessitano di approfondimento sulla base delle necessità strutturali del servizio all’estero, nonché sulla base dell’attuazione della politica estera dello Stato.

La CONFSAL UNSA non può accettare l’attuazione di sistemi riduttivi finalizzati unicamente alla chiusura di alcune sedi, peraltro sulla base di criteri poco comprensibili e con la finalità di risparmiare cifre insignificanti per un bilancio ministeriale.

La CONFSAL UNSA ritiene che il “risparmio per il contribuente” si possa anche raggiungere attraverso riforme di ben altra portata che richiedono una maggior audacia e senso dell’innovazione ed un adeguato utilizzo delle risorse umane; ad esempio, la professionalità dei dipendenti all’estero ed il loro contributo al miglior funzionamento della rete vengono tuttora lasciate alla disponibilità e alla capacità del singolo dipendente o del capo ufficio con cognizione di causa, senza alcun progetto di rete ed alcun riconoscimento normativo.

 

La formazione del personale, a maggior ragione a seguito delle innovazioni tecnologiche di cui al progetto “Consolato a domicilio", deve essere sviluppata attraverso una riformulazione radicale dei corsi sia al MAE sia all’estero, e non può essere demandata ai preannunciati 3 corsi di formazione professionale previsti per l’anno 2008 per tutte le aree geografiche.

Inoltre l’apertura, o la chiusura, di nuove sedi deve essere condotta sulla base di criteri progettuali e non seguendo soltanto “mode” politiche. Aree come il Medio e l’Estremo Oriente devono certamente venire valorizzate, tuttavia non si deve perdere di vista l’enorme bacino tradizionale costituito dalle nostre collettività all’estero, che, in ugual modo, rappresenta la premessa per una penetrazione culturale e commerciale del nostro Paese, importante quanto l’apertura di sedi in Cina o in Russia.

Infine, i “risparmi per il contribuente” possono essere raggiunti grazie alla definizione di linee guida (per esempio, il pagamento di esosi fitti laddove sarebbe meglio acquistare beni demaniali, la mancata omogeneizzazione di apparecchiature, il costo dei contratti e delle reti informatiche, l’impennata del contenzioso a causa delle lacunose e contraddittorie previsioni del DL 103/2000), intese a realizzare una politica di risanamento dei conti senza i classici “tagli”.

Quest'ultima pregiudicherebbe infatti solo la nostra collettività, l’immagine dell’Italia ed i nostri interessi all’estero.

Roma, 26.3.2008 La Direzione Nazionale CONFSAL UNSA



fonte: corriere d'italia


Fort Lauderdale, Florida
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