Bonino: il mondo politico discute

La
sinistra reagisce all’attacco, la destra evidenzia la crisi
di governo
Dopo la minaccia di dimissioni di
Emma Bonino e il no di Prodi, si moltiplicano le discussioni
e le opinioni degli esponenti di maggioranza ed opposizione,
tra chi si sente punto sul vivo e chi chiede chiarezza.
Angelo Monelli, capogruppo dei Verdi alla Camera: “Basta
autolesionismo”
“Noi siamo preoccupati: il gesto della Bonino è prematuro,
ancor prima di conoscere la proposta di Prodi. Però, ormai,
anche da parte di noi Verdi c'è una certa insofferenza”.
“Basta con questo autolesionismo. Basta farci continuamente
del male e non riuscire a trovare un punto di sintesi, un
dialogo che consenta di applicare il programma dell'Unione”.
“Penso che questa situazione debba farci riflettere su come
si deve stare al governo insieme, tutti quanti, con più
responsabilità”.
Franco Giordano, segretario di Rifondazione Comunista: “Necessario
il consenso con i sindacati”
“Penso che sia giunto il momento della responsabilità
collettiva. Vorrei dire ad Emma che la differenza tra un
governo di centro destra ed uno di centro sinistra è che un
governo di centro sinistra su un argomento delicatissimo
come quello del futuro previdenziale di tante lavoratrici e
tanti lavoratori cerca un consenso con le organizzazioni dei
lavoratori, con i sindacati”.
“Credo che questo consenso debba essere costruito in
sintonia con il programma. Noi abbiamo costruito e stiamo
costruendo una proposta che è all'intero del programma
dell'Unione, non è la proposta del Prc, è una mediazione sul
terreno di politiche previdenziali mentre il programma era
perfino più netto e più chiaro”.
Alfredo Biondi, senatore di Forza Italia: “Formula
contorta”
“Leggo la strana formula usata da Emma Bonino per rassegnare
il mandato, rimettendo al presidente del Consiglio, e non a
se stessa, la valutazione sulla compatibilità a restare nel
governo. Formula assai contorta, che poco si addice allo
stile radicale, somigliando sempre di più a quello doroteo.
Mi ricordo una Bonino diversa”.
Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione Comunista
alla Camera: “Atteggiamento intimidatorio e screditante”
“Emma Bonino? Mi fa venire in mente quel libro di Chatwin:
Che ci faccio io qui? Ecco, mi domando cosa ci sta a fare la
Bonino nel governo”.
“Posizioni conservatrici e reazionarie della sinistra? Io
non penso di dover nascondere nulla, ma voglio dire che si
possono prendere ottime lezioni dalla Bonino. Il suo è un
atteggiamento intimidatorio che getta discredito, con accuse
del tutto campate in aria, nei confronti di chi come noi sta
sostenendo con impegno una soluzione positiva per il governo
di cui lei stessa fa parte”.
“Noi abbiamo fatto una proposta che prevede il superamento
dello scalone, come sta scritto nel programma del governo
che anche lei ha sottoscritto, e ci siamo sforzati di
spiegarla a tutti. Io la proposta della signora Bonino non
la conosco, a meno che non sia quella di insultare i
sindacati e la sinistra”.
Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia:
“E’ iniziata la crisi del governo”
“La Bonino dà il via alla crisi. La decisione del ministro
di rimettere il mandato nelle mani del presidente del
Consiglio è un nuovo segnale inequivocabile della frattura
insanabile che esiste nel governo tra l'ala riformista e
quella radicale”.
“Il tema delle pensioni si sta rivelando uno scoglio
insormontabile per questa maggioranza, incapace di fare
scelte chiare e proiettate nel futuro. La valutazione
l'hanno già fatta gli italiani. A rimettere il mandato
dovrebbe essere soprattutto Prodi, riconoscendo la sua
incapacità di dare risposte serie ai problemi del Paese”.
La Cdl in Senato: “Chiarezza sulle attuali competenze
della Bonino”
Dopo lo scambio di lettere con Prodi, Emma Bonino oggi era
in Senato e la Cdl ha ripetutamente chiesto in quale veste
si sia presentata.
L’opposizione, dunque, vuole chiarezza: “Il ministro Bonino
ha rimesso il mandato nelle mani del presidente Prodi – ha
affermato Schifani (Fi) - Il presidente del Consiglio ha
riconosciuto la fiducia nel ministro, ma il tema rimane ed è
politico. Quindi le chiediamo qual è a oggi lo stato
dell’arte.
E’ dimissionaria? E’ in carica? Serve chiarezza sullo stato
della vicenda e sarebbe doveroso nei confronti del Paese”.
Gli ha fatto eco Francesco D’Onofrio (Udc): “Vogliamo sapere
qual è la posizione posta dal ministro Bonino a Prodi, qual
è stata la risposta del presidente del Consiglio e a quale
titolo formalmente lei parla in questa Aula”.
Ma le richieste di chiarezza non si non fermate: “E’ un caso
anomalo – ha ribadito l’ex ministro della giustizia Roberto
Castelli - e vogliamo sapere se il ministro o onorevole,
visto che non è un senatore, ha il titolo per rimanere in
questa Aula”, anche perché, come ha sottolineato Altiero
Matteoli (An), “la risposta che conosciamo di Prodi non è
esaustiva né per noi né per lo stesso ministro”.
Secca la replica del ministro Bonino, che ha affermato: “Ritengo
di intervenire in quest’Aula sull’ordine del giorno, che è
la legge Comunitaria. A questo intendo attenermi
sostanzialmente e formalmente, nella pienezza delle mie
funzioni. C’è un dibattito pubblico, limpido – ha concluso
perentoriamente la Bonino- Non ci sono né novità né
decisioni. Qualora ci saranno, non mancherò di riferire a
questa o all’altra Camera”.
Piero Fassino, Ulivo: “Superare l’impasse”
“Mi auguro che il chiarimento che Emma Bonino ha avuto con
il presidente del Consiglio Prodi consenta di superare
incomprensioni e impasse e che, sulla base del paziente
lavoro del ministro Damiano, si possa rapidamente giungere
all’accordo in materia previdenziale tenendo insieme
innovazione riformatrice, rigore finanziario ed equità
sociale”.
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