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 Zacchera: A che servono i Patronati? Chiudiamoli!
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7 Novembre 2007

Come lavorano e cosa fanno i patronati all’estero? Il Governo ha mai verificato il loro operato? A chiederselo è Marco Zacchera, responsabile esteri di An che ieri ha girato la domanda ai Ministri degli Esteri D’Alema e del lavoro e della Previdenza Sociale, Damiano, destinatari di una interrogazione a risposta scritta.
Nella premessa, Zacchera ricorda che "gli istituti di Patronato ricevono annualmente diversi milioni di euro, in Italia e all'estero, sotto forma di contributi legati alla loro organizzazione ed al numero e difficoltà delle pratiche (di pensione, previdenza, invalidità, assistenza eccetera) da essi curati nei confronti del pubblico; molto spesso – annota il deputato - i cittadini potrebbero ottenere analoga assistenza rivolgendosi direttamente agli istituti di Previdenza in Italia ed agli uffici assistenza dei nostri consolati all'estero; vi è un indubbio valore sociale in queste attività – riconosce il parlamentare - ma anche un formidabile e grave impegno finanziario da parte delle finanze pubbliche". Per questo, Zacchera, che è anche Vice Presidente del Comitato permanente sugli italiani all’estero, chiede ai due ministri di sapere "quale sia il loro giudizio sulla funzionalità degli Enti di Patronato in Italia ed all'estero;
se non si ritenga che una parte dei fondi ad essi destinati (eventualmente utilizzando anche parte del personale da essi dipendenti) non potrebbero essere investiti direttamente sulle strutture pubbliche (come i consolati) potenziandone gli uffici assistenza ed incrementandone la disponibilità economica; quali e quante siano state le operazioni di verifica in Italia ed all'Estero sulle effettive attività svolte dagli Enti di Patronato e quali sono state le risultanze delle predette verifiche" e, infine, "quali, quante e dove siano dislocate le sedi esteri dei suddetti patronati".





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