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Si celebra il Bicentenario della nascita di
Giuseppe Graribaldi, in Italia ed in varie nazioni e sopratutto nell’Ame-rica
Latina. Leggendo cronache ed articoli che si sono occupati di queste particolari
cerimonie dedicate all’eroe dei due mondi, c’e’ molto da riflettere perche’ e’
vero che in Italia all’eroe e’ stato riservato molto spazio sia dalla Casa
Savoia, tutto il periodo del ventennio fascista e perche’ no anche dalla
Repubblica Italiana, infatti alle prime elezioni politiche del 1948 il Partito
Comunista Italiano coalizzato col Partito Socialista Italiano, si presento’ agli
elettori con l’effige di Garibaldi, e richiamo’ molta attenzione nell’ambiente
popolare, che l’obiettivo politico, non convinse a sufficienza l’elettorato
italiano. L’introduzione del breve percorso storico
intende evidenziare che la monarchia radicata nel nostro Paese rappresento’ la
Casa Savoia e per le tragiche vissicitudini di una guerra perduta cedette lo
scettro al popolo sovrano che si costitui’ come istituzione repubblicana, sulla
base dei risultati del Referendum del 2 giugno 1946. La menzione dell’origini
dell’Istituzione monarchica, perche’ il progetto dell’Unita
d’Italia, fu possibile realizzarla grazie alla lungimiranza di 3
persone indiscutibilmente fondamentali: re Vittorio Emanuele II, di Casa Savoia,
il conte Camillo Benso di Cavour, primo ministro del Regno di Sardegna ed il
condottiero in armi, Giuseppe Garibaldi. In quest’epoca storica
si profila inspiegabilmente il classico panorama delle piu’ stravaganti
contraddizioni dell’attuale situazione politica, quindi e’ d’obbligo la valutazione
ed una piu’ corretta riflessione del codice Leonardo,
in cui gli uomini di questo periodo sono capaci e forse con la
complicita’ di scrittori e con investigatori senza scrupoli, che con i loro
innegabili punti di forza di persuasione creano interrogativi
inquietanti anche sulla veridicita’ del percorso della storia e della vita di
Gesu’ Cristo. Di conseguenza, questi professionisti che
mirano allo smantellamento del nostro passato potrebbero manipolare qualsiasi
altra storia anche se opportunamente documentata avvalendosi di sottili inganni
ed astuzie capaci di stravolgere qualunque storia e
modellarla come da loro immaginazione ed e’ sufficiente citare come esempio
l’ultima barzelletta che a scorprire l’America fu Marco Polo. Quella di pretendere
a stravolgere la storia ha superato ogni limite che fino a un decennio fa, era
certamente invalicabile e assolutamente intollerabile. Questa mia riflessione e’ rigorosa e non
intende offrire spazio a coloro che affermano idiozie del genere, se fossero
cittadini italiani livello operai e mi riferisco a quelli che sfortunatamente
non hanno avuto un minimo di istruzione e che non conoscono la storia italiana
possono avere almeno l’alibi del non sapere ed e’ tutto da
pardonare, ma mai come in questi giorni rappresentanti eletti al Parlamento
Italiano si sono permessi a denigrare e non solo, ma accompagnate
da aspre critiche all’indirizzo dell’eroe dei due mondi, che fu
uno degli artefici che realizzo’ l’Unita’ d’Italia, credo di non errare se tali
comportamenti le giudico come fatti molto gravi e sprattutto se questi episodi
provocati da alcuni Rappresenti Eletti dal Polopolo Italiano. Mi sono chiesto piu’ volte, com’e’
possibile che segretari o presidenti ex ministri militanti che aderiscono a un
movimento politico una realta’ emergente nel nord Italia, apprendere notizie in
piu’ occasioni teletrasmesse, fonte Rai, che a loro possa essere concesso a
livello Senatori e Deputati, la tolleranza di pronunciare parole irreverenti a
dei simboli sacri alla nazione. Rifiutando il Tricolore come se fosse uno
straccio qualunque e desidero ricordare a tutti gli italiani che la bandiera
della Repubblica e’ il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso e non credo con
simili comportamenti possano rappresentarci con onore quali membri
del Parlamento Italiano nell’ambito delle strutture ed organismi ufficiali della
nostra Repubblica, quando rifiutano di riconoscere l’epopea del
Risorgimen-to Italiano che creo’ il miracolo dell’Unita’ d’Italia. Questi assurdi atteggiamenti demoliscono
volutamente quello che fu l’architettura politica e militare, che libero’ il suo
popolo dal giogo e dall’ oppressione che per molti secoli le potenze straniere
esercitarono sul territorio italiano. Se questi signori rappresentanti del
Parlamento Italiano leggessero parola per parola l’inno nazionale “Fratelli
d’Italia”, che e’ la vera essenza dello spirito nazionale e descrivono la storia
prima che l’Italia si fosse unita e che un monarca, un liberale e un
repubblicano, socialista, ebbero la forza e la volonta’ di
realizzare l’Unita’ d’Italia. La storia insegna che Garibaldi, sempre pronto a
combattere al fianco dei piu’ deboli ed in nome della liberta’ il vero ricordo
di quell’epoca lontana. Garibaldi, come Napoleone fu sempre in prima linea per
la difesa di fondamentali ideali e questi concetti contribuirono e
rafforzarono la difesa della liberta’, e fovorirono la crescita e lo sviluppo
della societa’ di ogni singola nazione europea.
Detti tre personaggi storici protagonisti
delle guerre d’indipendenza non a caso sono di puro sangue uomini nati e vissuti
nelle Regioni dell’Alta Italia escluso Garibaldi che nacque a Nizza (Italia) e
poi ceduta alla Francia. Denigrare la monarchia di Casa Savoia e forse questi
signori onorevoli del movimento politico emergente nel nord Italia dimenticarono
che il re, Soldato, concluse vittoriosamente l’ultima guerra risorgimentale con
l’annessione di Trento e Trieste, ultimo tassello, necessario al
meraviglioso mosaico della realta’ che rappresento’ e
rappresenta l’ Unita’ d’Italia. E che dire della dinastia
Sabauda, oltre mille anni di storia con i suoi
eroi, condottieri e santi. Fa veramente male dovere constatare che
Rappresentanti del movimento politico gia’ citato, che da una
parte usufruiscono i benefici dell’Italia Unita e nello stesso tempo disprezzano
il Tricolore il vero simbolo di Unita’ che ha oltre due secoli di storia e
rinnegano una realta’ consolidata, che cemento’ lo Stato Unitario, potenzio’
la diffusione della lingua italiana ed al di la’ di ogni
concezione regionalistica, questo movimento del nord Italia, dimentica
che i promotori del nostro Risorgimento furono in
larga maggioranza gli italiani migliori del nord
Italia. Per obiettivita’ storica e senza nulla
togliere a Giuseppe Mazzini che si rese conto che le sue idee repubblicane non
erano mature e neppure costituirono una forza, fu uno dei primi a rinunciare il
suo sogno repubblicano, appoggiando i Savoia, unica forza capace di ottenere
risposte positive nell’ambiente intellttuale, politico e
militare di quel tempo che fondarono la nazione e nuovi valori per difendere la
patria di allora e quella dei tempi di oggi. Boston, 8 ottobre 2007
On. Michele Frattallone |
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