Sulle
intercettazioni ai politici "sono in sintonia con quanto ha
detto il Capo dello Stato", fa sapere il ministro della
Giustizia Clemente Mastella prima di intervenire ,a Cortina,
al convegno sulla giustizia nell'ambito di 'Cortinaincontra'.
Lo stesso Mastella ha annunciato che domani invierà una
lettera al premier Romano Prodi perche' intervenga sulle
interferenze del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di
Pietro. Mastella ha aggiunto che se Di Pietro ha qualche
dubbio di moralità su alcuni partner di governo "si dimetta".
"Il problema non è il quotidiano ritornello sulla lite tra
me e il ministro Mastella. E' solo che sono profondamente
deluso, e disilluso, dalla politica giudiziaria del
centrosinistra e del governo. Per i cinque anni che abbiamo
passato all'opposizione abbiamo costruito un progetto di
discontinuita' con il precedente governo Berlusconi,
l'abbiamo messo nero su bianco nel programma dell'Unione. E
invece siamo tornati all'attacco nei confronti dei
magistrati che fanno il loro mestiere", spiega Antonio Di
Pietro. E confessa che vorrebbe "che la si smettesse di
considerare il magistrato come un avversario politico.
Atteggiamento che ritrovo sia a destra che a sinistra".
"Se uno non condivide le coltellate, non può mica
rispondere con le pistolettate..." dice Di Pietro che fa
riferimento alle vicende di cronaca giudiziaria che
coinvolgono nomi di spicco del centrosinistra dicendo: "A
chi mi chiede 'che c'azzecco' io con questi, rispondo che ho
l'ambizione di portare sulla retta via coloro che fanno
politica attiva e sbagliano nell'attaccare i giudici. Non
sto al governo per farlo cadere, sto al governo per mandare
a casa quelli che non rispettano il programma dell'Unione".
Sarebbe meglio se il Parlamento dicesse si' all'acquisizione
delle intercettazioni sul caso Unipol? "Assolutamente si' Ma
mi augurerei che gli stessi chiamati in causa chiedano ai
loro colleghi di non stracciare quelle carte. Per amore di
verita'; perche' e' nel loro stesso interesse; per
permettere alla giustizia di fare il suo corso e per non
lasciare che sul Parlamento aleggi un alone di impunita' che
lo discrediterebbe. Ovvio che per fare un discorso del
genere bisogna essere innocenti".