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Primo passo per ridurre il costo della politica: Quirinale
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02 ottobre 2007

 
Il Presidente Napolitano
Il Presidente Napolitano
Giorgio Napolitano ordina dieta ferrea per il personale del Quirinale: organici ridotti, stipendi congelati e inchiesta di una "commissione per la riorganizzazione dell'Amministrazione". Quando questa concluderà i lavori le nuove (e per nulla scontate) assunzioni avverranno per pubblici concorsi. Una procedura, quest'ultima, trascurata finora in favore della chiamata diretta.

La cura dimagrante ha toccato per prima cosa il numero dei dipendenti. Solo gli addetti alla sicurezza sono una cinquantina in meno. Appena un anno e mezzo fa erano, Corazzieri inclusi - spiega in una lettera il segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra -, 1086. Oggi 1038. Il restante personale è stato portato ad un numero ben inferiore agli organici previsti: da 1145 a 979. Fine del turn-over, drastico ridimensionamento del personale comandato o a contratto.

Soprattutto, però, "con un decreto presidenziale è stata disposta, a far data dal 1mo genaio 2008, la cessazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni al 90 percento di quelle del personale del Senato". Mittente della missiva è l'ex presidente della Camera Luciano Violante, oggi a capo di una apposita commissione per studiare come ridurre i costi della politica.

La decisione e' stata presa perche' "il volume della spesa complessiva, che si assestera' quest'anno attorno a 241 milioni di euro, e' caratterizzato da elementi di forte rigidita', in quanto oltre l'89 percento di essa e' destinato alle retribuzioni del personale".

Questi i conti del Quirinale: 224 milioni di euro richiesti in dotazione al bilancio dello Stato (cifra del resto inferiore a quella che avrebbe potuto essere pretesa); 241 milioni di spesa complessiva, la differenza tra le due cifre tirata fuori "con entrate proprie e ed utilizzo di risparmi di gestione".

Ora, se si guarda alla maggiore spesa rispetto a quello che mette a disposizione lo Stato, ed al fatto che questa è dovuta "al recepimento degli effetti del contratto del personale del Senato", è facile capire dove si è andati a sforbiciare. Per il futuro, grazie a queste decisioni, ci si aspetta di gravare sempre meno in termini percentuali sulle casse pubbliche. Si passerà dall'attuale aumento percentuale del 3,26 percento al 2,96, poi al 2,90. Si tratta di cifre inferiori al tasso programmato di incremento del Pil nominale.

 


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