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STORACE OFFENDE NAPOLITANO: E` un reato penale, Mastella autorizza a procedere per via legale

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18 ottobre 2007

Via libera dal ministero della Giustizia all’autorizzazione a procedere nei confronti di Francesco Storace: il leader de “la Destra” è indagato dalla procura di Roma per il reato di offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in seguito alle dichiarazioni rese dal senatore nei giorni scorsi, contro il capo dello Stato che aveva difeso la senatrice Rita Levi Montalcini dalle critiche espresse dell’ex esponente di An. Il guardasigilli Clemente Mastella ha infatti concesso l’autorizzazione a procedere per l’ipotesi di reato contemplata dall’articolo 278 del codice penale. A renderlo noto, l’ufficio stampa del ministero di via Arenula che in una nota ha fatto sapere che “il ministro della Giustizia ha ritenuto di non dover frapporre ostacoli all’autonomo e doveroso esplicarsi dell’attività giudiziaria, tenuto conto della manifesta lesione del bene giuridico tutelato dalla norma attraverso l’espressione di apprezzamenti offensivi nei confronti della persona e del ruolo del Capo dello Stato che vanno ben al di là del diritto di critica. Spetta ora all’Autorità Giudiziaria - prosegue la nota - assumere in piena autonomia le proprie definitive valutazioni nel procedimento, nel cui ambito l’interessato potrà apportare ogni elemento che riterrà utile alla propria difesa”. Secca la risposta di Storace: “non avevo dubbi che il regime autorizzasse un processo a un parlamentare dell’opposizione. Mastella tutela solo il presidente del Consiglio cacciando De Magistris”. L’iniziativa nasce da quell’offesa - “indegno” – che Storace aveva rivolto a Napolitano, che aveva difeso la senatrice a vita dalle critiche dello stesso esponente de “La Destra”. Una polemica iniziata qualche giorno prima, dopo l’iniziativa dei giovani del nuovo partito dell’ex ministro della Salute, che alla Montalcini avevano recapitato una paio di stampelle. Storace l’aveva definita “strumento micidiale di sostegno del governo Prodi” e “persona di parte”, attaccandola assieme agli altri senatori a vita per i suoi voti favorevoli al governo che, in diverse occasioni, hanno evitato la sconfitta della maggioranza al Senato.

Immediata la difesa dell’inquilino del Quirinale: “mancare di rispetto e tentare di intimidire la senatrice Rita Levi Montalcini, che ha fatto e fa onore all’Italia, è semplicemente indegno. E’ una grande scienziata e una donna di alto sentire democratico e civile – aveva detto il presidente - Non poteva esserci una nomina migliore”. Storace, però, qualche giorno aveva rincarato la dose, questa volta spostando il mirino su Napolitano: “credo che quella del capo dello Stato sia una indignazione fasulla. Questo coro sta diventando noioso - aveva aggiunto - e Napolitano farebbe bene a rileggersi gli atti della Costituente, quando era la sinistra ad opporsi alla introduzione dei senatori a vita nella Costituzione”. Poi l’escalation verbale culminata quando l’ex ministro della Salute aveva affermato che il presidente della Repubblica “è indegno di una carica usurpata a maggioranza. Napolitano non ha titoli per distribuire patenti etiche per la disdicevole storia personale e per l’evidente faziosità istituzionale. Nobel o no – ha aggiunto - i ricatti si chiamano ricatti e i voti dei senatori a vita restano politicamente immorali. Come diceva fino a poco tempo fa un signore che la memoria l’ha persa a poco più di 55 anni”. In tutto questo botta e risposta, la Montalcini ha scelto di rispondere con l’ironia. “Mandate le mie foto a Storace” ha detto ai fotografi che l’hanno circondata durante il convegno su “Biologia dei sistemi” all’università Bicocca di Milano. Alla notizia dell’autorizzazione a procedere, la senatrice a vita ha affermato: “sono contenta, è il minimo che si poteva fare”.

 

 







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