Paura terrorismo. Manhattan. Un'esplosione sulla 43ma strada
manda la città in tilt
di Massimo Jaus / aMERICA oGGI
Tempi
duri per la Big Apple. È bastato un cortocircuito e l'East Side
di Manhattan ieri sera, durante l'ora di punta si è paralizato.
Una tubatura del vapore ad alta pressione è saltata, dopo che
una centralina sotterranea della corrente elettrica aveva preso
fuoco alla 41ma Strada e Lexington Avenue. Un isolato di
distanza dalla Grand Central. Si è pensato subito ad un
attentato, ma poi un portavoce della polizia ha rasserenato gli
animi e ha spiegato l'incidente. Una decina di persone sono
rimaste ferite. Tre in modo grave.
Il terrorismo è un incubo quotidiano, i falsi allarmi-bomba una
realtà. La cronaca dell'America post-11 Settembre è costellata
dai secondi e inframezzata da preoccupanti richiami alla
minaccia di nuovi attentati. Un rischio che rende difficile
ironizzare su episodi come quelli dei giorni scorsi,
l'evacuazione di un terminal dell'aeroporto di Miami per un "sospetto
ordigno esplosivo" rivelatosi essere una scatola contenente
un'urna cineraria e un orologio. O come successo a Manhattan
nella centralissima Times Square quando uno zainetto poggiato a
terra da un turista per fare una foto e poi dimenticato tra i
flash che scattava, ha fatto intervenire la Bomb Squad della
polizia. Arificieri e poliziotti, traffico deviato per Mid
Town.Un episodio ai limiti del grottesco di una casistica
infinita.
Nessuna città è immune: strade transennate, edifici evacuati,
sirene e artificieri all'opera per disinnescare di tutto.
A Washington, un mese fa, l'allarme allo Smithsonian's National
Postal Office era scattato per un pacco dal quale fuoriusciva
uno strano (e sgradevole) odore; dentro c'era un pannolino
sporco.
Impossibile calcolare quanto costi l'allarme terrorismo
permanente, in termini di stress per i cittadini e le forze di
sicurezza.
Un'idea del costo economico, ma solo un'idea, arriva dal
risarcimento che la Turner Broadcasting ha pagato dopo che una
mattina di gennaio la polizia di Boston aveva chiuso autostrade
e ponti per la scoperta di congegni elettronici semioccultati in
varie zone della città: servivano per uno spot pubblicitario,
l'allarme provocato è stato valutato 2 milioni di dollari. In
assenza di dati ufficiali complessivi, quello relativo a New
York aiuta ad avere una dimensione del fenomeno: nel 2006 i
pacchi sospetti segnalati alle autorità sono stati 37.614. In
crescita vertiginosa rispetto agli 814 del 2002, l'anno
successivo all'11 settembre. Ma la prudenza non è mai troppa, e
l'invito è a segnalare qualsiasi cosa sospetta: ‘If you see
something, say something', è lo slogan scelto dalla Mta
(Metropolitan Transport Authority) in una campagna informativa a
tappeto che è impossibile ignorare.
E la polemica tra il sindaco di New York, Michael Bloomberg e il
ministro della Homeland Security, Michael Chertoff si fa più
aspra. New York ha ottenuto 134 milioni di dollari di fondi
federali per la lotta al terrorismo. Uno zero punto 50 in più
dello scorso anno. San Diego ha ottenuto un aumento percentuale
del 100 per cento da 7.9 milioni di dollari dello scorso anno a
16 milioni per quest'anno. Phoenix, addirittura, del 300 per
cento, da 3.9 milioni dello scorso anno a 12 milioni di
quest'anno.
E il capo della polizia Raymond Kelly con il sindaco accanto era
piuttosto preoccupato e impaziente per la mancanza di "visione"
che il ministero della Homeland Security ha delle azioni di
terrorismo.
"E' una visione sbagliata - ha detto il senatore Chuck Schumer -
di assegnare I fondi per la sicurezza delle città. Non c'è
motrivo di dare così tanti fondi a zone che sicuramente non sono
obiettivi primari dei terroristi".
E se i terroristi cambiassero strategia e facessero un attentato
in Wyoming? Quante mucche potrebbero perdere la vita?
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