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22 Dicembre 2009
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Reconciliation: quando la
maggioranza detta la legge
di Domenico
Maceri |
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“È
meschino ed egocentrico”. Parla
Darcy Burner, Executive Director
del gruppo liberal Progressive
Congress, mentre descrive Joe
Lieberman, il senatore
indipendente del Connecticut che
sembra essere riuscito a
bloccare una parte fondamentale
della riforma sanitaria.
Lieberman ha rifiutato la sua
collaborazione a Harry Reid,
presidente del Senato,
negandogli il suo appoggio per
raggiungere il numero 60 e
procedere con il voto.
L’opposizione di Lieberman è
legata alla public option,
l’ente governativo che avrebbe
fatto la concorrenza alle
assicurazioni private.
Le leggi al Senato devono avere
l’approvazione di 60 dei 100
senatori per potere procedere ai
voti. In effetti, la minoranza
di 41 senatori può bloccare
tutte le leggi mediante la
tecnicalità del filibuster, una
forma di ostruzionismo in cui i
senatori dell'opposizione hanno
diritto di parlare a tempo
indefinito. L’idea è di
garantire al partito di
minoranza i suoi diritti.
Succede però il contrario perché
la minoranza compatta di 41
senatori può impedire alla
maggioranza di approvare leggi
necessarie per il Paese.
Al Senato però esiste un’altra
tecnicalità che permette alla
maggioranza di esprimere i suoi
diritti democratici. Si tratta
della “budget reconciliation”,
una procedura che richiede solo
51 senatori per permettere il
voto su disegni di legge che
hanno a che fare con il
bilancio. Si chiama spesso la
“nuclear option” perché mette da
parte il requisito di trovare 60
senatori che aprano la porta al
voto.
La reconciliation si applica
solo a questioni aventi a che
fare con il bilancio. È un
metodo per approvare leggi con
la semplice maggioranza in modo
rapido dato che limita il
dibattito a solo 20 ore. L’idea
della reconciliation per la
riforma sanitaria sembra essere
stata suggerita da Rahm Emanuel,
il capo dello staff di Obama.
Ciò non si può confermare ma
Reid non ha voluto seguire
quella strada perché il Senato
ha una lunga tradizione di
approvare leggi dando alla
minoranza il diritto di veto.
Uno dei timori dell’uso della
reconciliation è che mette da
parte i diritti della minoranza.
Ma quando la minoranza è
intransigente come si sono
dimostrati i repubblicani con
tutto ciò che promuove Obama i
democratici dovrebbero operare
senza la pretesa della
collaborazione bipartisan.
L’esempio più chiaro di questa
mancata collaborazione si è
visto con il puro e semplice
rallentamento del dibattito
causato dal senatore Tom Coburn
dello Stato dell’Oklahoma.
Questi ha preteso che un
emendamento di 767 pagine fosse
letto ad alta voce durante la
seduta con la sola idea di fare
perdere tempo.
L’uso della reconciliation
manderebbe un messaggio a questi
eccessi repubblicani che non
possono continuare a mettere il
bastone fra le ruote alla
politica di Obama.
Nel 1996 l’amministrazione Bush
ha infatti usato la
reconciliation per approvare
tagli alle tasse ben tre volte.
Nessuno lo ricorda adesso ma i
repubblicani hanno avuto il
coraggio di usare tutti i
meccanismi a loro disposizione
per implementare la loro agenda.
I democratici invece sembrano
essere timidi, sempre alla
ricerca dei 60 senatori per
potere votare. Ciò dà il potere
del veto a individui come Joe
Lieberman che si divertono a
esercitare il controllo in modo
assolutista. È ridicolo che un
senatore riesca ad avere tanto
potere da silurare il sistema
democratico.
L’uso della reconciliation
metterebbe a posto tipi come
Lieberman che si credono
indispensabili.
La reconciliation non è una
pillola magica dato che le leggi
approvate con questa procedura
possono scadere in cinque anni.
È possibile che in cinque anni i
repubblicani controllino il
Congresso e decidano di abrogare
leggi approvate con la
reconciliation.
Ciò potrebbe essere difficile se
queste leggi passate solo con
voti democratici diventeranno
popolari come sono divenuti il
Social Security e il Medicare
approvati in larga misura con
voti democratici ma anche con
alcuni repubblicani.
Ma il Partito Repubblicano negli
ultimi venti anni si è spostato
talmente a destra che quando si
trova nella situazione di
minoranza non sa fare altro che
mettere i bastoni fra le ruote.
La reconciliation nel caso della
riforma sanitaria potrebbe
funzionare con le parti del
disegno di legge che hanno a che
fare con il bilancio. I
democratici hanno sbagliato a
rifiutare la reconciliation.
L’esclusione della public option
vuol dire che gli americani
continueranno ad essere alla
mercé della compagnie di
assicurazione i cui interessi
sono i loro profitti e non la
sanità degli americani.
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