Il Quirinale ha dato via libera alla "riduzione dei
parlementari". Una mossa che i grillini aspettavano da tanto tempo. Forse che
tutto il baccano fatto negli ultimi mesi abbia fatto scattare la molla? Fatto
sta che il presidente della repubblica ha cominciato a stringere la cinghia al
Quirinale e ha dato l'ordine a Bertinozzi di ripulire la camera. Ma vediamo
quanto realmente ci costano i parlamentari in Italia.
Prima ancora, pero`, di parlare di numeri monetari,
guardiamo il numero dei parlamentari di altri governi in giro per il mondo e
paragoniamoli a quelli italiani.
In Italia abbiamo 630 deputati e 315 senatori per un totale di 945
PARLAMENTARI !
Gli Stati Uniti d’America con 303 milioni di abitanti circa conta 100 senatori,
2 rapresentanti per ogni Stato, e 410 deputati o House Rapresentatives (
un rappresentante per ogni 740,000 abitanti). Se volessimo paragonare soltanto
questi numeri si potrebbe dire che l'Italia ha 311 senatori in piu`(affiancando
l'italia allo Stato della California con 35 milioni di abitanti) e 550
deputati in piu (uno per ogni 93,650 abitanti contro i 740,000 degli USA) .
In Spagna, tanto per citarne un altro, dove i parlamentari sono considerati tantissimi, gli "onorevoli" sono
350.
Adesso analizziamo altri numeri:
I nostri EURODEPUTATI sono i più pagati d’Europa: 144.084 € piu` spese
Lo stipendio medio dei dipendenti parlamentari (piu` spese):
112.071 euro per la Camera,
115.419 per il Senato.
Gli altri Europarlamentari: Austria 106.583 - Olanda 86.125
- Germania 84.108 - Irlanda 82.065 - UK 81.600 € (Regno Unito) - Belgio 72.017 -
Danimarca 69.264 - Grecia 68.575 - Lussemburgo 66.432 - Francia 62.779 -
Finlandia 59.640 - Svezia 57.000 - Slovenia 50.400 - Cipro 48.960 - Portogallo
41.387 - Spagna 35.051 - Slovacchia 25.920 - Rep. Ceca 24.180 - Estonia 23.064 -
Malta 15.768 - Lituania 14.196 - Lettonia 12.900 - Ungheria 9.132 - Polonia
7.369: 20 volte in meno dell’italiano
L’UE proponeva 7.000 € (84.000 annui) più tutte le spese.
Gli eurodeputati italiani vengono chiamati all’estero FATCAT (gatti grassi).
L’indennità parlamentare non esaurisce la retribuzione: sono circa € 252.000
per i deputati e € 255.000 per i senatori, all’anno che comprende: diaria,
rimborso spese di soggiorno trasporto, telefoniche, altre esenzioni, altre
gratuità/privilegi e benefit mai smentiti.
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. La
diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro
per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell’Assemblea in cui
si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È
considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle
votazioni effettuate nell’arco della giornata.
Rimborso spese di soggiorno a Roma e rimborso per spese inerenti al rapporto tra
eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed
elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene
erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.
Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale,
ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra
l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese
trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100
km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10
euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si
rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare,
possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un massimo annuo di
3.100,00 euro.
Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese
telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.
Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento
della propria indennità lorda, pari a 559,54 euro, destinata al sistema di
assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da
un tariffario.
Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento
della propria indennità lorda, pari a 833,10 euro. Al termine del mandato
parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato (indennità
transitoria) che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo
dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai
sei mesi).
Assegno vitalizio
Anche
in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l’8,6 per cento, pari
a 1.069,35 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il
pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento
approvato dall’Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme
contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65°
anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione
agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la
sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al
Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio
regionale. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25 per cento a un
massimo dell’80 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di
mandato parlamentare.
Il vitalizio è un assegno mensile e non una pensione. Tra Camera e Senato,
per gli assegni vitalizi si spendono 180 milioni di euro ogni anno.
I dati sono pubblici ma la Camera non li fornisce; tra i 2000 pensionati tanti
sono i cinquantenni che hanno diritto o avranno diritto a 7,000 euro lordi al
mese, addirittura c’e’ un quarantenne.
Il vitalizio non e’ una pensione e quindi può cumulare con altre pensioni o
stipendi.
Tutto questo ci da certamente una visione piu` completa del costo dei nostri
parlamentari , inclusi quelli di sinistra che predicano la riduzione dei costi
già da tempo.
Salvo Mulé / Le Notizie USA
PS: tutti i dati riferiti in questo articolo sono al 31 Dicembre 2006 e sono
pubblicati dai siti ufficiali del governo
Commenti dei lettori:
3 Ottobre 2007
Buongiorno a tutti , ho letto con molto piacere
l'articolo di Salvo Mule' sul costo della politica Italiana ,e' fuori di
ogni dubbio che in Italia ci siano troppi politici , e costano troppo ,bene
dopo questo articolo , mi auguro per il bene di tutti si incominci a
ritogliere prima di tutto i politici ESTERI , che non vivono in Italia e
non vivono la realta' Italiana , prendiamo esempio come dice Salvo Mule'
della realta' Americana , pochi politici ma assolutamente che vivono
all'interno del paese , saluti PierGiorgio .
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