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Mai così caldo: in Sicilia
morti e fabbriche chiuse
Black-out a Palermo, una vittima a Trapani. E a
Terimini gli operai smettono di lavorare
MONICA CERAVOLO
PALERMO
Una regione in ginocchio, piegata dalle alte
temperature. Il caldo torrido che ieri ha
investito le città siciliane ha provocato un
morto, la chiusura di stabilimenti industriali,
migliaia di incendi - alcuni dei quali hanno
minacciato alberghi - black out elettrici e
centinaia di ricoveri negli ospedali.
La causa di questo grande forno è il «Foehn», il
vento di caduta che scende dalle montagne, e in
particolare dalle Alpi, nella stagione invernale
e batte le città settentrionali. Ieri ha
soffiato sull’isola, in particolare sul
capoluogo siciliano, facendo alzare la colonnina
di mercurio oltre i 40 gradi.
«Condizioni invivibili»
Per tutta la giornata si sono registrate
situazioni drammatiche e le temperature hanno
toccato a Catania i 44,2 gradi, a Palermo i 42 e
a Siracusa i 45. Il caldo ha fermato anche la
Fiat di Termini Imerese. E lo sciopero
programmato contro lo scalone pensionistico e
per chiedere l’avvio del tavolo nazionale per il
rilancio dello stabilimento ha lasciato spazio
al blocco della produzione a causa delle «condizioni
invivibili» che i sindacati hanno denunciato in
fabbrica, una situazione determinata dalle forti
ondate di calore. Le tute blu si sono fermate
nei diversi turni dalle 10 in poi, decidendo di
andare a casa e di prolungare lo stop sino alle
22. In particolare i disagi sono stati segnalati
nei reparti di verniciatura. Così buona parte
degli operai del secondo turno hanno rinunciato
a 70 euro (la paga netta di un giorno di lavoro)
pur di non rimanere otto ore nei reparti alle
prese con forni e saldatrici, mentre all’esterno
dello stabilimento la temperatura superava i 40
gradi.
A casa gli operai
Alcune industrie hanno deciso di mandare a casa
i propri dipendenti e di fermare gli impianti.
Nel Petrolchimico di Priolo e a Gela sono stati
mandati a casa centinaia di lavoratori delle
ditte dell’indotto, soprattutto addetti a lavori
di saldatura e metallurgia in aree all’aperto.
«A questi lavoratori - ha detto Dino Zappulla
della Cgil - sarà garantita la cassa
integrazione». Le aziende hanno fermato le
produzioni.
Anche nell’area industriale di Termini Imerese
alcune imprese, approfittando dello sciopero di
due ore dei metalmeccanici, hanno disposto il
fermo della produzione. Altre aziende si sono
invece attrezzate in modo diverso: prevedendo
l’aumento delle temperature hanno chiesto ai
lavoratori di anticipare di due ore l’ingresso
in azienda per chiudere l’attività due ore
prima.
Ondata di black-out
La vittima il caldo l’ha fatta a Trapani, dove
un sessantenne è deceduto mentre si muoveva nel
traffico cittadino alla guida della sua
utilitaria. A causa della temperatura alta,
l’uomo, che era cardiopatico, si è
improvvisamente accasciato sul volante dell’auto.
Soccorso dai passanti, era ormai senza vita.
Diversi i black-out elettrici a Palermo a causa
del massiccio uso di ventilatori, condizionatori
e altri elettrodomestici per fronteggiare il
caldo e del surriscaldamento di alcuni cavi
elettrici. Sono saltati i collegamenti elettrici
anche nella maggior parte delle emittenti
radiotelevisive locali, costrette a impiegare
gruppi elettrogeni e in molti casi comunque
oscurate a partire dal pomeriggio perchè gli
impianti di trasmissione situati a Monte
Pellegrino si sono surriscaldati, mandando tutto
in tilt.
Super- lavoro per il 118
A Palermo e Catania, i centri più caldie, si è
registrato un vertiginoso aumento nelle vendite
di condizionatori d’aria, e il servizio 118
delle due città ha effettuato centinaia di
interventi, senza contare le chiamate di persone
in preda al panico per il caldo e rassicurate
dagli operatori del servizio d’emergenza. Tra le
persone soccorse nel capoluogo dell’isola, anche
l’autista di un autobus in servizio urbano, che
ha fermato il mezzo e ha chiamato l’ambulanza.
Poco dopo una signora si è sentita male mentre
attraversava a piedi l’assolata piazza
Castelnuovo, davanti al teatro Politeama.
Disagi anche per le ferrovie: a causa di uno dei
tanti incendi, un treno è stato costretto a
fermarsi più del previsto a Bagheria a causa di
un vasto focolaio divampato lungo la strada
ferrata Palermo-Messina. Intanto si correva ai
ripari: un sistema di sorveglianza e previsione
delle ondate di calore e un vademecum su come
comportarsi nelle giornate calde è stato
elaborato dal dipartimento osservatorio
epidemiologico (Doe) dell’assessorato regionale
alla Sanità.
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