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 Di Pietro lancia sfide e saette dal Convegno Nazionale dell'Idv

di Dom Serafini
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14 ottobre 2007

Ad ascoltare il ministro Antonio Di Pietro non ci si annoia  mai. Anche  quando  parla di programmi politici, come ha fatto a Vasto (Chieti) lo scorso venerdí in veste di presidente e fondatore del partito Italia dei Valori (IvD), parte della coalizione di centro-sinistra ora al Governo.
Cosí, mentre ai suoi colleghi piace usare parole come “demagogia”,  Di Pietro parla in modo schietto, usando espressioni del tipo: “Col cavolo che prima era meglio!”, ed enumera  il suo programma senza mezze parole: No ai condannati al Parlamento, meno tasse (e meno sommerso), no all'immigrazione clandestina, emegenza  criminalitá,  il precariato e dare credibilitá  alla  politica. A riguardo di quest'ultimo punto, afferma che “l'anti-politica si fa dentro le Istituzioni, non fuori. Il grillismo é pura politica, garantita dalla Costituzione”.
“La nostra é una lista civica”,  puntualizza Di Pietro, “non proponiamo ideologie, siamo il partito in Rete”, e spiega che la manifestazione era trasmessa via Internet e quindi visibile in diretta in tutto il mondo, invitando i navigatori a fare commenti. Al Di Pietro show grande  risalto é stato infatti dato ai blogger,  tanto da avere posti a loro riservati assieme alla stampa. “L'informazione é cambiata”, tuona il Ministro, “ma il Palazzo non se n'é accorto”.
Per Di Pietro e l'IdD, l'evento di Vasto rappresenta il secondo incontro nazionale annuale e, anche questa volta, le tre giornate si sono svolto presso la piazzetta del Palazzo D'Avalos.
Sui parlamentari condannati Di Pietro dice che “é fisiologico che ci siano, ma é patologico che i partiti se li tengano dentro. Da noi [IdD] non c'é una seconda possibilitá [per questi]”.
Vasto é la cittá abruzzese molto vicina a Montenero, il  paese del Molise da cui Di Pietro é originario e le due regioni rappresentano i principali bacini di voti per l'IvD.
Seppur ben riuscito, all'evento mancava  quasi del tutto la presenza governativa  (“molte assenze blasonate”, le ha definite Di Pietro) e non solo. Addirittura il governatore della Regione Abruzzo (anche lui di centro-sinistra), che era nel programma,  ha mancato all'appello.
Ma non é per questo motivo che il Ministro ha lanciato saette verso il Governo di Romano Prodi.

“Mi viene rimproverato di dialogare con il centro-destra”, ha affermato Di Pietro, poi continuando: “ma noi lo facciamo per far muovere il Paese, mentre loro in un solo giorno hanno fatto l'indulto. Per dare un colpo di spugna fanno accordi [col centro-destra], ma solo per risolvere i loro problemi. Per fare un favore a pochi, si é fatto un male a molti”. A proposito della criminalitá,  Di Pietro ha proposto “un'ammodernamento delle carceri” ed é disposto ad ottenere dalla Finanziaria meno fondi per il suo dicastero a patto che vadano “piú soldi per le carceri”.
Ad ogni frustrata al centro-sinistra, Di Pietro faceva seguito con una crema lenitiva, come: “non vogliamo cambiar casacca”, oppure, “il [nuovo] Partito Democratico e' il nostro riferimento”. Ma poi: “noi non c'é la sentiamo di stare con il condannato [di Rifondazione, Francesco] Caruso  e con il partito del 'no' [la sinistra fondamentalista]”
Ancora: “Dopo la legge elettorale bisogna andare a votare”.
Altri punti espressi da Di Pietro che, sicuramente, non sono piaciuti ai suoi colleghi:
o     Ridurre i 200 milioni di euro di finanziamenti annui ai partiti di soli 20 milioni da dare alle scuole.
o     Ridurre il numero dei ministri (ora 25) e vice ministri (125), anche al costo di rinunciare al suo ministero. “Come faccio a fare le strade se non apro i cantieri?” si chiede Di Pietro a proposito del suo ministero che lo contrappone a quello dei trasporti. “Se ce ne fosse uno unico ci sarebbe miglior  coordinazione”.
o     Difesa dei magistrati. “Vogliamo  piú [Michele] Santoro, non vogliamo  meno informazione”,  a proposito del programma di Santoro “Annozero” sulle pressioni politiche fatte sui magistrati che indagano gli stessi politici.
Verso metá programma,  un ascoltatore via Internet ha veramente preso la linea , si trattava del comico  populista Beppe Grillo che da due larghi schermi e per una ventina di minuti non ha risparmiato nessuno (nemmeno il Governatore della Lombardia  Roberto Formigoni che era nella piazzetta come ospite) chiamando l'Udc di Pierferdinando Casini come l'Unione dei carcerati, ed annunciando che avrebbe organizzato una sua lista civica  per le prossime elezioni. #

 

Dom Serafini / Le Notizie USA





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