Stretta sulla governance delle società in mano pubblica e non quotate a Piazza Affari
Ok al ddl sulla riduzione dei costi della politica

Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge proposto dal ministro per l'Attuazione del programma Giulio Santagata. Giro vite su telefonini e auto blu, più di 500 milioni di risparmi, meccanismo ghigliottina per gli enti locali

Roma, 13 lug. (Adnkronos/Ign) - Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge sulla riduzione dei costi della politica proposto dal ministro per l'Attuazione del programma Giulio Santagata. Lo confermano fonti ministeriali.

Un risparmio annuo di oltre 500 milioni di euro. Questa la cifra che il governo punta a risparmiare con il ddl. Il testo, a quanto apprende l'ADNKRONOS, dal titolo 'Ddl recante misure per la riduzione dei costi politico-amministrativi e per la promozione della trasparenza', è formato da 26 articoli. Confermato il meccanismo della 'ghigliottina' per gli enti pubblici: i ministeri competenti avranno l'obbligo di riordinarli con tagli o accorpamenti e di eseguire una revisione sul loro funzionamento ogni 3 anni.

Tra le novità anche un giro di vite sui telefonini e le auto blu. L'articolo 8, infatti, contiene ''misure di razionalizzazione delle spese per l'ultilizzo di dotazioni strumentali delle autovetture di servizio, nonché del patrimonio immobiliare''. I cellulari vengono assegnati in maniera rigorosa solo a coloro che hanno l'esigenza di una reperebilità permanente. Mentre l'uso delle auto blu sarà razionalitzzato e non viene escluso l'utilizzo di ''mezzi alternativi di trasporto, anche cumulativo''.

In particolare, il ddl stabilisce il divieto ad istituire società partecipate il cui effetto non è strettamente collegato al perseguimento di un interesse pubblico. Dice l'articolo 3 'Partecipazioni delle amministrazioni pubbliche': ''Al fine di tutelare la concorrenza e il mercato'', le amministrazioni ''non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente o indirettamente partecipazioni, anche di minoranza in tali società''. E' previsto anche il divieto di finanziamento di partiti e di gruppi parlamentari da parte di società concessionarie di diritti pubblici.

Il disegno di legge promuove l'etica della trasparenza pubblicando sui siti degli enti bilanci ed emolumenti ma anche i criteri per la ricerca dei consulenti.

Prevista anche una stretta sulla governance delle società in mano pubblica e non quotate a Piazza Affari. In particolare il ddl prevede la riduzione del numero dei componenti degli organi societari, l'attribuzione al presidente anche delle funzioni di ad per i cda costituiti da tre componenti, il mantenimento della carica di vicepresidente solo per individuare il sostituto del presidente in caso di assenza o di impedimento, l'eliminazione della previsione di gettoni di presenza e la limitazione della costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta ai casi strettamente necessari. Modifiche statutarie, queste, come si legge nell'articolo 4 del ddl, che ''hanno effetto a decorrere dal primo rinnovo degli organi societari successivo alle modifiche stesse''. Ma le disposizioni, precisa il provvedimento, ''non si applicano alle società quotate in mercati regolamentati''. Quindi a società come l'Eni, l'Enel o Alitalia.



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