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RETE CONSOLARE: TOGLIERE AGLI
EMIGRATI PER DARE AGLI IMMIGRATI
Fonte: L'Italiano
Roma - La
rete consolare oggi è peggiorata rispetto al Governo Berlusconi.
Lo ha dichiarato a chiare lettere il Direttore Generale per gli
Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri,
Ambasciatore Adriano Benedetti, al Comitato di Presidenza del
Cgie di fine settimana scorsa. Rischia di crollare anche per il
peso delle nuove incombenze accollatele con colpevole leggerezza
demagogica, tipo la It-Card o la carta d’identità. Questa
purtroppo non è una novità, ce n’eravamo accorti tutti da tempo.
Di nuovo c’è l’enunciazione del piano di questo governo riguardo
la rete consolare. Adesso ve la spieghiamo, seguiteci. Al
Comitato di presidenza del Cgie il viceministro Danieli non si è
fatto vedere, ma ha mandato undici pagine di “relazione del
governo” infarcite delle solite tante promesse seguite da poche
realizzazioni. Per non essere faziosi, diamo atto del prosieguo
del piano di assistenza sanitaria ai connazionali indigenti, del
quale, dopo la Colombia e il Venezuela, ora usufruirà anche
l’Argentina. L’on. Baffile si è risentita perché ho detto che
questa azione è stata possibile grazie all’intervento del sen.
Pallaro ed ha tentato squallidamente di accreditarsi il merito,
come se non sapessero tutti che i fondi sono saltati fuori solo
grazie alle forti pressioni del Senador in occasione del voto
alla Finanziaria lo scorso anno. Ma torniamo a bomba. Il
documento di Danieli parla di una prima fase di ristrutturazione
della rete consolare, per la quale richiede il parere
obbligatorio, previsto dalla legge, al Cgie. Si tratta di: -abolire
i Consolati di Atene e de Il Cairo creando cancellerie consolari
presso le Ambasciate di Grecia ed Egitto; - abolire il Consolato
Generale di Lipsia sostituendolo con un Ufficio consolare
onorario; - creare uno “sportello permanente” a Bastia,
collegato telematicamente con il Consolato generale di Marsiglia;
- istituzione di un Consolato generale a Mosca “per poter far
adeguatamente
fronte alla richiesta di servizi consolari ed
alla elevatissima e sempre crescente domanda di visti in
quell’area”. “Tale oprerazione” – continua il documento – “sarà
resa possibile a seguito degli interventi di cui ai punti
precedenti, unitamente a quelle derivanti dalla chiusura, già
disposta, della Rappresentanza Permanente presso la Conferenza
del Disarmo a Ginevra”. Quindi, i risparmi fatti “a seguito
degli interventi di cui ai punti precedenti”, cioè nei Consolati
che servono principalmente gli italiani all’estero, vengono
utilizzati per aprire un Consolato generale che servirà
principalmente gli stranieri che vogliono venire in Italia.
I miei colleghi del Comitato di presidenza del
Cgie, salvo Augusto Sorriso, hanno applaudito perché non hanno
capito o hanno fatto finta di non capire. In ciò aiutati dalla
prosa subdola che ingenera l’impressione del contrario di ciò
che in realtà afferma. Si taglia, ma si dice che “a mio giudizio
tali misure salvaguardano le legittime aspettative delle
comunità italiane all’estero” (sì, se aveva giudicato che le
comunità si aspettassero tagli). Driin, suona un campanello.
Vuoi vedere cheP. Corro a leggermi il Dpef 2008-20011, quello
che non cita neppure una volta gli italiani nel mondo, ma che
parla della rete consolare.
Leggete il riquadro qui sotto.
Chiaro, chiarissimo. Per usare gli stessi
termini, “nei limiti delle risorse disponibili” (le attuali
scarse risorse) la rete diplomatico-consolare verrà “redistribuita
per riflettere le nuove realtà geopolitiche ed economicosociali”.
Vale a dire abbandonare progressivamente gli italiani all’estero,
tanto da tempo si sta facendo passare l’idea che gli emigrati
non ci sono più e ormai gli italiani che sono all’estero ci sono
per fare affari, per studiare o per cercare sesso a buon mercato.
E dedicarsi piuttosto alle “nuove realtà geopolitiche ed
economico sociali”, vale a dire favorire ed agevolare gli
extracomunitari che desiderano emigrare nel nostro Paese. La
rete consolare verrà “razionalizzata” per gli emigrati e “rafforzata”
per gli immigrati. Non credo che Danieli sia felice di dover
mettere la sua faccia per questa strategia. Ma, con buona pace
della solita Baffile che ha ancora una volta ripetuto come
ritenga un Viceministro meglio di un Ministro, al nostro Super
Franco non fanno mettere piede nel Consiglio dei Ministri, dove
tutte le decisioni vengono prese senza di lui, che le viene a
sapere dopo, come noi.
Dimettersi per protesta? Suvvia, siamo in
Italia. Non si è nemmeno ancora dimesso da Senatore come aveva
giurato a Prodi.
I parlamentari eletti all’estero avranno
finalmente il coraggio di battere i pugni sul tavolo? Oppure si
appecorineranno ancora una volta? Mi riferisco a quelli che
appoggiano il governo, gli altri possono fare ben poco, al
limite aiutarci a protestare.
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Dal “Documento di Programmazione
Economico-Finanziaria per gli anni 2008-2011”
“Per favorire la proiezione
internazionale dell’Italia, una rete
diplomatico-consolare più efficiente rappresenta la
premessa fondamentale di ogni politica attiva di
presenza dell’Italia sulla scena internazionale. Essa
dovrebbe essere redistribuita per riflettere le nuove
realtà geopolitiche ed economico-sociali, razionalizzata
e rafforzata nelle sue componenti per rispondere ai
compiti nuovi ed inediti ai quali è chiamata a fare
fronte, anche in attuazione delle importanti
disposizioni già previste dall’ultima Finanziaria.
Nei limiti delle risorse disponibili,
investire in tale obiettivo sarà un impegno qualificante
dell’azione di Governo…”
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