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U.S.A. - COSTUME
DIVORZIO ALL’AMERICANA
Lo stillicidio senza fine delle
mogli americane assassinate
HOUSTON,
TEXAS – Quando il tre ottobre del 1995 la giuria assolse dopo
solo tre ore di consiglio, davanti ad un pubblico di circa
centocinquanta milioni di telespettatori, il celebre campione di
football O. J. Simpson dall’accusa d’avere assassinato la moglie
Nicole Brown ed il suo amico Ronald Goldman nessuno avrebbe
potuto sospettare che in effetti, facendo le dovute differenze
di nazione e di cultura, in America eravamo entrati, anche se in
ritardo, nell’era del “ Divorzio all’Italiana. “
Le statistiche, e lo stillicidio continuo di notizie in TV,
aventi per oggetto la sparizione ed il ritrovamento del cadavere
di un’altra moglie assassinata tendono a confermare, purtroppo,
tale teoria che probabilmente non è neppure del tutto peregrina.
Anche nel mese corrente a Cheyenne, nello stato rurale del
Wyoming, ritroviamo un’altra tessera di questo mosaico di
violenza e di morte seguito da una lunga scia di sangue che non
accenna affatto ad arrestarsi o ad esaurirsi col passare del
tempo. In quella citta’, la signora Robin Munis di quaranta anni
è colpita a morte da grande distanza con un fucile di precisione.
E’ appena trascorsa la mezzanotte e la donna, che è separata dal
marito, ha appena finito di esibirsi con un complesso musicale
specializzato nel rock classico e nella musica country. Nessuno
dei conoscenti dei Munis, subito dopo l’omicidio, dubita che si
tratti in effetti di un uxoricidio anche perché il marito David
Munis di trentasei anni, ex militare dell’esercito, attualmente
membro della Guardia Nazionale e prossimo ad una promozione a
tenente, ha proprio la qualifica di tiratore scelto.
Gli episodi delle mogli assassinate come quello di Laci Peterson
o di Lori Hacking si succedono con micidiale monotonia e, mentre
i media mandano un sospiro di sollievo per il nuovo ossigeno
fornito loro da questi nuovi casi che fanno scalpore ed alzano
il livello dell’audience, si viene a scoprire che mariti
diabolicamente cinici come Scott Peterson non esitano a
sopprimere persino la moglie incinta rendendosi quindi colpevoli
di un orribile, duplice omicidio. La speranza che nutrono mostri
di questo genere e’ certamente quella di farla franca e
d’iniziare anche loro una nuova vita assieme all’amica del cuore
come il barone di Cefalu’ e la sua avvenente Angela.
In fondo, il grande film di Germi che teorizzava una via
indolore al ricambio della dolce meta’ per i poveri mariti
vittimizzati da una moglie stucchevole come l’insignificante
Rosalia, era uscito gia’ nel 1961. Perche’ non credere quindi ad
un’influenza nefasta attraverso l’Atlantico in senso inverso,
almeno per una volta ?
Se si tralasciano, pero’, i precedenti filmici e l’ilarità
suscitata da Mastroianni, dalla Rocca e da Lando Buzzanca,
rimane pur il fatto che questa teoria suggestiva di un processo
di globalizzazione del divorzio semplificato dall’uxoricidio e’
suffragata da una serie di dati statistici attuali, sconcertanti
ed incontrovertibili.
L’FBI ha dichiarato recentemente che le donne assassinate ogni
anno in America sono circa mille e quattrocento e che queste
sono soppresse al ritmo di quattro al giorno da mariti e partner
i quali, evidentemente, le amano proprio “da morire”.
C’e’ da considerare che in questi deprecabili consorti, a parte
la presunzione vanitosa d’essere più furbi degli investigatori e
di potersi farsi beffa del sistema giudiziario c’e’ il piu’
delle volte l’insopportabile fastidio e persino il vero e
proprio terrore dato dalla consapevolezza che per l’americano
comune, che non dispone delle fortune faraoniche di Bill Gates,
il divorzio specialmente in un sistema di comunione dei beni, e’
un vero e proprio disastro economico del quale non si possono
sottovalutare le conseguenze.
Si può ritenere quindi a ragion veduta che siano veramente
pochissimi quei mariti americani che, facciano salti di gioia
all’idea di divorziare e di perdere molto denaro, dovendo
corrispondere alla moglie che sta per lasciarli pesanti e
costosi “alimenti.”
Per questo motivo sembra che il secondo tipo di divorzio, quello
finito sulla celluloide cinematografica, continui ad avere in
America convinti fautori e protagonisti e causa certamente
grande perplessita’ e molto sconcerto venire a scoprire che il
numero di “Rosalie” americane, rimaste vittime di questo vero e
proprio fenomeno sociale, e’ addirittura superiore a quello
stesso dell’infausta guerra del Vietnam.
RO PUCCI
www.ro-pucci.com |
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