19 Marzo 2008
In
vista delle prossime elezioni politiche, la seconda volta in due anni con il
voto degli italiani all'estero, abbiamo rivolto cinque domande “schiette” al
deputato uscente Marco Zacchera. Piemontese 57enne, Zacchera è responsabile del
dipartimento Estero di An ed è stato vicepresidente del Comitato per gli
italiani all'estero della Camera. Assieme a Barbara Contini, la sua omologa a
FI, Zacchera è artefice della selezione dei candidati per il collegio estero per
il PdL. Domanda: Qual'é stata la parte piú difficile nella selezione dei candidati per il nord e centro America? Risposta: Il fatto di avere molte richieste di candidatura di ottimo livello ma solo sei posti complessivi a disposizione (4 alla Camera e 2 al Senato) dopo aver deciso di presentarci con un'unica lista del Popolo delle Libertá (PdL) tenendo insieme i partiti di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Movimento per l'autonomia siciliana, Democrazia Cristiana ecc. Trovare spazio per tutti era veramente impossibile e quindi dolorosamente vi sono state alcune esclusioni. D.:Perché tanti alti e bassi con candidati inclusi e/o esclusi all'ultimo momento? R.: Le candidature del nord e centro America sono “ad incastro”: servono un numero minimo di candidati canadesi che devono essere - secondo logica - uno di Montreal e l'altro di Toronto, così come si deve cercare una rappresentanza delle diverse parti degli Usa nonché persone che abbiano rapporti con i Carabi. L'inserimento di un candidato può portare alla cancellazione di un altro dovendo ogni volta ricostruire un equilibrio generale e tenendo anche conto delle candidature fissate in altre parti del mondo. Alla fine, però, credo che le scelte siano state qualitativamente valide e mi resta solo il rimpianto di non aver potuto dare più visibilità all'area di New York anche se il candidato capolista al Senato, Augusto Sorriso, gravita proprio su quest'area, così come altri candidati che pur non sono residenti intorno alla “Grande Mela” ma vi sono molto spesso per motivi di lavoro. D.:Perché ora gli esclusi si rifiutano di accettare la situazione e guardare al futuro? R.: Umanamente posso capire il loro sconforto e l'irritazione per non essere stati candidati, ma non c'era posto per tutti visto che abbiamo ricevuto decine di richieste di candidature. Credo però che debba prevalere il buon senso ed anche il fatto che - se conquisteremo il senatore del nord e centro America strappandolo alla sinistra - avremo poi, di riflesso, benefici per tutti e occasioni concrete di dare visibilità a diverse persone che lo meritano. D.: Che percentuale andrá al PdL nel nord e centro America? D.: Per il PdL, quando si potrà cominciare a parlare di un partito unico (con due correnti) tipo Partito Repubblicano? R.: Credo che nell'autunno si terranno i congressi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale che decideranno come muoversi e nel rispetto delle opinioni degli iscritti. Credo sia importante che tutti possano esprimere il loro parere e personalmente penso che la costruzione di un unico partito di centro-destra sia la strada migliore per dare all'Italia la possibilità di darsi governi stabili nel tempo, forti nei numeri e soprattutto con programmi che permettano all'Italia di rialzarsi dopo il disastro che ha combinato la sinistra! Sono convinto che possono cambiare i simboli elettorali ma non gli ideali ed i valori che da destra ci hanno sempre portati a lavorare in positivo per la nostra Patria. # Nella foto, Marco Zacchera durante la recente visita a New York |






In
vista delle prossime elezioni politiche, la seconda volta in due anni con il
voto degli italiani all'estero, abbiamo rivolto cinque domande “schiette” al
deputato uscente Marco Zacchera. Piemontese 57enne, Zacchera è responsabile del
dipartimento Estero di An ed è stato vicepresidente del Comitato per gli
italiani all'estero della Camera. Assieme a Barbara Contini, la sua omologa a
FI, Zacchera è artefice della selezione dei candidati per il collegio estero per
il PdL. 



