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Intercettazioni, Napolitano: no a
giudizi non pertinenti
ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha
detto oggi che i giudici non dovrebbero inserire negli atti
processuali "valutazioni non pertinenti", mentre il segretario
dei Ds Piero Fassino è passato al contrattacco nella vicenda
delle intercettazioni, affermando di non riconoscere al gip di
Milano Clementina Forleo "il diritto di precostituire giudizi
infondati senza accertamenti".
Forleo ha definito "consapevoli complici" i politici
intercettati nelle telefonate che erano state registrate
nell'ambito dell'inchiesta sulle scalate ad Antonveneta, Bnl e
Rcs, sollevando un fuoco di fila di reazioni sdegnate di
parlamentari, con l'eccezione del ministro Antonio Di Pietro.
"E' bene che i giudici non inseriscano negli atti processuali
valutazioni non pertinenti soggette ad essere poi esasperati dai
media", ha detto oggi il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, intervenendo al plenum del Consiglio superiore della
magistratura.
Pur senza un esplicito riferimento, le parole del Capo dello
Stato richiamano la polemica sull'affondo del gip, che venerdì
scorso -- nella richiesta alle Camere di utilizzare le
intercettazioni di 68 telefonate tra politici e indagati per le
scalate -- ha attaccato gli stessi parlamentari assegnando loro
un ruolo nei presunti reati legati alle scalate dell'estate
2005.
Tra i politici intercettati ci sono le due figure di maggior
spicco dei Ds, il segretario Piero Fassino e il ministro degli
Esteri Massimo D'Alema, oltre al senatore Nicola Latorre, e
quelli di Forza Italia, Luigi Grillo e Romano Comincioli.
Poche ore prima era partito anche l'attacco alla Forleo del
segretario Ds, alla conclusione dei lavori del Comitato politico
del partito.
"Le riconosco il diritto a chiedere al Parlamento l'uso delle
intercettazioni ma non le riconosco il diritto di precostituire
giudizi infondati e senza accertamenti. Lo Stato di diritto in
Italia è fondato sulla presunzione di innocenza, non su quella
di consapevolezza", ha detto Fassino, come riportato sul sito
www.dsonline.it.
Il segretario dei Ds inoltre ha ribadito l'estraneità sua e
dei compagni di partito dalla vicenda delle tentate scalate del
2005.
" Non abbiamo nulla da rimproverarci o da nascondere, siamo
sereni e possiamo continuare a fare politica come abbiamo fatto
fin qui, dando serenità a tutto il partito, sapendo che dal
nostro lavoro dipende il successo del 14 ottobre e del nuovo
partito", ha sottolineato, con riferimento alle primarie del
Partito democratico.
Dalla politica l'unica voce fuori dal coro è quella del
leader dell'Italia dei Valori ed ex magistrato Antonio Di Pietro,
il quale, commentando le parole del Capo dello Stato, ha
definito "del tutto pertinenti" le valutazioni del gip, in
quanto "aveva il dovere di motivare la sua richiesta, come ha
fatto".
Fonti giudiziarie hanno riferito oggi che Forleo potrebbe
inviare mercoledì alle Camere le due ordinanze in cui chiede
l'autorizzazione per utilizzare le telefonate intercettate.
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