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Elezioni presidenziali Usa:  la questione dei delegati
di Dom Serafini
 
 
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13 Febbraio 2008

Negli Usa la politica in generale é molto facile da seguire, seppur le elezioni presidenziali siano alquanto complicate per via del sistema dei delegati. Infatti gli elettori non votano i candidati, bensí i delegati che li rappresentano, sminuendo cosí il mito che in America ci siano elezioni dirette. I partiti politici designano i delegati con delle formule tutte particolari. Per ingarbugliare ulteriormente il processo, ci sono poi 4 tipi di delegati (inclusi i “super” delegati) e, per la conquista di questi delegati, ci sono 9 tipi di primarie (inclusi i “caucus”, e “primarie”).
Il concetto dei “delegati” é nato con la Costituzione americana (articolo II) nel 1787, che ha stabilito i “Collegi Elettorali”. In seguito, con la creazione dei partiti,  sullo stesso filone si sono sviluppati i delegati per la scelta dei candidati presidenziali: le cosiddette primarie (termine generico per indicare la selezione del candidato per ogni partito).
Il Partito Democratico, ad esempio, ha stabilito che ci debbano essere un totale di 4.049 delegati assegnati a livello nazionale in modo proporzionale (piú 796 “super delegati”, cioé i rappresentanti del partito e degli eletti al Congresso). In questo caso lo stato della California ha a disposizione 441 delegati e quello meno popoloso di New York, 280, la Florida 210 ed il Texas 228. Per vincere la “nomination” (candidatura presidenziale) occorrono quindi 2.025 delegati.
Il Partito Repubblicano, invece, ha stabilito un totale di 2.380 delegati assegnati con un metodo puramente arbitrario. In questo caso, la California ha 173 delegati repubblicani, New York 101 la Florida 114 ed il Texas 140. Per vincere ne occorrono 1.191. Arbitario é anche il modo con cui i candidati alla presidenza del Partito Repubblicano ottengono questi delagati, con alcuni stati in cui chi prende piú voti li vince tutti.
Questo sistema si complica quando ci sono interferenze, come la decisione di alcuni Stati di andare contro le direttive dei partiti nazionali. E quindi, con la decisione della Florida (ad alcuni altri stati) di far svolgere le loro primarie prima delle date dettate dal partito nazionale, la Florida si é visto annullare ai fini pratici tutti i suoi 210 delegati dal Partito Democratico ed annullare la metá di quelli dei Repubblicani, pur avendo tenuto regolarmente le elezioni primarie.
Per quanto riguarda il “Collegio Elettorale”, questo é composto da 538 “grandi” elettori presidenziali divisi tra tutti gli stati dell'Unione. Ad esempio, la California ne ha 55, la Florida 27, New York 31 ed il Texas 34.
Il concetto dei “Collegi Elettorali” si basa su diversi principi, tra cui la convinzione che i
 
“veri” (o grandi) elettori siano piú informati della massa, e di far sí che anche i piccoli stati abbiano il loro peso.
Ma non é cosí semplice. Come per i “grandi elettori” del “Collegio Elettorale”, anche i delegati alle primarie possono cambiare casacca. In altre parole, seppur votati per rappresentare un candidato, all'ultimo minuto possono passare alla concorrenza. Naturalmente i candidati alle primarie fanno di tutto per assicurarsi che i loro delegati siano affidabili.
Poi c'é il problema delle alleanze. Ad esempio, nonostante il fatto che il candidato Democratico John Edwards abbia buttato la spugna, questo non si é ritirato, ma ha solamente “sospeso” la sua campagna, conservando ancora i 26 delegati che ha vinto.
In una situazione dove un sigolo delegato puó fare la differenza fra, ad esempio, i democratici Hillary Clinton ed Barack Obama, l'appoggio di Edwards durante la “Convention” (cioé quando e dove ogni partito elegge il suo candidato ufficiale) sará cruciale. Quindi, cosa vorrá Edwards in cambio dei suoi delegati? La vice presidenza? Ma, con una vice presidenza di Edwards, il “ticket” (coalizione) democratico si sposterebbe troppo a sinistra, perdendo buona parte dell'elettorato moderato. A questo punto, a cambiare ancora una volta l'equilibrio, possono intervenire i cosiddetti “super delegati” che, per i democratici sono, ad esempio, 48 per New York e 71 per la California.
Per un candidato indipendente, cioé non legato ad un partito, non servono delegati, pertanto la sua campagna elettorale inizia quando sono stati scelti i candidati dei partiti. Il primo ed unico candidato indipendente ad essere stato eletto presidente é stato George Washington (anche perché il primo partito, quello Democratico, é nato dopo, nel 1792).
Ritornando al “Collegio Elettorale”, il sistema permette anche che qualsiasi candidato presidenziale possa ottenere la maggioranza del voto popolare, ma perdere l'elezione. Questo perché non c'é una precisa relazione tra votanti ed “elettori” e perché  i “grandi elettori” possono legalmente cambiare casacca all'ultimo minuto. #

Dom Serafini / Le Notizie USA



 
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