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Veltroni e Parisi (Fotogramma)
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ROMA - Non è piaciuto a Parisi il
discorso di insediamento di Walter Veltroni.
Tutt'altro. In un'intervista rilasciata
all'Espresso, il ministro della Difesa ha
attaccato duramente il sindaco di Roma,
candidato alla segreteria del Pd: «Non è la
prima volta che un candidato prescelto delude
proprio quelli che lo hanno designato - ha detto
-. Al momento però Veltroni ha deluso noi che
gli avevamo affidato tutte le nostre speranze,
nonostante tutto. Invece si è assicurato
l'appoggio delle macchine di partito in quanto
tali, di Fassino in quanto segretario dei Ds, e
dei Popolari che hanno firmato la sua
candidatura mettendogli come numero due
Franceschini, da sempre il successore designato
di Franco Marini».
CORREZIONI RADICALI - «Se non
intervengono correzioni radicali - ha continuato
Parisi - ho paura che la frittata sia fatta:
resta solo un regolamento per l'elezione
dell'assemblea costituente che certifichi e pesi
le correnti. Siamo più indietro del punto di
partenza. Rischiamo uno scenario municipale: un
sindaco e tanti piccoli gruppuscoli personali.
Con una piccola differenza: che a livello
nazionale non c'è il sindaco, ma solo i
gruppetti».
CANDIDATURA DI SERVIZIO - Parisi ha
dunque ribadito la disponibilitá per «una
candidatura di servizio, per realizzare il
progetto. In assenza di candidati alternativi
credibili, e penso innanzi tutto ai giovani, ai
famosi giovani-giovani che ora dovrebbero
scendere in campo per rappresentare idee
alternative a questa dinamica, ho idea che sia
costretto a candidarmi. Se nessun altro si fa
avanti. Sempre che ce ne siano le condizioni e
che si possa giocare ad armi pari: se il leader
è giá deciso mi potete chiedere una candidatura
di servizio, non la certificazione che sono un
cretino! Chi parteciperebbe mai ad una gara
della quale è stato giá proclamato il
vincitore?»