Hillary: veramente liberal?
Nel
mese di giugno del 2006 Hillary Clinton fu fischiata da un gruppo di
attivisti liberal per la sua presa di posizione contro l’idea di un
“timetable” per il ritiro delle truppe americane dall’Iraq. John Kerry
invece fu applaudito calorosamente dallo stesso gruppo quando disse che
la guerra era stata un grave errore e bisogna stabilire una scadenza
fissa per ritirare le truppe.Le due reazioni sono atipiche perché Hillary Clinton è considerata liberal. Ma ciò è vero solo in superficie. L’ex first lady è liberal in certe questioni ma in altre si piazzerebbe al centro e persino alla destra del mondo politico. La reputazione di Hillary come liberal risale in larga misura alle sue attività di first lady soprattutto con il fallito piano di stabilire un sistema di sanità per tutti gli americani. Nominata da suo marito come leader di una task force per la sanità nel 1993, Hillary non riuscì a convincere né la Camera dei Rappresentanti né il Senato ad approvare il suo progetto malgrado il fatto che il potere legislativo ed esecutivo erano nelle mani dei democratici. Era una buona idea ma il progetto fu etichettatto “socialista” dalle lobbies delle assicurazioni e Hillary fu battezzata ultra liberal. La reputazione liberal di Hillary è stata cristallizata nella mente popolare degli americani soprattutto mediante la campagna mediatica di destra che l’ha dipinta come una first lady attivista invece di una donna che si concentri sull’aspetto cerimoniale del posto. L’idea di Hillary come liberal è anche confermata da un sondaggio Gallup del 2005 secondo il quale 54% degli americani crede che lei sia liberal, 30% la vede come moderata e 9% la crede conservatrice. Non c’è dubbio che l’ideologia di affari domestici piazzerebbe Hillary fra i liberal. L’ex first lady appoggia l’idea della sanità per tutti, sostiene l’importanza dei diritti dei bambini, e si trova con l’ala sinistra del suo partito per quanto riguarda l’aumento del salario minimo. Inoltre le sue prese di posizione sui diritti della donna in quanto all’aborto, i diritti civili e i suoi voti per le tasse la colorerebbero di liberal. Ma se si guarda alla politica di relazioni internazionali Hillary si sposta decisamente al centro e in alcuni casi persino alla destra. L’esempio più chiaro è la sua presa di posizione sulla guerra in Iraq. Ha sbagliato ad accettare la promessa del presidente Bush di fare tutto ciò che si poteva per evitare il conflitto armato. Poi ha votato per la guerra. Considerando il fatto che un sondaggio della Associated Press-Ipsos del mese scorso dice che il 61% degli americani considera la guerra uno sbaglio (per i Democratici la cifra è di 91%) e che bisogna ritirare le truppe, Hillary sostiene una presa di posizione molto vicina a quella di Bush. Se eletta presidente Hillary manterrebbe una forte presenza militare in Iraq. Per quanto riguarda l’immigrazione Hillary ha anche sostenuto delle idee che la piazzerebbero persino più a destra del presidente Bush. In un’intervista concessa alla WABC radio ha detto di essere assolutamente opposta “ai clandestini.” L’ex first lady sa che gli americani sono contrari agli illegali e naturalmente lei si è afferrata a questo treno anti-immigrante. Non è contraria però alla pena di morte. Per quanto riguarda i diritti umani dei detenuti a Guantanamo, Hillary è stata più o meno silenziosa al riguardo. I stretti rapporti di Hillary con il Democratic Leadership Council, finanziato da fondi corporativi, la spinge a prese di posizione vicinissime al Partito repubblicano per quanto riguarda il finanziamento delle elezioni. Hillary Clinton non è né liberal né conservatrice ma bensì realista. Lei sa benissimo che per fare del bene bisogna prima vincere le elezioni. Quindi rema sia a destra che sinistra. In uno scontro con il Senatore Russ Feingold del Wisconsin, vero liberal, l’ex first lady lo ha sgridato consigliandogli di andare a “vivere nel mondo reale”. Questo mondo non è liberal. Questo è il mondo di Hillary. Questo è il mondo della realpolitik. Stampa la pagina |