Roma,
16 lug. (Apcom) - La scelta di Rosy, attesa eppure
ancora non scontata, arriva nel pomeriggio attraverso
una nota. "Ho riflettuto a lungo sul contributo che
avrei potuto dare a questa straordinaria opportunità per
la politica e il paese. Sono ormai convinta che la
scelta più giusta e più utile sia quella di presentare
la mia autonoma candidatura alla segreteria del nuovo
partito". L'unanimismo che tanto aveva criticato nella
corsa alle primarie del Pd del 14 ottobre il ministro
della Famiglia Rosy Bindi lo 'sfida' così. Perché "chi
sarà eletto segretario - afferma - possa dire di essere
eletto e non semplicemente incoronato".
Bindi ha deciso di rompere oggi gli indugi e giovedì
presenterà il suo manifesto. Il suo diretto avversario
Walter Veltroni, sostenuto dalle segreterie dei Ds ma
anche dal vertice del partito a cui Bindi appartiene,
accoglie la notizia come una opportunità che "arricchisce
le primarie" e rinnova la sua stima al ministro. Anche
il responsabile degli Esteri Massimo D'Alema parla di un
"contributo sicuramente utile" e poi aggiunge: "potrebbero
esserci altre candidature".
Da oggi, d'altra parte, sul 'ring' del 14 ottobre
sono almeno in tre: oltre al sindaco di Roma e al
ministro della Famiglia, è salito anche il senatore Ds
Furio Colombo. Ma è in casa della Margherita che si
continua a guardare, in attesa di capire se anche il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico
Letta deciderà di fare il 'passo'. Lui per ora non
scioglie la riserva, dal suo entourage si limitano a far
sapere che considera la scelta di Rosy "positiva per il
Partito democratico".
Tra i dielle la linea è "massimo rispetto" per tutte
le candidature. "Aiuta il confronto delle idee" dice
Francesco Rutelli ai giornalisti. Ed è più o meno quello
che il presidente della Margherita ripete anche ai
coordinatori regionali e provinciali riuniti nel primo
pomeriggio nella sede del partito, pochi minuti prima
che arrivasse la notizia della discesa in campo della
Bindi. "Ho sostenuto la candidatura di Veltroni -
avrebbe detto il vice premier - e la sostengo a maggior
ragione adesso che è stato associato a lui il nome di
Franceschini". Ma, avrebbe aggiunto, il partito "sarà
corretto" verso eventuali altri candidati.
Rispettosi, certo. "E' un contributo al confronto e
alla chiarezza" dice Giuseppe Fioroni. "Una
dimostrazione di vivacità" osserva il coordinatore della
Margherita Antonello Soro. Ma tra gli ex Popolari una
cosa è chiara: con questa scelta Rosy dovrà far i conti,
anche dopo il 14 ottobre. Dario Franceschini, l'altra
metà del ticket sostenuto da Ds e Dl, si dice "contento"
per la candidatura del ministro della Famiglia , eppure
sottolinea: "mi auguro che anche Rosy, come me e
Veltroni, non si candidi a rappresentare solo un pezzo
della Margherita, ma si incroci con Ds e società civile".
"Anche perché sarebbe un pezzo molto piccolo...": questa
battuta forse basterebbe da sola a far capire come la
notizia sia stata accolta da Giuseppe Fioroni. Ma il
messaggio che il ministro dell'Istruzione riserva alla
collega è molto più articolato e altrettanto chiaro. Se
ha una proposta diversa da quella del ticket, è il suo
ragionamento, ha fatto bene a candidarsi. "Rosy ritiene
di averle, e quindi - sottolinea - è una scelta corretta
che rappresenta un'opportunità anche perché nel nuovo
soggetto politico dobbiamo perdere i vecchi vizi, ed è
bene che ci sia un'articolazione di confronto e
dialettica, il 14 ottobre a anche dopo il 14 ottobre
nella chiarezza della democrazia e dei risultati".
Dall'altra parte, a sostenere in pieno la sua scelta,
il ministro della Famiglia trova Arturo Parisi. Il
responsabile della Difesa, che con lei è stato da subito
tra i più acerrimi avversari della mono-candidatura,
plaude. "Questo sì che è coraggio. Coraggio - dice il
responsabile della Difesa - di mettersi al servizio
esclusivo della nuova sfida dedicando ad essa tutte le
sue energie".