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Freddure su eventi caldi: Verona, Sgarbi ed il Festival di Roma
di Dom Serafini
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8 Maggio 2008

Quante parole servono ad un editorialista per dire nulla? Per il commento uscito su “AmericaOggi” del 6 maggio (“La tragedia di Verona ed il mito della violenza”), sono servite 563 parole.
Si continua a ripetere come i cinque teppisti che a Verona hanno ammazzato di botte un giovane di 29 anni, siano di “buona famiglia”. Si scrive anche che hanno facce da “bravi ragazzi”. Si sorvola il fatto che almeno due dei teppisti erano giá noti alle forze pubbliche per atti di violenza. Si fa di tutto in Italia per giustificare la violenza, ed il metodo piú sbrigativo per l'assoluzione é quello di dare una connotazione politica ed una giustificazione sociale. In questo caso i teppisti erano “naziskin”, pertanto di destra, e di buona famiglia.
I teppisti di Torino (scagliatisi contro il padiglione ebraico alla Fiera del Libro) erano invece di sinistra. Comunque tutti di buona famiglia, anche se una madre dei cinque teppisti di Verona li aiuta a fuggire all'estero.
Ci si chiede, visto che la violenza (nelle piazze, sulle autostrade, allo stadio) non viene veramente punita (specialmente quando diventa un caso politico), perché non far sí che questi teppisti possano sfogare la loro rabbia magari arruolandosi per combattere i talebani in Afghanistan? Perché non metterli in condizione di trasformare questa loro energia negativa in qualcosa di utile?
Tante parole si sono sprecate anche per criticare il programma di Michele Santoro, “AnnoZero” su Rai-2, che ha ospitato Vittorio Sgarbi.
Ho conosciuto lo Sgarbi “privato” e posso dire che, negli incontri che ho avuto con lui, si é sempre dimostrato una persona “normale”, cortese e preparata.
Lo Sgarbi “pubblico” che conosco,  é invece una persona diversa, in simbiosi con il suo lavoro. Il suo lavoro consiste infatti nel generare polemiche. Su queste polemiche ha creato un business, le cui spese consistono esclusivamente nei costi delle querele che riceve.
Pertanto, quando un conduttore (o anche un'istituzione, come il comune di Milano) invita Sgarbi ad un programma, sa benissimo a cosa va incontro. Nessuno puó poi lamentarsi che Sgarbi si sia comportato male!
Durante quella puntata del programma di Santoro, nella quale Sgarbi si é scagliato verbalmente contro il giornalista Marco Travaglio, Sgarbi ha fatto esattamente ció che tutti si aspettavano che facesse. Comportamenti per cui é diventato famoso e che gli danno da vivere. Quando, al dopo-Sgarbi, si comincia a protestare, é chiaro che si tratta di pura strumentalizzazione.
 
Poi, c'é la questione del Festival di Roma, voluto dall'ex sindaco della cittá, Walter Veltroni del Pd, per autopromuoversi con i soldi dei contribuenti. Ora la stampa di parte cerca di dipingere il Festival come un evento industriale che fa molto bene al settore cinematografico italiano. La veritá é che il Festival fa molto male all'Italia in quando sminuisce l'importanza dell'affermato Festival di Venezia, ed é nato esclusivamente come uno strumento politico e di patrocinio.

Il miglior modo per distribuire legalmente fondi ad associati, politici e simpatizzanti -- nel caso del Rome Festival, l'equivalente in euro di 24 milioni di dollari -- é di creare un festival. Poi, se di conseguenza, si distruggesse un festival come quello di Venezia, tanto meglio, visto che in Veneto regnano PdL e Lega. Da tener presente che, in precedenza, Veltroni aveva giá contribuito a distruggere il Mifed di Milano -- la prima fiera internazionale dell'audiovisivo -- per cercare di lanciare una fiera simile a Roma che, naturalmente, non ha decollato in quanto, alla base, era uno strumento politico e non industriale.
La stampa italiana di parte ha scritto pure che, vista la malparata con il nuovo sindaco di Roma,  Gianni Alemanno del PdL, i giornali di Hollywood si sono dichiarati contro all'eliminazione del Festival di Roma. Niente di piú falso: “Variety” ha infatti riportato una citazione che definisce il festival “inutile”, mentre “The Hollywood Reporter”, ha semplicemente ripreso un articolo da “la Repubblica” che, naturalmente, é a favore del Festival.


Dom Serafini / Le Notizie USA


Fort Lauderdale, Florida
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