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Gli italiani, il terzo mondo e gli orari dei pasti
di Dom Serafini
 
 
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31 Dicembre 2007

L'Italia é piú vicina al mondo anglo-sassone o a quello latino-americano? Me lo chiedo mentre mi trovo sulla carrozza ristorante dell'Eurostar Ancona-Milano. Il pranzo era stato annunciato per le 12:00, ma il posto é semivuoto. Non per il costo, dopotutto durante le feste natalizie si sono spesi 20 milioni di euro solo per i videogiochi, siamo al primo posto in Europa per il numero di cellulari pro-capite e nelle zone sciistiche non si trova un posto d'albergo: tutto esaurito. L'Italia é decisamente ricca.
No, il problema é l'orario dei pasti. Al contrario degli anglo-sassoni, alla maggior parte degli italiani piace pranzare tardi e cenare ancora piú tardi. Non é insolito che un ristorante si riempia di gente quando noi italiani d'America, abituati a cenare alle 19:30, siamo pronti a lasciarlo verso le 22:00.
Siamo quasi a Bologna quando il vagone ristorante comincia a riempirsi per il primo turno. Nel frattempo siamo arrivati al contorno. Il menú del giorno offriva la scelta tra: spaghetti allo scoglio oppure pomodoro e basilico. Come secondo vi era la scelta fra: fettine di manzo o fesa di tacchino. Come contorno unico c'erano peperoni grigliati.
Scelgo il pomodoro e basilico e, come secondo, una caprese. Salto i dolci, i formaggi e la frutta. Meglio tenersi leggeri, con il dollaro che non vale quasi niente e dopo le abbuffate natalizie, la leggerezza é di rigore, anche se non rinuncio ad un buon vino rosso, un'acqua minerale ed un caffé (servito in demitasse di porcellana!). Certo che, quando si tratta di cibo, nessun paese al mondo riesce a battere l'Italia.
Peró sui treni la scelta del primo turno é strategica in quanto, dopo le 13:30, il vagone ristorante é cosí affollato da diventare scomodo. Il servizio rallenta e l'attenzione con cui si é serviti diminuisce. In questi casi capita che il conto arrivi proprio prima che si debba affannosamente scendere.
Ed eccoci di nuovo alla domanda iniziale: gli italiano sono, come abitudine, piú vicini ai latini-americani, che notoriamente pranzano e cenano molto tardi, o agli anglo-sassoni che, al contrario, lo fanno molto presto? Per gli italiani ed i latini-americani cibarsi é arte, cultura, divertimento, socializzazione e, per ultimo, nutrimento. Per gli anglo-sassoni il cibo é puro sostenimento.
 
Si é soliti associare il mondo moderno a quello anglo-sassone e le aree meno sviluppate al mondo latino-americano ed africano: questi ultimi vengono definiti il “terzo mondo”.
Ma l'Italia é ricca, addirittura, considerando l'economia sommersa, é la sesta economia  piú sviluppata del mondo. Non dimentichiamo che in America latina anche i ricchi hanno l'abitudine di pranzare e cenare tardi.
In passato si tendeva ad ammirare gli italiani che tardavano a sedersi a tavola. Le cosiddette “ore tarde” erano considerate gli “orari dei signori” che, teoricamente, avevano numerosi impegni durante la giornata ma che, in effetti, nascondevano un certo livello di inefficienza per non sapersi gestire le giornate.
Infatti, le abitudini anglo-sassoni di pranzare e cenare presto non derivano tanto da un'abitudine contadina, ma dal fatto di poter gestire meglio le loro giornate.
Al contrario, in Italia, la giornata comincia tardi, gli orari non vengono rispettati, le pause di lavoro sono molto lunghe e numerose, pertanto si é costretti, e quindi abituati, a sedersi a tavola sempre tardi.
Rimane il fatto che invitare italiani a pranzi di lavoro é problematico. Nonostante gli accordi di un “early lunch” o di un “early dinner”, che in linea di principio in Italia piacciono a tutti, é norma che gli italiani arrivino con almeno 40 minuti di ritardo.
Ritornando alla domanda iniziale: generalizzando, l'italiano puó essere considerato una persona moderna o del terzo mondo?




 
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