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Il voto all'estero per il centrodestra
di Dom Serafini
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23 Gennaio 2008

All'indomani della dichiarazione di Barbara Contini, responsabile italiani all'estero di Forza Italia che, “in caso di elezioni anticipate il centrodestra si presenterá unito anche nella circoscrizione Estero”, ho valutato le sue possibilitá di vittoria.
Durante le elezioni politiche del 2006, se il centrodestra si fosse presentato unito, avrebbe ottenuto il 61,1%  dei voti alla Camera ed il 62,1% al Senato, quindi si sarebbe assicurato due seggi.  Sviluppando un piano d'azione che permetta di far crescere questi risultati fino a portarli al 76% (una crescita del 15%) alle nuove elezioni il centrodestra potrebbe vincere tutti e tre i seggi in palio.
Se si considera che l'Unione potrebbe perdere il 5% delle preferenze solo per il fatto di essere al governo, si tratterebbe di aumentare le preferenze per il centrodestra del 10% (per ottenere il 15% di crescita indicato sopra) concentrandosi sulle comunitá piú “unioniste” quali Montreal, Toronto e New York.
Delle 281.005 schede inviate nel collegio elettorale del nord e centro America, durante le politiche del 2006, solamente 104.877 furono rispedite dagli elettori. La stragrande maggioranza di queste persone non era quindi interessata a votare. Si sono verificate situazioni in cui rappresentanti di candidati sono passati a ritirare le schede da vicini, conoscenti o semplici sconosciuti che avevano scarso interesse per il voto. In alcuni casi, intraprendenti affaristi hanno persino messo all'asta schede di intere famiglie.
 
É chiaro che a tutti questi cittadini italiani residenti all'estero il voto non interessava. Una soluzione a questo problema é far votare solamente coloro che sono interessati. In altre parole, fare sí che i cittadini italiani richiedano ai Consolati di voler votare: in pratica registrarsi. Il processo di registrazione dovrebbe essere il piú semplice possible permettendo ai cittadini di farlo per posta, con una lettera, cartolina, fax o consegnando loro un modulo durante le visite ai consolati per pratiche burocratiche.
In questo modo, il numero di elettori attivi sará pari o superiore a quello di coloro che hanno fornito le schede valide (84.755), ma almeno i loro voti saranno rappresentativi di cittadini impegnati seriamente ad esercitare il loro diritto al voto.
Inoltre, la complessitá delle operazioni di voto ha causato l'annullamento del 19 % delle schede. Questa percentuale sarebbe stata anche superiore se i presidenti dei seggi non avessero soprasseduto a diverse irregolaritá.
Semplificare il voto all'estero vuol dire permettere all'elettore di fare semplicemente un segno sul nome o sul partito preferito; vuol dire non indicare sulla scheda lo spazio per la firma dello scrutinatore (molti elettori vi hanno scritto il loro nome); vuol dire non dover inserire un tagliandino elettorale. Quest'ultimo potrebbe essere sostituito con un "bar code" all'esterno della busta pre-affrancata da rinviare al consolato.




 
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