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Il Columbus Day e la collettività italiana in America di Massimo Saracini
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10 ottobre 2007

L’importanza del viaggio di Cristoforo Colombo, che nel 1492 cambiò il corso della storia scoprendo il Nuovo Mondo, è stata sempre ricordata negli Stati Uniti che istituirono già nel 1934 il "Columbus Day".
Quest’anno il Presidente George W. Bush ha addirittura promulgato con un atto ufficiale la richiesta (joint resolution) del Congresso Americano per considerare d’ora in poi il secondo lunedì del mese di ottobre "Columbus Day", festa nazionale da celebrare con opportune cerimonie ed eventi e con lo spiegamento della bandiera nazionale su tutti gli edifici pubblici.
Inoltre, nel documento si legge un importante riconoscimento delle qualità e del coraggio di Cristoforo Colombo, che hanno da allora ispirato e spinto a conquistare nuovi traguardi per l’umanità, paragonando il primo attraversamento degli oceani con la passeggiata lunare!
È pure significativa la conferma dell’italianità di Colombo, che è definito come "the great explorer from Genoa", in quanto è sempre stata messa in discussione dagli spagnoli.
Non a caso proprio nello stesso giorno (8 ottobre) della pubblicazione del proclama del Presidente degli Stati Uniti, è apparso sul New York Times un articolo a firma di Amy Harmon "Seeking Columbus’s origins, with a swab" che ripropone il dubbio sull’origine di Colombo, citando addirittura una nuova ricerca scientifica con il DNA per provare che era spagnolo!
Nel proclama c’è anche un importante riconoscimento del contributo di generazioni di italo-americani che hanno partecipato a fare grande questa Nazione, con i loro valori familiari, fede cristiana, capacità e duro lavoro.
È un grande apprezzamento dell’emigrazione italiana che rimarrà, con questo documento, nella storia ufficiale degli Stati Uniti, ed è un ulteriore stimolo per tutti noi a continuare a portare con orgoglio la nostra italianità.


A questo Paese dobbiamo l’accoglienza e quelle possibilità che il nostro non poteva o non voleva darci, e proprio oggi, non a caso, celebriamo un’altra eccellenza italiana in USA con il premio nobel al Prof. Mario Capecchi.
Questo alto riconoscimento del Parlamento americano, che ci siamo guadagnati come Colombo, rischiando e credendo nelle nostre capacità, dovrebbe echeggiare in quello Italiano e ricordargli che esistono milioni di italiani che si fanno onore nel mondo e portano con orgoglio i valori nazionali, che non costano nulla alle casse dello Stato se non per qualche pensione di vecchiaia, che contribuiscono da sempre al benessere economico del Paese con le loro rimesse, turismo, investimenti e come clienti primari del Made in Italy, che vogliono essere apprezzati e non trattati da cittadini di serie B, come invece purtroppo si vede e si sente all'estero.
I nostri parlamentari eletti trovano difficoltà ad avere il rispetto e la considerazione che si meritano come i primi, storici rappresentanti degli italiani nel mondo.
I media continuano a dipingerci con sarcasmo e sufficienza come con il reportage della parata sulla quinta strada a NY per Columbus Day, in cui il "vaffa" di Mastella ai suoi contestatori (che figura e che mancanza di rispetto per un Ministro del Governo Italiano che sfilava con la fascia di ospite d'onore!!! ndr.), è stata la cosa più importante da mettere in evidenza, e non una parola sulle migliaia di partecipanti entusiasti di essere italiani e sul significato della manifestazione!
E la società italiana continua perciò ad avere solo una percezione minima e caricaturistica del mondo italiano all’estero e conosce i nostri successi solo quando guadagniamo un premio Nobel!
Colombo dovrebbe riattraversare l’oceano in senso opposto e scoprire questa volta il Vecchio Mondo...l’Italia!







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