| FERRIGNO (FI): TRAVISATE LE MIE DICHIARAZIONI SUL DIRITTO
ALLA CITTADINANZA Nei giorni scorsi, intervistato da Italia chiama Italia, il deputato di Forza Italia Salvatore Ferrigno, parlando di cittadinanza dichiarò che "bisogna sempre rispettare un principio: chi nasce italiano, ha diritto di morire italiano. Gli italiani che vivendo all'estero hanno perso la cittadinanza debbono avere la possibilità di ritornare italiani. La questione del riacquisto della cittadinanza non c'entra con il diritto di cittadinanza degli extracomunitari o degli immigrati in Italia, perchè questo è tutto un altro discorso. Per chi non è nato italiano, e vuole naturalizzarsi, si può benissimo cercare una forma e un modo. Ma questo non ha nulla a che vedere con il riacquisto della cittadinanza per chi era già italiano". Criticava, il deputato, il fatto che le varie proposte di legge presentate dagli eletti all’estero in materia fossero state accorpate nel testo unico che al suo interno contiene anche le diposizioni per concedere la cittadinanza agli immigrati. Dichiarazioni che nei giorni scorsi sono state commentate e criticate perchè, sostiene oggi Ferrigno, "travisate e male interpretate, spero in buona fede, da parte di alcuni esponenti legati ai partiti della maggioranza, DS in particolare". "Non è da me creare polemiche – aggiunge il deputato eletto in Nord America - ma qualcuno ha scritto addirittura che le mie dichiarazioni "alimentano la contrapposizione sociale e mirano ad una riduzione dei diritti". Niente di più falso, niente di più sbagliato. Avevo chiarito bene la differenza fra la cittadinanza per quanto riguarda gli extracomunitari e gli immigrati in Italia, e il riacquisto della cittadinanza, invece, che interessa gli italiani nel mondo, che l'Italia ce l'hanno nel sangue". "Chi ha voluto rispondere alle mie dichiarazioni con delle provocazioni –commenta Ferrigno - non ha capito niente. Si vuole parlare di cittadinanza per gli immigrati? Bene, sediamoci ad un tavolo. Ma non possiamo mischiare le cose: il riacquisto della cittadinanza da parte degli italiani nel mondo che risiedendo all'estero l'hanno persa, è tutto un altro paio di maniche". "Certe uscite di certi personaggi – commenta ancora il deputato azzurro - credo servano solo a creare tanta confusione. Ripeto: chi nasce italiano, ha diritto di morire italiano. Punto". "Approfitto comunque per aggiungere che credo che, prima di dare a un immigrato o un extracomunitario la cittadinanza italiana, sia giusto far passare un periodo minimo di 10 anni, dopo il quale comunque chi vorrà essere naturalizzato italiano dovrà essere sottoposto ad una serie di esami approfonditi, che dovranno riguardare anche l'indipendenza economica di quella persona, la sua cultura, i valori in cui crede, e - naturalmente - la conoscenza della lingua italiana. Tutto il resto - ha concluso Ferrigno - è fumo negli occhi". Torna nella pagina precedente Stampa la pagina |