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Wednesday November 12, 2008     

Caso Welby:
assolto il medico Mario Riccio


Autore: Europasera.it


Piergiorgio Welby (Afp)Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma Zaira Secchi ha assolto il medico Mario Riccio dall'accusa di omicidio del consenziente: il malato terminale ha diritto a rifiutare le cure, mentre il medico non è punibile se assiste il malato nel rifiuto, in quanto la sua opera rientra nell'adempimento di un dovere. E' questo il principio che emerge dalla sentenza

Non luogo a procedere dunque per Mario Riccio, il medico che aveva staccato la "spina" a Piergiorgio Welby, dopo che questi, allettato da molti anni, aveva rivolto un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invocando il diritto di morire. Il fatto non costituisce reato, in quanto era un diritto di Welby richiedere l'interruzione della ventilazione che lo teneva in vita, mentre dal punto di vista del medico, si è in presenza di una scriminante, di un fatto cioè che esclude la colpevolezza, in quanto l'assistenza prestata al paziente è stata effettuata in adempimento di un dovere.

Il legale di Riccio, l'avvocato Rossodivita, ha commentato così la decisione del giudice romano: "La sentenza con la quale oggi il GUP di Roma dr.ssa Zaira Secchi ha pronunciato il non luogo a procedere nei confrotni del dr. Mario Riccio è una sentenza davvero molto importante.

Il portato della decisone, già per quanto chiarito nel dispositivo, è sostanzialmente che il malato, capace di intendere e volere e debitamente informato, ha sempre il diritto di rifiutare qualsiasi terapia, anche salvavita; per il medico, correlativamente, dar seguito alla richiesta del malato è un dovere imposto da norme giuridiche, segnatamente e prioritariamente, dagli artt. 13 e 32, comma 2, Costituzione.

E' una semplice questione di diritto positivo che chiarisce che solo al malato compete la decisione, non ad altri, non a terzi, non ai medici, non ai famigliari, nè a preti o giudici; è il malato il sovrano dei propri interessi.

E' importante che questa sentenza sia divulgata e conosciuta, è importante che i malati sappiano e sappiano pretendere l'applicazione dei loro diritti e che i medici sappiano quali sono i contorni dei propri doveri, anche deontologici".


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