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| Intercettazioni, Fassino vs
Bertinotti: Da lui frasi sgradevoli |
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 (Fonte:
Il Velino)
Roma, 25 lug - “Ho trovato sgradevole che Bertinotti
abbia usato espressioni che fanno ritenere come qualcuno
tra di noi richiedesse dei privilegi. Proprio la
chiarezza e la limpidezza del comportamento ci porta a
dire che consideriamo gravi e lesive le formulazioni
della dottoressa Forleo nell'ordinanza”. Piero Fassino
risponde a Fausto Bertinotti sulla questione delle
intercettazioni. Ieri, durante la trasmissione Otto e
mezzo il presidente della Camera ha chiesto ai
parlamentari coinvolti di “dimostrare non solo di essere
al di sopra dei sospetti ma non di avere alcun
privilegio, in modo che la discussione politica possa
essere avviata senza elementi che la disturbino”. Oggi
la risposta secca del segretario Ds: “Non abbiamo
nessuna obiezione che la Commissione parlamentare
accolga la richiesta della dottoressa Forleo di
acquisire le intercettazioni – dice il leader della
Quercia intervenendo alla riunione dei segretari di
Federazione –. I nostri dirigenti non sono complici di
un progetto criminoso. I comportamenti adottati da me,
D’Alema e La Torre sono stati limpidi e trasparenti. Non
c’è nulla di cui vergognarsi”. Così sono arrivati i
chiarimenti del presidente della Camera: “Quello che ho
detto è stato generalmente inteso come un atto di
sensibilità del Parlamento necessario nei confronti
della magistratura e viceversa. Ma non coinvolgeva
minimamente alcuno. Sulle persone c’era stata una
dichiarazione precisa che distingueva il caso delle
persone da quello del rapporto tra Parlamento e
magistratura. Chiunque può averle sentite, ma non voglio
far polemiche”. |
In mattinata le ordinanze del gip Clementina Forleo sono
arrivate alla Camera e al Senato. A palazzo Madama le
intercettazioni che il magistrato chiede di poter
utilizzare riguardano conversazioni nelle quali sono
coinvolti (oltre a Piero Fassino e Massimo D’Alema) i
senatori Nicola La Torre (Ds), Romano Cominciali, Luigi
Grillo e Salvatore Cicu di Forza Italia. La questione
potrebbe essere già affrontata dalla Giunta per le
elezioni e le immunità parlamentari nell'Ufficio di
presidenza di oggi pomeriggio, previsto per le 16,30. Ma
subito si è acceso il dibattito sui tempi in cui le
Giunte per le autorizzazioni a procedere devono agire.
Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Elio Vito, si
augura “che la Giunta abbia tutto il tempo per esaminare
le intercettazioni. Non si tratta di tutelare privilegi,
ma il plenum dell’Aula”. Carlo Giovanardi (Udc),
presidente della Giunta per le autorizzazioni di
Montecitorio, vuole accelerare: “Ovviamente ci vorrà il
tempo perché tutti i membri della Giunta possano leggere
attentamente il materiale. Io comunque vorrei nominare
al più presto un relatore e punto a portare in aula il
nostro parere prima della pausa estiva dei lavori
parlamentari”. Lanfranco Tenaglia (Margherita),
vicepresidente della Giunta delle autorizzazioni della
Camera, si mostra invece perplesso: “È doveroso decidere
celermente sulla questione, perché l’opinione pubblica
ha diritto di essere informata. Ma non bisogna in ogni
caso agire affrettatamente. Bisogna tra l’altro
considerare che, oltre dover legger attentamente le
carte - spiega - bisognerà consentire ai deputati
coinvolti di esprimere le loro posizioni davanti alla
Giunta”. Lo stesso Giovanardi replica: “La maggioranza
della Giunta è sovrana circa i modi e i tempi con cui
affrontare la vicenda – dice –. Io rimango però convinto
che si può arrivare in assemblea nei circa dieci giorni
che abbiamo davanti. In ogni caso, per quello che mi
riguarda, non ho alcun problema a lavorare se necessario
anche nella prima settimana di agosto”. |
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