| Wednesday, November 12, 2008 |
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La sfida al Pd Berlusconi: nella Cdl non cambia nulla ALLEANZA nazionale continua a chiedere un «ricambio generazionale» anche nel centrodestra dopo la scesa in campo di Veltroni. Ma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha ribadito ieri ad Arconate: »Non cambia niente. Veltroni farà sempre la stessa figura di prodi». Ma An scalpita. Ieri è stata la volta della lettera settimanale pubblicata sulla versione online del bimestrale «Con-Conservatori contemporanei», diretto dal parlamentare di An Italo Bocchino. «È innegabile - ha scritto Bocchino - che la candidatura del primo cittadino della Capitale rappresenta un ricambio generazionale nel sistema politico italiano. Fatto di per sé positivo. E realtà con cui anche il centrodestra deve fare i conti». Ma Forza Italia continua a «nicchiare» e a sostenere che l’unico leader resta Silvio Berlusconi. Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di azzurro, preferisce attaccare il sindaco-candidato leader del Pd. «È già scattata la beatificazione di san Walter Veltroni — commenta —. Prima sui quotidiani dei gruppi forti, ora anche sulle televisioni. Abbiamo così appreso con commozione che Veltroni vanta le sue radici in zone di cattolicesimo e non nel vecchio e grande Partito comunista italiano, nel quale ha autorevolmente militato per decine di anni. Ma Walter equivale a Romano, è il vecchio che torna in una coalizione dominata, oggi come domani, dallo strapotere della sinistra estrema. Con i risultati che gli italiani hanno sotto gli occhi: buste paga taglieggiate, commercianti e artigiani tartassati, imprenditori alle corde, sicurezza dei cittadini ai minimi». Alleanza Nazionale, però, insiste. E lo fa con Gianni Alemanno, segretario delle federazione romana del partito e l’uomo che ha sfidato Veltroni alle ultime comunali. «Prima dell’estate - incalza - è necessario che tutta la Cdl si ritrovi in una convention programmatica aperta, per cominciare a rilanciare il progetto politico del centrodestra. Un primo appuntamento per tornare a fissare le priorità, per aggregare nuove realtà per lanciare il dibattito nel paese». «Questa - sottolinea Alemanno - deve essere la nostra risposta alla sfida lanciata con la discesa in campo di Walter Veltroni». L’analisi dello scenario tocca al leader di Rifondazione Dc Publio Fiori che anche se assicura di non essersi convertito al sistema dei due partiti all’americana è certo che, con l’ingresso in campo di Walter Veltroni, «Prodi rischia di avere... gli anni contati». Anche perché, spiega all’Adnkronos, da un lato l’opposizione «si limita a giocare di rimessa, sulla base delle difficoltà degli avversari» e nello stesso tempo «Veltroni non ha interesse, come invece ce l’abbiamo noi, a che il governo cada subito. Ha bisogno di un arco temporale più ampio». Stampa la pagina |



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