Un ricordo per Borsellino 15 anni
dopo la strage
Manifestazioni,
dibattiti, spettacoli e commemorazioni nel ricordo di Paolo
Borsellino, procuratore aggiunto a Palermo, e degli agenti di
scorta, uccisi nella strage di via Mariano D'Amelio il 19 luglio
1992. Messaggi alla famiglia Borsellino del capo dello Stato e
del presidente della Camera. Il presidente del Senato Marini ha
deposto una corona d'alloro in via D'Amelio. Il gip di
Caltanissetta ha respinto la richiesta di archiviazione
dell'inchiesta sul furto dell«agenda rossà del giudice
Borsellino, scomparsa poche ore dopo la strage.
Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha inviato un
messaggio al Prefetto di Palermo. «L'anniversario della strage
di Via D Amelio nella quale persero la vita il giudice Paolo
Borsellino e gli agenti di scorta Catalano, Cascina, Traina,
Limuli e Loi, rinnova in ciascuno di noi - scrive il premier -
momenti di intensa e commossa riflessione su quel tragico evento
che, a distanza di anni, è penetrato nel profondo delle nostre
coscienze come punto drammaticamente oscuro della nostra storia.
Ci stringiamo perciò ai familiari dei caduti cui indirizziamo le
rinnovate espressioni di solidale vicinanza, invocando a loro
conforto la coscienza convinta di un sacrificio offerto
generosamente ed eroicamente per la salvaguardia dei valori di
civiltà, libertà e democrazia, e per una società libera dalla
violenza mafiosa».
Ricordo “bipartisan” anche nell'aula del Senato. Un ricordo che
si lega inevitabilmente a un altra strage, quella di capaci in
cui morirono Giovanni Falcone e gli uomini della sua scorta. Due
stragi con ancora «molte ombre» e per questo i senatori di
maggioranza e opposizione chiedono che si faccia al più presto
chiarezza. Un appello in particolare al guardasigilli Mastella
lo rivolge il presidente della commissione giustizia Cesare
Salvi (Sd) affinché «il governo faccia la sua parte per aiutare
la procura di Caltanisetta, che conduce ora le indagini, a
svolgere al meglio gli accertamenti. L'Italia intera- dice Salvi-
lo deve a Falcone e Borsellino, ci sono ancora troppi elementi
oscuri».
Dal vice presidente del Senato Gavino Angius, che sottolinea
all'aula la «solennità del momento», Borsellino e Falcone
vengono ricordati come simbolo di «un'etica del dovere che in
questo paese abbiamo smarrito e che io sento necessario e
urgente recuperare». Un'etica del dovere, continua Angius, «che
è il dono più prezioso che Borsellino e falcone ci hanno
lasciato. a loro la nostra democrazia deve tanto, anzi tutto».
Il vicepresidente del Copaco e senatore dell'Ulivo Massimo
Brutti li definisce «persone che hanno combattuto la mafia senza
guardare in faccia nessuno e al di là delle loro idee politiche,
due eroi della patria, due difensori della costituzione italiana».
|