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Caro On Ferrigno, diciamoci la verità!
TRA LE TANTE REAZIONI ALLA POLEMICA SUL COSTO DELLA POLITICA (LEGGI EDITORIALE)UNA POSIZIONE IN PARTICOLARE CI SORPRENDE TANTISSIMO, QUELLA DEL NOSTRO ON FERRIGNO. CI STAVAMO PREPARANDO A RISPONDERE QUANDO CI SIAMO ACCORTI CHE L'ITALIANO PUBBLICA IN PRIMA PAGINA UN ARTICOLO DI LUIGI TODINI CHE CI HA, PRATICAMENTE, TOLTO LE PAROLE DI BOCCA.  ECCOVI L'ARTICOLO

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10 ottobre 2007

ROMA - Ci piange il cuore dover polemizzare con l’On. Ferrigno. Avremmo preferito farlo con uno dell’altra parte. Ma la sua provocazione è talmente grande che le mani prudono e corrono alla tastiera.

Quando ci vuole, ci vuole.

Non si può leggere: «Oggi, gli stipendi dei parlamentari sono tra i più bassi

che abbiamo al mondo» senza reagire.

No, caro onorevole, le retribuzioni dei nostri parlamentari sono in assoluto le

più alte del mondo.

Se il suo pensiero è stato riportato correttamente da Salvatore Viglia nell’intervista che si può leggere su http://www.lenotizieusa.com/leggi/ottobre_2007/10_intervista_ferrigno.htm, ci dispiace davvero che un parlamentare eletto all’estero per il centrodestra tenti il giochetto delle tre carte allo scopo di dimostrare che i deputati non guadagnano poi granché.

Afferma il nostro: «Lo stipendio reale del parlamentare è 4.973,00 € al mese.

A questo importo, poi, si aggiunge una somma che dirò che è a titolo di rimborso spese e non di stipendio. La gente è indotta in errore credendo che le somme del rimborso spese siano, in realtà, stipendio». A parte che sul sito della Camera: la voce «stipendio» è quantificata in 5.486,58 euro netti al mese, è una furbata semantica quello di chiamare questa parte della retribuzione per l’appunto «stipendio».

Questa è la somma che viene versatia sul conto del deputato solo per il fatto di essere stato eletto. Se il deputato non mettesse mai piede alla Camera li avrebbe comunque.

Poi però c’è quello che chiamano «diaria», pari a 4.003,11 euro mensili. E’ legata alla presenza in aula del deputato, che deve partecipare almeno al 30% delle votazioni della giornata, altrimenti gli vengono decurtati 206,58 euro.

Ve lo immaginate un lavoratore qualsiasi, ad esempio un metalmeccanico? Pensate che oltre ai 1.200 euro al mese gli diano una somma , diciamo di 1.000 euro se ha la bontà di presentarsi a lavorare? Sarebbe assurdo, vero? Eppure per i deputati è così.Poi c’è quello che chiamano «rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori» di 4.190 euro. Con questo la stragrande maggioranza dei deputati paga un assistente parlamentare 500/700 euro in nero al mese.

Poi i deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere

fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

Poi i deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. Riepilogando, un deputato guadagna netto al mese:

5.486,58 + 4.003,11 + 4.190,00 = 13.679,69

L’unica spesa è quella del portaborse (500/700 euro).

Contrariamente a tutti gli altri lavoratori, al deputato il viaggio da casa al luogo di lavoro non costa una lira. Le telefonate sono praticamente gratis.

Eccetera eccetera. Però su un punto ci trovato perfettamente d’accordo

con l’onorevole. E’ quando incautamente si lancia in un: «Noi dovremmo adeguare i nostri stipendi agli standard degli altri paesi più civili al mondo, come la Gran Bretagna , la Francia, gli Usa». Però lui però non sa o finge di non sapere che così le sue entrate sarebbero molto, ma molto ridotte.

Si tratta di sostituire la parola «stipendio» con la parola «retribuzione». Non le patre onorevole?

Sia ben chiaro, non ce l’abbiamo in modo particolare con lei. Ciò che lei dice viene affermato regolarmente da tutti i suoi colleghi di destra e di sinistra. Solo che ci piacerebbe che uno dei «nostri» non si rifugiasse nel pro domo sua.

Per finire le chiediamo una cortesia. Eviti di definirci «populisti» o «qualunquisti» come fanno tanti altri parlamentari quando cerchiamo semplicemente di ristabilire la verità.

E guardi che non stiamo facendo una campagna per ridurre la retribuzione dei deputati, che, visto il quadro di sperperi generale, non è neppure oscenamente alta.

 

Luigi Todini / L'Italiano





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