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Wednesday November 12, 2008     


Abusi sessuali sui pazienti, “professionista” in manette

Narcotizzava i suoi pazienti (uomini) per poi abusarne sessualmente: è questa la gravissima accusa che grava su Roberto Benatti, 53 anni, sedicente fisioterapista e medico sportivo privo di titoli (fra le accuse vi sono l'esercizio abusivo della professione medica e la relativa truffa) ma con un ricco giro d'affari e studi a Gallarate, a Colle Santa Lucia (Belluno) e nella zona di Verbania. Benatti, il cui nome non è stato diffuso dalla magistratura, è stato arrestato in flagrante dai Carabinieri la sera dello scorso 14 giugno nel suo studio nella città dei due galli.

A distanza di un mese la Procura di Busto Arsizio, dopo aver a lungo chiesto discrezione alla stampa, ha convocato i giornalisti per esporre quanto appurato finora – e dalla vicenda emerge un quadro desolante. L'uomo era stato arrestato in quanto l'ultimo dei suoi pazienti, pur sotto l'effetto di un narcotico, si è accorto di quanto gli veniva fatto: «Aiuto, mi sta violentando» ha gridato attraverso la porta alla madre, allo zio e a un amico di questi che lo avevano accompagnato. Da qui l'irruzione dei parenti, che trovavano il Benatti a pantaloni calati intento nell'atto, la chiamata ai carabinieri, l'arresto e il sequestro dello studio. Nel computer del falso professionista – peraltro conosciuto, accreditato e stimato nel suo ambiente, ospite frequente di seminari e convegni – i Carabinieri della compagnia di Gallarate, coordinati dal capitano D'Amato, che indagano collaborando con il sostituto procuratore Loredana Giglio, hanno trovato un impressionante, dettagliatissimo archivio dove l'uomo aveva salvato migliaia di foto inequivocabili di non meno di 48 suoi pazienti mentre venivano abusati sessualmente, ognuno con la relativa cartella, nome e cognome. «Quell'archivio è una sorta di confessione» ha dichiarato Giglio. C'è solo da immaginare quanto sia stato pesante e delicato per i carabinieri di Gallarate dover informare le persone ritratte, ignare di quanto era loro accaduto, per poi raccoglierne le denunce. Al momento sarebbero accertati 48 stupri, dal 2003 (data delle foto più vecchie in archivio) in poi, ma il Benatti esercitava da almeno una decina d'anni come medico sportivo: «e se non fosse stato per quest'ultimo paziente un po' più resistente al narcotico, chissà quanto sarebbe andata avanti questa storia senza essere scoperta». Sembra che una o due delle vittime potessero essere ancora minorenni all'epoca del fatto.

La vicenda ha effettivamente dell'incredibile, e richiede qualche spiegazione. Di norma il Benatti lavorava senza creare problemi e anche con competenza e successo, a giudicare dalla buona fama di cui godeva. Il modus operandi dello stupratore seriale era il seguente: quando si trovava a che fare con persone che avevano problemi all'area pelvica o del bacino, preavvertiva il paziente che lo avrebbe narcotizzato, in quanto le manovre e le manipolazioni che avrebbe dovuto eseguire sulla regione pelvica, da fuori e da dentro ("la mossa"), sarebbero state dolorose. Il paziente, stordito da dosi massicce di farmaci (probabilmente benzodiazepine, ma è da approfondire) cadeva addormentato e tale rimaneva anche per 10-12 ore. Mentre le sue vittime dormivano, l'uomo le violentava e fotografava. I dolori successivi al risveglio erano senz'altro attribuiti alle manipolazioni “curative”.

«Una vicenda tristissima» commenta disgustato il procuratore di Busto Arsizio Francesco Dettori. Come riferisce il pm Giglio, la vicenda non si esaurisce con l'accusa di violenza sessuale aggravata dall'uso di farmaci e della riduzione all'incapacità di intendere e volere delle vittime. Si indaga infatti anche sulla provenienza dei farmaci stessi, tanto più che l'uomo non era iscritto all'ordine dei medici né aveva una laurea (alle spalle un diploma tecnico da perito, nulla a che fare con la medicina), e per una sospetta evasione fiscale, visto che Benatti si faceva pagare fino a 250 euro per le “prestazioni” più complesse, vale a dire gli stupri sotto sedazione. Nel suo studio, la sera dell'arresto, i Carabinieri hanno rinvenuto un'ingente somma in contanti, per l'ammontare di circa 10.000 euro: e pare che il falso medico non rilasciasse fattura. I truffati a questo punto potrebbero essere circa un migliaio, i pazienti registrati presso i suoi tre studi: fra questi anche alcune società calcistiche locali delle serie minori. Per questo sono in corso indagini patrimoniali con l'ausilio della Guardia di Finanza. Intanto Benatti resta in carcere a disposizione del magistrato.

 


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