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Nobel ed Onore al Chiarissimo Prof. Mario Capecchi e l’orgoglio al Tricolore

di Michele Frattallone

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14 ottobre 2007

Onore al Prof. Mario Capecchi, Premio Nobel a un italiano emigrato negli USA. Obiettivamente e nel pieno rispetto di ogni convenzionale confronto con le opinioni altrui, ma non sono d’accordo, quanto e’ stato scritto sulla base di un articolo pubblicato su News ITALIA PRESS n.ro 91 del 9 ottobre 2007 “Nobel a Mario Capecchi e orgoglio tricolore” a firma di Donatella Poretti, parlamentare radicale della Rosa nel Pugno. Prime di esprimermi su questo delicato ed importante argomento e’ bene separare le motivazioni politiche da quelle scientifiche. “La Rosa nel Pugno” un minuscolo partito legato al carro della politica di sinistra italiana ed e’ facile intuire che cosa si possa pretendere su temi legati all’italianita’ ed e’ per questo motivo che preferisco fare un taglio netto per evitare scontri ideologici ed inutili polemiche che non servono a nessuno.

 

Detto questo, il ragazzo di allora vissuto poco piu’ di 9 anni in Italia, ora adulto e laureatosi e’ conosciuto nell’ambiente accademico di tutto il mondo come Prof. Mario Capecchi, che piaccia o no, a tutti gli effetti e’ un italiano anche se e’ emigrato negli Stati Uniti. La cosa piu’ onesta e’ quella di affermare ai quattro venti, grazie all’America che molti anni fa ebbe a offrire accoglienza alla madre ed al figlio, Mario Capecchi. La citazione che all’italo-americano il Nobel per la medicina e nello stesso tempo ho osservato che l’italiano, cittadino statunitense Mario Capecchi, eta’ 70 anni, con una brillantissima carriera e successi scientifici, dai suoi dati anagrafici si sa che e’ nato a Verona nel 1937 ed e’ emigrato con sua madre nel 1946 per stabilirsi definitivamente negli USA e risulta anche orfano di padre, perche’ caduto in guerra.

 

Le recenti notizie diramate dalla stampa, affermerebbero che il vincitore del Premio Nobel non parla l’italiano, ma da un’altro servizio fonte News ITALIA PRESS in realta’ preferi’ l’intervista in lingua inglese, ma l’ intervistato Prof. Capecchi, timidamente confermava che poteva rispondere in italiano, ma in lingua inglese poteva esprimersi meglio. All’eta’ di 9 anni, un bimbo italiano e’ in grado di parlare correttamente in lingua italiana, perche’ allora e mi riferisco negli anni 40 prima e dopo la guerra, anche in Italia c’erano e ci sono le leggi obbligatorie, affinche’ bimbi e ragazzi debbano frequentuare le scuole pubbliche o private, livello elementare, in tutto il territorio nazionale.

 

Nell’epoca contemporanea risulta che l’obbligo e’ stato esteso fino al 18mo anno di eta’. Negli anni 20 erano meriti del Regno d’ Italia e dal 2 giugno 1946 sono meriti della Repubblica che offre molto spazio all’istruzione per tutti gli italiani. Ma e’ anche vero che non si puo’ negare che dovendo vivere in un’altra nazione come quella degli USA e senza contatti con gli italiani, e’ piu’ congeniale parlare in inglese, ma altrettanto vero che la lingua madre non la si dimentica. Questa particolare casistica e linguistica aiuta a riflettere che il ragazzo, ora Prof. Mario Capecchi, possedeva indubbiamente un potenziale intellettuale non comune, che giunto in un ambiente molto piu’ favorevole si manifesto’ come un fulmine a ciel sereno un altro genio italiano.

 

Le conferme sono credibili: Mario Capecchi, nato a Verona una Citta’ italianissima, padre italiano con nome e cognome indiscutibilmente italiano ed ogni anno, visita l’Italia e non solo, ma impartisce lezioni presso l’Universita’ di Bologna e senza alcun dubbio preferisce la cucina italiana. A coloro che ne dubitano

ora sono alla presenza di molti segnali dell’essere italiano, dovranno ammettere che piu’ italiano di cosi’ non so come dovrebbe essere descritto. Comunque non si puo’ negare che la formazione culturale a piu’ livelli alti e’ stato determinante per il Prof. Mario Capecchi anche l’ambiente americano. L’essere cittadino statunitense, un documento di stato civile di appartenenza al territorio di residenza, che non puo’ annullare la sua originale nazionalita’ e neppure disconoscere la localita’ ove l’individuo e’ nato.

 

Siamo noi italiani che dobbiamo valutare cio’ che abbiamo, gli italiani che giudicano con un ottica diametricalmente opposta, credono che siano gli stranieri ad enfatizzare per l’Italia? All’autore dell’articolo, la parlamentare del movimento radicale e’ libera di fare politica come vuole, ma non tocchi l’ orgoglio del tricolore e la nostra italianita’ Il Caso Capecchi, dimostra il fenomeno della fuga dei cervelli dall’Italia e nonostante tutto, il genio italiano si manifesta nel mondo anche con questo alto riconoscimento scientifico, Premio Nobel al Chiarissimo Prof. Mario Capecchi ed orgoglio al Tricolore identita’ nazionale.

Boston, 16 ottobre 2007       On. Michele Frattallone       

 

 







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