Afghanistan,Prodi: più sicurezza,in gioco credibilità Nato e Onu

ROMA - La Nato, l'Onu e la comunità internazionale devono operare in modo più incisivo per garantire la sicurezza dell'Afghanistan e impedire che vi siano vittime civili, pena la credibilità di queste istituzioni.

E' il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, nel suo intervento alla conferenza 'rule and law' sull'Afghanistan in corso a Roma.

Prodi, pur riconoscendo i passi fatti avanti finora, ha sottolineato la necessità di affiancare all'impegno militare anche quello civile e l'importanza di coinvolgere i Paesi dell'area nel processo di pacificazione. In particolare il presidente del Consiglio ha auspicato un miglioramento dei rapporti fra Afghanistan e Pakistan.

"L'Italia, anche nella sua veste di coordinatore delle tematiche afghane in seno al Consiglio di sicurezza, ha deciso di promuovere questa Conferenza perché ritiene di fondamentale importanza stimolare un più coerente impegno internazionale a favore dell'Afghanistan, affinché si consolidi la cooperazione regionale ed il coordinamento nel settore del rule of law", ha detto Prodi.

"Numerose analisi della situazione nel Paese mettono sovente in luce il fatto che in Afghanistan oggi è in gioco la credibilità della Nato, nonché la capacità dell'Onu di accompagnare efficacemente i processi di Institution Building", ha precisato il presidente del Consiglio alla presenza del presidente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ed del segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer.

"La sicurezza del Paese rimane un elemento fondamentale dell'impegno della comunità internazionale. Credo che il primo imperativo sia quello di pervenire ad un più stretto coordinamento tra Isaf, Enduring Freedom e forze di sicurezza afghane, allo scopo di ridurre il numero delle vittime civili dei combattimenti. Ogni volta che le azioni militari determinano vittime civili, i nostri sforzi per conquistare "i cuori e le menti" di tutta la popolazione afghana registrano drammatiche battute d'arresto", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

L'ultimo caso di civili caduti è di due giorni fa quando più di 30 civili sono rimasti uccisi ed altre decine feriti in Afghanistan in un bombardamento dell'alleanza che combatte i talebani nella regione meridionale di Helmand.

Prodi ha quindi invocato la necessità di accompagnare la strategia militare con quella civile ed economica: "Il conflitto in Afghanistan non può e non deve essere visto soltanto nell'ottica della guerra globale al terrorismo. E' una prospettiva troppo riduttiva che potrebbe condurci al fallimento. Soltanto un sforzo concertato, coordinato e duraturo nei settori civile ed economico, del rule of law e della tutela dei diritti umani potrà porre le basi per prevalere in questa sfida".

Il presidente del Consiglio ha ricordato in proposito l'impegno italiano nella riforma del sistema giudiziario afghano augurandosi che dalla Conferenza di Roma "possa scaturire una strategia d'azione per l'intero settore della Giustizia con il consenso afgano e che si inizi anche ad individuare un meccanismo finanziario ad hoc che assicuri continuità e coordinamento nell'impegno dei donatori".

Un altro tassello importante, per il gvoerno italiano, è quello della cooperazione regionale e a questo scopo Prodi ha insistito sul rilancio dei rapporti tra Afghanistan e Pakistan.

"Se riusciremo a propiziare ulteriori sviluppi positivi in tal senso le nostre prospettive di successo miglioreranno ulteriormente", ha detto citando anche il ruolo di Iran, India, Russia e Cina.

"Si tratta di una responsabilità che dobbiamo continuare ad assolvere tutti insieme e con convinzione. L'Afghanistan è e deve restare un impegno corale della comunità internazionale", ha detto Prodi.

La chiusura dell'intervento, Prodi l'ha dedicata però al ministro degli Esteri italiano, Massimo D'Alema, ringraziandolo "per l'eccellente impegno che ha reso possibile questo importante appuntamento per il futuro dell'Afghanistan".


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