ALITALIA, AIRONE SI RITIRA DALLA GARA
PER LA PRIVATIZZAZIONE DELL'AZIENDA

"Le condizioni non consentono il rilancio"

Prima l'analisi del contratto di vendita, poi il passo indietro. Air One si ritira dalla gara per la privatizzazione di Alitalia. Ap Holding, la holding del gruppo guidato da Carlo Toto, infatti, «dopo un'attenta analisi del contratto di vendita e con grande disappunto, rende noto che allo stato attuale non presenterà il prossimo 23 luglio l'offerta vincolante per la privatizzazione di Alitalia». Lo comunica la società precisando che «le attuali condizioni della versione definitiva del contratto di vendita ricevuto nei giorni scorsi dalla Procedura non consentono la realizzazione di un piano forte di risanamento e rilancio di Alitalia». In questi sette mesi di lavoro Ap Holding, si legge nella nota, «ha messo a punto, con il supporto di primarie società di consulenza, un piano strategico per Alitalia con l'obiettivo di renderla il quarto vettore aereo in Europa. Per la realizzazione del piano è stato già predisposto un piano finanziario che garantirebbe la copertura dei significativi investimenti richiesti. È stato già individuato, inoltre, un Amministratore delegato di livello internazionale che avrebbe guidato il progetto». Pur trovandosi attualmente nell'impossibilità di procedere a concorrere alla privatizzazione di Alitalia, AP Holding, si legge ancora, «ribadisce la propria disponibilità ad impegnarsi per il rilancio della compagnia. Il rinnovato interesse imprenditoriale per l'operazione richiede, tuttavia, condizioni di acquisto diverse, che rendano possibile una crescita sostenibile e competitiva di Alitalia». Ap Holding, sempre interessata, si legge nella nota, «continuerà a seguire da vicino gli sviluppi relativi al processo di privatizzazione di Alitalia confidando che il piano messo a punto in questi sette mesi è la migliore soluzione per il rilancio della Compagnia di bandiera. Ap Holding nel frattempo prosegue nello sviluppo del piano industriale di Air One stand alone che prevede una strategia di ampliamento delle attività sui mercati internazionali: già oggi sono 9 le destinazioni europee raggiunte dalla compagnia (d'estate diventano quindici) e 23 le destinazioni domestiche».

 


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