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Wednesday November 12, 2008     


Il gip di Milano Clementina ForleoAntonveneta-Bnl-Rcs, Forleo: politici complici. Mastella: possibile lesione diritti

 
Il gip di Milano Clementina Forleo

Secondo l'ordinanza del gip Clementina Forleo, in merito ai tentavi di scalata alla Bnl, i politici coinvolti nelle telefonate sarebbero "complici consapevoli di un disegno criminoso di ampia portata".

Il Gip di Milano ha deciso di trasmettere al Parlamento 68 telefonate sulle 73 che coinvolgono esponenti politici, nell'ambito delle inchieste Antonveneta-Bnl-Rcs. Ora, il Parlamento dovrà decidere se concedere l'autorizzazione al loro utilizzo nelle indagini.

Scende in campo il ministro della Giustizia sulla vicenda delle intercettazioni trasmesse al Parlamento dal gip di Milano Clementina Forleo: l'ordinanza presenta "singolarità", sostiene il Guardasigilli Clemente Mastella annunciando in una nota di aver chiesto ai suoi uffici di acquisirla, sia per il contenuto che per "il ruolo" assunto dal giudice. Ruolo che potrebbe rivelarsi lesivo di diritti di soggetti estranei al processo.

"Ho dato mandato ai miei uffici - fa sapere infatti Mastella - di acquisire la richiesta fatta al Parlamento dal Gip di Milano Clementina Forleo ravvisando, secondo quanto riferito da notizie di agenzia, singolarità rispetto sia al contenuto riportato che al ruolo che, con la richiesta così formulata, il magistrato si è assunto, con una potenziale lesione dei diritti e dell'immagine di soggetti estranei al processo".

Il Parlamento dovrà decidere
"Sarà il Parlamento - si legge nell'ordinanza - a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti dei suoi membri - inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni (intervenute sull'utenza in uso al Consorte) - i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti, nè personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata".

Sei nomi di politici nelle due ordinanze
Sono sei i nomi dei politici che ricorrono nelle due ordinanze, depositate oggi dal Gip Clementina Forleo, per chiedere al Parlamento l'autorizzazione ad utilizzare le loro conversazioni nei procedimenti che riguardano le tentate scalate ad Antonveneta, Bnl e Rcs.
  
Nell'ordinanza che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta le telefonate intercettate riguardano il senatore Luigi Grillo (Fi). Nella seconda ordinanza, quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs, le conversazioni per cui si chiede il via libera al Parlamento riguardano Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti e tre Diessini), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia).

Massimo D'Alema e Nicola Latorre hanno ricoperto "ruoli attivi" nella vicenda della tentata scalata di Unipol a Bnl. Lo scrive il gip Clementina Forleo in una nota dell'ordinanza in cui si chiede alle Camere l'autorizzazione all'utilizzazione delle intercettazioni ai fini del procedimento con al centro la compagnia assicurativa bolognese.
  
Il giudice nelle conclusioni, nell'individuare il possibile concorso nel reato di aggiotaggio dei due parlamentari, ha citato otto telefonate. Tra queste ce n'e' una, definita di "estremo interesse", fra l'attuale ministro degli esteri, il senatore diessino e Giovanni Consorte "in quanto manifesta - unitamente ad altre di cui si dirà - la complicità nell'operazione dell'on.D'Alema, oltre che dello stesso Latorre, come si è visto resi direttamente edotti della penale illiceità della stessa" operazione.
  
Nella nota esplicativa, che si trova nelle pagine conclusive del provvedimento, il gip ricorda le otto telefonate e parla di "ruoli attivi - contrassegnati all'evidenza da consapevole contributo causale - ricoperti nella vicenda dai deputati D'Alema e la Torre". 

"Rivendico, ancora una volta, la mia assoluta estraneità a qualsiasi disegno illecito". Lo ha dichiarato Piero Fassino, segretario dei Ds, in una nota.

"Sono totalmente estraneo a qualsiasi ipotesi di condotta illecita". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, commentando l'ordinanza del Gip, Clementina Forleo, in merito alle responsabilità di alcuni politici nel tentativo di scalata alla Bnl. "Tutti possono constatare l'infondatezza di quanto sembra mi venga contestato - aggiunge il vicepremier - poiché le intercettazioni telefoniche sono state rese pubbliche su tutti i giornali italiani".

"Un disegno criminoso ai danni di piccoli e medi risparmiatori"
Nell'ordinanza del gip milanese Clementina Forleo, si spiega inoltre, in merito al "disegno criminoso di ampia portata", che questo "si stava consumando proprio ai danni dei piccoli e medi risparmiatori in una logica di manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale".

"Nelle vicende di cui si tratta - pur a un certo punto bloccate attraverso l'intervento della Consob e della magistratura - non può non sottacersi la grave ricaduta delle condotte incriminate non solo sull'immagine del Paese - messo a nudo nella sua realtà istituzionale anche nei confronti della comunità internazionale - ma anche sul singolo risparmiatore-investitore, debole e ultimo anello della catena su cui riversare le conseguenze di tali condotte". E' quanto scrive il Gip di Milano.

Quanto al ruolo dei politici e alla possibilità di svolgere ulteriori indagini, il gip spiega che: "E' evidente come, risultando a carico di tali soggetti solo le granitiche risultanze di cui, al tenore delle conversazioni in questione, non si sarebbe comunque potuto procedere alla relativa iscrizione degli stessi nel registro degli indagati, data appunto l'attuale inutilizzabilità di tali elementi". In sostanza, si potrà procedere all'iscrizione dei politici nel registro degli indagati soltanto dopo il via libera delle Camere all'utilizzo delle intercettazioni.

 "Gli indagati erano sicuri di non essere controllati"
"Gli indagati, non certo sprovveduti, erano sicuri, come peraltro altri personaggi con essi in contatto, di non essere sottoposti a operazioni di intercettazione", scrive il Gip Clementina Forleo.  Il giudice, nel sostenere che gli indagati e i personaggi con loro in contatto "erano sicuri" di non essere controllati, si basa su molte conversazioni intercettate in particolare nella vicenda Bnl. E aggiunge che la loro convinzione di non essere intercettati prosegue "anche dopo essere venuti a conoscenza della pendenza del presente e di altri procedimenti penali".

Supporters politici nella scalata a Rcs
"Appare evidente come l'operazione in questione abbia avuto i suoi supporters in personaggi politici evidentemente interessati alla buona riuscita della stessa per finalità altrettanto evidentemente comprensibili in quanto legate alla tipologia del gruppo oggetto della scalata in questione", scrive il Gip Clementina Forleo, in una delle due ordinanze depositate oggi.   In questo caso il Gip si riferisce proprio alla scalata della Rcs e aggiunge: "Si ha inoltre ulteriore conferma, dal tenore di tali conversazioni, e dai soggetti tirati in ballo, dell'intreccio della 'scalata ' in questione con quella concernente Antonveneta".


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