Ad
ascoltare il ministro Antonio Di Pietro non ci si annoia mai. Anche quando
parla di programmi politici, come ha fatto a Vasto (Chieti) lo scorso venerdí in
veste di presidente e fondatore del partito Italia dei Valori (IvD), parte della
coalizione di centro-sinistra ora al Governo.
Cosí, mentre ai suoi colleghi piace usare parole come “demagogia”, Di Pietro
parla in modo schietto, usando espressioni del tipo: “Col cavolo che prima era
meglio!”, ed enumera il suo programma senza mezze parole: No ai condannati al
Parlamento, meno tasse (e meno sommerso), no all'immigrazione clandestina,
emegenza criminalitá, il precariato e dare credibilitá alla politica. A
riguardo di quest'ultimo punto, afferma che “l'anti-politica si fa dentro le
Istituzioni, non fuori. Il grillismo é pura politica, garantita dalla
Costituzione”.
“La nostra é una lista civica”, puntualizza Di Pietro, “non proponiamo
ideologie, siamo il partito in Rete”, e spiega che la manifestazione era
trasmessa via Internet e quindi visibile in diretta in tutto il mondo, invitando
i navigatori a fare commenti. Al Di Pietro show grande risalto é stato infatti
dato ai blogger, tanto da avere posti a loro riservati assieme alla stampa. “L'informazione
é cambiata”, tuona il Ministro, “ma il Palazzo non se n'é accorto”.
Per Di Pietro e l'IdD, l'evento di Vasto rappresenta il secondo incontro
nazionale annuale e, anche questa volta, le tre giornate si sono svolto presso
la piazzetta del Palazzo D'Avalos.
Sui parlamentari condannati Di Pietro dice che “é fisiologico che ci siano, ma é
patologico che i partiti se li tengano dentro. Da noi [IdD] non c'é una seconda
possibilitá [per questi]”.
Vasto é la cittá abruzzese molto vicina a Montenero, il paese del Molise da cui
Di Pietro é originario e le due regioni rappresentano i principali bacini di
voti per l'IvD.
Seppur ben riuscito, all'evento mancava quasi del tutto la presenza governativa
(“molte assenze blasonate”, le ha definite Di Pietro) e non solo. Addirittura il
governatore della Regione Abruzzo (anche lui di centro-sinistra), che era nel
programma, ha mancato all'appello.
Ma non é per questo motivo che il Ministro ha lanciato saette verso il Governo
di Romano Prodi.
“Mi viene
rimproverato di dialogare con il centro-destra”, ha affermato Di Pietro, poi
continuando: “ma noi lo facciamo per far muovere il Paese, mentre loro in un
solo giorno hanno fatto l'indulto. Per dare un colpo di spugna fanno accordi [col
centro-destra], ma solo per risolvere i loro problemi. Per fare un favore a
pochi, si é fatto un male a molti”. A proposito della criminalitá, Di Pietro ha
proposto “un'ammodernamento delle carceri” ed é disposto ad ottenere dalla
Finanziaria meno fondi per il suo dicastero a patto che vadano “piú soldi per le
carceri”.
Ad ogni frustrata al centro-sinistra, Di Pietro faceva seguito con una crema
lenitiva, come: “non vogliamo cambiar casacca”, oppure, “il [nuovo] Partito
Democratico e' il nostro riferimento”. Ma poi: “noi non c'é la sentiamo di stare
con il condannato [di Rifondazione, Francesco] Caruso e con il partito del 'no'
[la sinistra fondamentalista]”
Ancora: “Dopo la legge elettorale bisogna andare a votare”.
Altri punti espressi da Di Pietro che, sicuramente, non sono piaciuti ai suoi
colleghi:
o
Ridurre i
200 milioni di euro di finanziamenti annui ai partiti di soli 20 milioni da dare
alle scuole.
o
Ridurre il
numero dei ministri (ora 25) e vice ministri (125), anche al costo di rinunciare
al suo ministero. “Come faccio a fare le strade se non apro i cantieri?” si
chiede Di Pietro a proposito del suo ministero che lo contrappone a quello dei
trasporti. “Se ce ne fosse uno unico ci sarebbe miglior coordinazione”.
o
Difesa dei magistrati. “Vogliamo piú [Michele] Santoro,
non vogliamo meno informazione”, a proposito del programma di Santoro “Annozero”
sulle pressioni politiche fatte sui magistrati che indagano gli stessi politici.
Verso metá programma, un ascoltatore via Internet ha veramente preso la linea ,
si trattava del comico populista Beppe Grillo che da due larghi schermi e per
una ventina di minuti non ha risparmiato nessuno (nemmeno il Governatore della
Lombardia Roberto Formigoni che era nella piazzetta come ospite) chiamando
l'Udc di Pierferdinando Casini come l'Unione dei carcerati, ed annunciando che
avrebbe organizzato una sua lista civica per le prossime elezioni. #
Dom Serafini / Le Notizie USA