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Le prediche di Gesu’ furono
incentrate con le parabole, oggi definite paragoni, affinche’ gli
ascoltatori, formata da gente umile, diseredata e senza una minima base di
cultura; non fu facile a coloro che l’ascoltarono apprendere i suoi
insegnamenti, e cito’ i dieci comandamenti, per essere osservati esattamente
quelli che Dio affido’ a Mose, molti anni prima della nascita di Gesu’
Cristo. A quell’epoca, almeno da quelle parti, ci furono altri popoli che
condivisero la divinita’ attribuita agli imperatori romani, escludendo
accostamenti alla spiritua- lita’. Gesu’ Cristo, nacque in quel periodo
perche’ secondo il disegno divino fu la fondazione della sua Chiesa. Per i non credenti (non
condividono la fede del cristianesimo perche’ non prcepiscono segnali della
presenza divina), Dio anche come uomo scese sulla terra per salvare
l’umanita’ e predico’ fra la sua gente. Gli ebrei furono da sempre nei
confronti di Dio il popolo prediletto e consapevoli di questo loro status,
non erano certamente molto obbedienti alle regole dei sacerdoti che sapevano
dai profeti, strumenti di Dio, che la venuta di Gesu’ Cristo era prossima.
Gesu’ che presentatosi da
vero uomo ed al tempo stesso vero Dio, continuo’ nella sua missione e
predico’ con parole di pace ed amore a tutti coloro che lo seguirono
ed insegno’ la sua Religione; fece molti miracoli, non per esibizione, ma
dimostrativi della sua potenza divina. La missione di Gesu’ Cristo, fu
compiuta all’insegna della poverta’ e volle percorrere tutta la strada con
umilta’, e passo dopo passo accumolo’ a suo carico i peccati commessi
dal suo popolo disobbediente e conclusasi all’ultima stazione della via
crucis.
Gesu’, seguito dagli
apostoli, di giorno e di notte, individuo’ l’apostolo Pietro, che sostitui’
il “Maestro” (cosi’ lo chiamarono gli apostoli), dopo la morte e la
resurrezione di Gesu’, Pietro fondo’ la Chiesa in nome di Cristo e fu il
Primo Papa, a Roma successore di Gesu’ Cristo. Sulla base di questa
essenziale descrizione, la dovuta riflessione: L’imperatore Costantino dopo
avere sconfitto Massenzio nell’anno 313 d.c., con un editto autorizzo’ agli
ebrei gia’ convertiti a professare la fede del cristianesimo di cui regole
conosciute dal Vangelo come nuovo testamento. Il cristianesimo come fede,
accolta ed accettata dai romani fu la fine delle divinita’ attribuite agli
imperatori, si diffuse nell’ambito di tutto l’impero e successivamente in tutto
il mondo. Secondo alcune statistiche
affermerebbero che la fede cristiana, in relazione la chiesa cattolica e
apostolica romana, conta 1 miliardo e 200 milioni di fedeli di cui culto
praticato in tutti gli angoli della terra. La struttura organizzativa e’
capillare in grado di fare conoscere i principi del cristianesimo dalle sue
origini ai giorni d’oggi. Ed e’ una religione riconosciuta universalmente.
Ratsinger, Papa Benedetto
XVI, e’ Capo e Sommo Sacerdote della Chiesa Cattolica, chiamato
Vicario di Gesu’ Cristo, in terra e successore di Pietro, Vescovo di Roma e
titoli accademici ed altri dai fedeli conosciuti: Sommo Pontefice e Santo
Padre. Allo stesso tempo, esercita un potere temporale, quindi Capo di Stato
della Citta’ del Vaticano in Roma. Questa necessaria ed
opportuna valutazione per comprendere meglio l’alta autorita’ ecclesiastica,
uno Stato nello Stato, riconosciuto dall’Italia dai “Patti Lateranensi”,
detto concordato e firmati dallo Stato Italiano e dallo Stato della Citta’
del Viticano, l’11 febbraio 1929, epoca del ventennio. Non escludo il
bilancio economico anche a favore dell’Italia dalle mille e piu’ eclatanti
attivita’ promosse dalla Citta’ del Vaticano che richiamano l’interesse dei
fedeli che ogni anno visitano S.Pietro, la Citta’ di Roma ed altre
citta’d’Italia. Non sono queste le citazioni
a cui intendo sofffermarmi, ci sono cose molto piu’ gravi che preuccpano con
possibili riflessi negativi dovuto al grande imbarazzo etico, un gesto poco
diplomatico, ed irresponsabile perche’ era stato lo stesso Rettore Renato
Guarini della Universita’ di Roma, “La Sapienza” a invitare Il Papa,
all’inaugurazione del 705.mo anniversario dell’anno accademico per la lectio
magistralis. E clamorosamente a causa della menzionata insensata ed
irriverente iniziativa promossa da 67 professori e un numero molto limitato
di universitari che attestatosi su posizioni che a loro dire, difensori
della laicita’ dell’universita,’ non condivisero la visita del Papa,
Vescovo di Roma e se fosse venuto, avrebbero negato al Papa Benedetto XVI,
Vescovo di Roma la lectio magistralis che e’ una delle massime autorita’
viventi in questa terra, Sommo Ponte- fice ed uno dei teologi piu’ colti,
gia’ professore nella Universita’ di Ratisbona. L’Ufficio stampa con una
nota annulla la visita del Papa, Vescovo di Roma.
Questo non e’ tutto,
l’Universita’ di Roma, “La Spienza” fu fondata, dal Papa Bonifacio VIII in
epoca del medievo nell’anno 1300 d.c. Poi, la quasi totalita’ della
popolazione italiana e’ di fede cristiana, della chiesa cattolica apostolica
romana con le sue innumerevoli missioni all’estero, che non solo diffondono
il vangelo di Cristo, con parole di pace ed amore ma aiutano le popolazioni
che soffrono, che sono veramente povere ed hanno bisogno di maggiore
solidarieta’ cristiana, edificando scuole e organizzando ospedali, tutto
questo, viene gestito sotto la guida della Citta del Vaticano. Ritornando al discorso della
protesta promossa da pochi professori ed universitari, con il loro gesto
intendevano dimostrare la laicita’ e l’indipendenza ad operare nella loro
universita’, ma hanno dimenticato che non hanno tenuto conto, che le idee,
le filosofie possono non essere condivise, ma un grave errore rifiutare il
dialogo e gli opportuni dibatti, L’assenza di un giudizio piu’ equilibrato
nega al sapere la tolleranza, sopratutto al’interno dell’universita’, non
credo che si possono trasmettere segnali di intelligenza, cosi’ facendo e’
emersa la piu’ meschina delle ottusita’, la ricerca del sapere equivale la
ricerca della verita’ per questi motivi sono importanti ed essenziale il
dialogare pacificamente, confrontandosi anche con accesi dibattiti, solo
cosi’ molte cose possono essere riformate o migliorate.. Consapevole che
l’allocuzione del Santo Padre per l’incontro con l’Universita’ degli Studi
di Roma, convinto avra’ fatto il giro del mondo, ho voluto concludere con un
capitolo estratto dal testo ufficiale come avrebbe iniziato la lezione
tenuta dal Papa Benedetto XVI all’ interno di detta Universita’ di Roma:
Mi e’ caro in questa
circostanza, esprimere la mia gratitudine per l’invito che mi e’ stato
rivolto a venire nella vostra universita’ per tenervi una lezione. Che cosa
puo’ e deve dire un Papa in occasione come questa? Nella mia lezione a
Ratisbona ho parlato, si’, da Papa, ma soprattutto ho parlato nella veste
del gia’ professore di quella mia universita’, cercando di collegare ricordi
ed attualita’. Nell’universita’ “Sapienza”, l’antica universita’ di Roma,
pero’ sono invitato proprio come Vescovo di Roma, e percio’ debbo parlare
come tale. Certo, la “Sapienza” era un tempo l’universita’ del Papa, ma oggi
e’ un’universita’ laica con quell’autonomia che, in base al suo stesso
concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di universita’, la
quale deve essere esclusivamente all’autorita’ della verita’. Nella sua
liberta’ da autorita’ politiche ed ecclesiastiche l’universita’ trova la sua
funzione particolare, proprio anche per la societa’ moderna, che ha bisogno
di un’istituzione del genere.
Apprezzamento al Parlamento,
per l’immediata reazione positiva dei vari gruppi politici, nel dissociarsi
con vigore dall’iniiziativa promossa da un micro gruppo di contestatori,
all’ interno della Universita’ di Roma, la Sapienza, per avere negato la
parola al Papa. Altrettanto con determinazione protesto anche a nome del
C.T.M. per l’irresponsabile gesto ottuso che al Papa, ospite, tolta la
parola. Ho avuto l’opportunita’ di leggere tutto il testo, posso
aggiungere che per una cinquantina di oppositori dell’Universita’ di Roma
“La Sapienza”, un’ opportunita’ perduta non avere potuto ascoltare la
lezione di un Papa e Vescovo di Roma. Boston, 19 gennaio 2008
On. Michele Frattallone |
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