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Wednesday November 12, 2008     

U.S.A. - COSTUME

DIVORZIO ALL’AMERICANA
Lo stillicidio senza fine delle mogli americane assassinate



ilpicchiomod.jpgHOUSTON, TEXAS – Quando il tre ottobre del 1995 la giuria assolse dopo solo tre ore di consiglio, davanti ad un pubblico di circa centocinquanta milioni di telespettatori, il celebre campione di football O. J. Simpson dall’accusa d’avere assassinato la moglie Nicole Brown ed il suo amico Ronald Goldman nessuno avrebbe potuto sospettare che in effetti, facendo le dovute differenze di nazione e di cultura, in America eravamo entrati, anche se in ritardo, nell’era del “ Divorzio all’Italiana. “

Le statistiche, e lo stillicidio continuo di notizie in TV, aventi per oggetto la sparizione ed il ritrovamento del cadavere di un’altra moglie assassinata tendono a confermare, purtroppo, tale teoria che probabilmente non è neppure del tutto peregrina.

Anche nel mese corrente a Cheyenne, nello stato rurale del Wyoming, ritroviamo un’altra tessera di questo mosaico di violenza e di morte seguito da una lunga scia di sangue che non accenna affatto ad arrestarsi o ad esaurirsi col passare del tempo. In quella citta’, la signora Robin Munis di quaranta anni è colpita a morte da grande distanza con un fucile di precisione. E’ appena trascorsa la mezzanotte e la donna, che è separata dal marito, ha appena finito di esibirsi con un complesso musicale specializzato nel rock classico e nella musica country. Nessuno dei conoscenti dei Munis, subito dopo l’omicidio, dubita che si tratti in effetti di un uxoricidio anche perché il marito David Munis di trentasei anni, ex militare dell’esercito, attualmente membro della Guardia Nazionale e prossimo ad una promozione a tenente, ha proprio la qualifica di tiratore scelto.

Gli episodi delle mogli assassinate come quello di Laci Peterson o di Lori Hacking si succedono con micidiale monotonia e, mentre i media mandano un sospiro di sollievo per il nuovo ossigeno fornito loro da questi nuovi casi che fanno scalpore ed alzano il livello dell’audience, si viene a scoprire che mariti diabolicamente cinici come Scott Peterson non esitano a sopprimere persino la moglie incinta rendendosi quindi colpevoli di un orribile, duplice omicidio. La speranza che nutrono mostri di questo genere e’ certamente quella di farla franca e d’iniziare anche loro una nuova vita assieme all’amica del cuore come il barone di Cefalu’ e la sua avvenente Angela.

In fondo, il grande film di Germi che teorizzava una via indolore al ricambio della dolce meta’ per i poveri mariti vittimizzati da una moglie stucchevole come l’insignificante Rosalia, era uscito gia’ nel 1961. Perche’ non credere quindi ad un’influenza nefasta attraverso l’Atlantico in senso inverso, almeno per una volta ?

Se si tralasciano, pero’,  i precedenti filmici e l’ilarità suscitata da Mastroianni, dalla Rocca e da Lando Buzzanca, rimane pur il fatto che questa teoria suggestiva di un processo di globalizzazione del divorzio semplificato dall’uxoricidio e’ suffragata da una serie di dati statistici attuali, sconcertanti ed incontrovertibili.

L’FBI ha dichiarato recentemente che le donne assassinate ogni anno in America  sono circa mille e quattrocento e che queste sono soppresse al ritmo di quattro al giorno da mariti e partner i quali, evidentemente, le amano proprio “da morire”.

C’e’ da considerare che in questi deprecabili consorti, a parte la presunzione vanitosa d’essere più furbi degli investigatori e di potersi farsi beffa del sistema giudiziario c’e’ il piu’ delle volte l’insopportabile fastidio e persino il vero e proprio terrore dato dalla consapevolezza che per l’americano comune, che non dispone delle fortune faraoniche di Bill Gates, il divorzio specialmente in un sistema di comunione dei beni, e’ un vero e proprio disastro economico del quale non si possono sottovalutare le conseguenze.

Si può ritenere quindi a ragion veduta che siano veramente pochissimi quei mariti americani che, facciano salti di gioia all’idea di divorziare e di perdere molto denaro, dovendo corrispondere alla moglie che sta per lasciarli pesanti e costosi “alimenti.”

Per questo motivo sembra che il secondo tipo di divorzio, quello finito sulla celluloide cinematografica, continui ad avere in America convinti fautori e protagonisti e  causa certamente grande perplessita’ e molto sconcerto venire a scoprire che il numero di “Rosalie” americane, rimaste vittime di questo vero e proprio fenomeno sociale, e’ addirittura superiore a quello stesso dell’infausta guerra del Vietnam.



RO PUCCI
 
www.ro-pucci.com

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