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Wednesday, November 12, 2008

 
Mai così caldo: in Sicilia
morti e fabbriche chiuse
 
 
Black-out a Palermo, una vittima a Trapani. E a Terimini gli operai smettono di lavorare
MONICA CERAVOLO
PALERMO
Una regione in ginocchio, piegata dalle alte temperature. Il caldo torrido che ieri ha investito le città siciliane ha provocato un morto, la chiusura di stabilimenti industriali, migliaia di incendi - alcuni dei quali hanno minacciato alberghi - black out elettrici e centinaia di ricoveri negli ospedali.

La causa di questo grande forno è il «Foehn», il vento di caduta che scende dalle montagne, e in particolare dalle Alpi, nella stagione invernale e batte le città settentrionali. Ieri ha soffiato sull’isola, in particolare sul capoluogo siciliano, facendo alzare la colonnina di mercurio oltre i 40 gradi.

«Condizioni invivibili»
Per tutta la giornata si sono registrate situazioni drammatiche e le temperature hanno toccato a Catania i 44,2 gradi, a Palermo i 42 e a Siracusa i 45. Il caldo ha fermato anche la Fiat di Termini Imerese. E lo sciopero programmato contro lo scalone pensionistico e per chiedere l’avvio del tavolo nazionale per il rilancio dello stabilimento ha lasciato spazio al blocco della produzione a causa delle «condizioni invivibili» che i sindacati hanno denunciato in fabbrica, una situazione determinata dalle forti ondate di calore. Le tute blu si sono fermate nei diversi turni dalle 10 in poi, decidendo di andare a casa e di prolungare lo stop sino alle 22. In particolare i disagi sono stati segnalati nei reparti di verniciatura. Così buona parte degli operai del secondo turno hanno rinunciato a 70 euro (la paga netta di un giorno di lavoro) pur di non rimanere otto ore nei reparti alle prese con forni e saldatrici, mentre all’esterno dello stabilimento la temperatura superava i 40 gradi.

A casa gli operai
Alcune industrie hanno deciso di mandare a casa i propri dipendenti e di fermare gli impianti. Nel Petrolchimico di Priolo e a Gela sono stati mandati a casa centinaia di lavoratori delle ditte dell’indotto, soprattutto addetti a lavori di saldatura e metallurgia in aree all’aperto. «A questi lavoratori - ha detto Dino Zappulla della Cgil - sarà garantita la cassa integrazione». Le aziende hanno fermato le produzioni.

Anche nell’area industriale di Termini Imerese alcune imprese, approfittando dello sciopero di due ore dei metalmeccanici, hanno disposto il fermo della produzione. Altre aziende si sono invece attrezzate in modo diverso: prevedendo l’aumento delle temperature hanno chiesto ai lavoratori di anticipare di due ore l’ingresso in azienda per chiudere l’attività due ore prima.

Ondata di black-out
La vittima il caldo l’ha fatta a Trapani, dove un sessantenne è deceduto mentre si muoveva nel traffico cittadino alla guida della sua utilitaria. A causa della temperatura alta, l’uomo, che era cardiopatico, si è improvvisamente accasciato sul volante dell’auto. Soccorso dai passanti, era ormai senza vita.

Diversi i black-out elettrici a Palermo a causa del massiccio uso di ventilatori, condizionatori e altri elettrodomestici per fronteggiare il caldo e del surriscaldamento di alcuni cavi elettrici. Sono saltati i collegamenti elettrici anche nella maggior parte delle emittenti radiotelevisive locali, costrette a impiegare gruppi elettrogeni e in molti casi comunque oscurate a partire dal pomeriggio perchè gli impianti di trasmissione situati a Monte Pellegrino si sono surriscaldati, mandando tutto in tilt.

Super- lavoro per il 118
A Palermo e Catania, i centri più caldie, si è registrato un vertiginoso aumento nelle vendite di condizionatori d’aria, e il servizio 118 delle due città ha effettuato centinaia di interventi, senza contare le chiamate di persone in preda al panico per il caldo e rassicurate dagli operatori del servizio d’emergenza. Tra le persone soccorse nel capoluogo dell’isola, anche l’autista di un autobus in servizio urbano, che ha fermato il mezzo e ha chiamato l’ambulanza. Poco dopo una signora si è sentita male mentre attraversava a piedi l’assolata piazza Castelnuovo, davanti al teatro Politeama.

Disagi anche per le ferrovie: a causa di uno dei tanti incendi, un treno è stato costretto a fermarsi più del previsto a Bagheria a causa di un vasto focolaio divampato lungo la strada ferrata Palermo-Messina. Intanto si correva ai ripari: un sistema di sorveglianza e previsione delle ondate di calore e un vademecum su come comportarsi nelle giornate calde è stato elaborato dal dipartimento osservatorio epidemiologico (Doe) dell’assessorato regionale alla Sanità.

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