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Le due visioni dell'Italia: ricca e scontenta e povera ma contenta
di Dom Serafini
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23 Dicembre 2007

Nella periferia di Venezia inciampo in un'accesa discussione sulla salute degli italiani che nulla ha a che vedere con i casi di menengite scoppiati in Veneto e neppure col morbo della zanzara tigre (quest'ultimo riportato solamente dalla stampa americana).
La mia posizione riflette sul fatto che l'Italia sia ricca ma scontenta. La posizione del mio interlocutore afferma che i fatti dimostrano come l'Italia sia povera ma contenta.
Tutto ció fa venire in mente un recente articolo di Umberto Eco sulla definizione di “fatti”. Secondo Eco, ci sono tre definizioni filosofiche della parola “fatti”:
1)
     Non ci sono fatti ma solo interpretazioni.
2)
     Conosciamo tutti i fatti attraverso una nostra interpretazione.
3)
     La presenza dei fatti é dimostrata dal fatto che appena vengono interpretati in modo sbagliato, ci indicano che a continuare cosí non si puó andare avanti.
La mia interpretazione dei fatti si basa su dati provenienti da fonti ufficiali a proposito dell'elevato numero di auto in strada durante i semplici ponti festivi. Considerando l'alto costo di benzina, pedaggio e ristoro deduco che le solite 11 milioni di auto in viaggio indicano che il 60% della popolazione é sufficientemente agiata da intraprendere spostamenti simili. Questo senza considerare i vacanzieri su treni ed aerei (al confronto, negli Usa i vacanzieri durante la festa principale -- il Thanksgiving o giornata del ringraziamento - sono il 12%).  Consideriamo peró il vasto numero di costosi cellulari utilizzati quotidianamente dagli italiani, il numero di fuoriserie che si trovano nel Paese,  le  numerose barche da diporto ancorate nei porti di villeggiatura e l'abitudine di vestirsi con abiti griffati o, comunque, marche note.
Infine gli economisti affermano che l'inflazione in Italia é anche causata dal fatto che i consumi non scendono, pertanto l'alta richiesta di prodotti contro una ridotta offerta fa lievitare i prezzi.
Questi fattori soddisfano tutte e tre le definizioni forniteci da Eco.
Ma a contrastare le interpretazioni dei fatti sopracitate é una visione molta statalista dell'Italia, che afferma come lo Stato non faccia abbastanza per i suoi cittadini. I fatti addotti come prova sono: precariato, assistenza sociale povera, troppe ore lavorative, la disoccupazione, il fatto che molte famiglie non arrivino a fine mese con i loro bassi stipendi. Stranamente, i sostenitori di questa visione negativa dell'Italia si sono scandalizzati quando il “New York Times”, il principale quotidiano americano, ha scritto che l'Italia é depressa.
 
In un certo senso, l'interpretazione dei fatti che vorrebbe dimostrare come, dopotutto, gli italiani siano contenti, é accurata ma riflette un'altra interpretazione della realtá: quella di un Paese super protetto da una rete di sicurezza sociale (che manca in America) che li rende non competitivi ma soddisfatti dello stato sociale che, secondo gli statalisti, dovrebbe essere migliorato ulteriormente. D'altra parte lo stato sociale dell'Italia é strategico anche per l'elite, pertanto una posizione da salvaguardare affinché questa (oggi ridefinita “Casta”) possa continuare a controllare indisturbata il Paese.
Paradossalmente, la salvaguardia dello stato sociale auspicato dalla Casta é difesa a spada tratta dagli statalisti, quindi la sua conservazione é assicurata. In pratica, la Casta incoraggia gli italiani ad essere contenti e spensierati: a pensare a divertirsi in discoteca, a provare i brividi delle alte velocitá, ad andare in vacanza, a vestirsi di griffe, a pensare al calcio, alle veline…. . La Casta, pensa ad assicurare che medicine, ospedali, educazione, asili nido, impieghi statali (che alla fine arrivano per molti),  pensionamenti in giovane etá, poche ore lavorative, pause di maternitá… rimangano accessibili ai cittadini, che non devono essere indipendenti né intraprendenti. L'economia sommersa, l'evasione fiscale, le famiglie estese (con multipli stipendi), il grande numero di possedimenti immobiliari, pensano ad assicurare tutto l'extra.
Tutto ció per gli italiani statalisti fornisce la prova che i loro fatti soddisfano a pieno la terza definizione di Eco:  la presenza dei fatti é dimostrata dal fatto che altre diverse interpretazioni dell'Italia non funzionano.
Nel fratempo a coltivare le campagne, a lavorare nei cantieri, a fare gli infermieri negli ospedali o i semplici idraulici, vengono chiamati gli extracomunitari o il personale proveniente dai paesi europei poveri. #

Dom Serafini / Le Notizie USA


 
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