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di Dom Serafini
Vorrei sottoscrivere il “Manifesto per
Malpensa” proposto dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, ma non per farlo
riaffermare come uno dei due principali hub italiani -- Malpensa a Milano e
Fiumicino a Roma - bensí per farlo rinascere sotto una gestione professionale:
cosa che non ha mai avuto.
Per gli italiani all'estero che spesso tornano in Italia, Malpensa é un
argomento che tocca da vicino. Ripercorriamo allora le esperienze con Malpensa
tramite i titoli dei giornali. Mercoledí 28 ottobre, 1998, “Il Centro”,
quotidiano dell'Abruzzo riportava: “Un abruzzese in mezzo al caos. Diario di un
compleanno all'aereoporto”.
L'articolo descriveva dettagliatamente il giorno inaugurale di Malpensa
2000, avvenuto tre giorni prima, al quale ho avuto la sfortuna di partecipare
involontariamente, visto che ero in arrivo da New York. Giá da quella esperienza
disumana si sperava che il management dell'aereoporto venisse sostituito: invece
no. Come spesso accade in Italia, aumentano gli stipendi e scatti d'anzianitá.
Il “diario” si riferiva al fatto di aver trascorso il mio compleanno ad
inaugurare l'inizio di una serie di inefficienze della Malpensa.
Passano circa due anni. Il 26 luglio 2000, “AmericaOggi” esce con un mio
articolo intitolato, “Malpensa: Un management incapace”. Poi continua: “A questo
punto si potrebbe anche definire Malpensa come un aereoporto nato obsoleto e
cresciuto con un management incapace dentro un sistema privo di responsabilitá”.
A Malpensa mi é capitato di tutto: lo smarrimento delle valigie due volte
nell'arco di una settimana e l'impasse del costosissimo (costa quattro volte
quello di un treno normale) trenino che collega l'aereoporto al centro di
Milano.
Per i bagali smarriti nel 2002 Malpensa é diventato famoso in tutto il
mondo. A dire il vero queste non andavano perse, bensí consegnate direttamente a
casa di alcuni addetti allo smistamento bagagli. Ma il primato di Malpensa
arriva in caso di neve, basta una piccola nevicata per paralizzarlo (il
management non aveva previsto misure per fronteggiare la neve che, dopotutto, é
di casa a Milano).
Recentemente mi é capitato di rispondere ad un articolo di “
International Herald Tribune” che elogiava il sistema per la banda larga Wi-Fi
di Malpensa. Seppur ci siano zone ben visibili chiamate “hot spots”, cioé con il
segnale per l'Internet veloce, non vi si accede se prima non si compera la
scheda per posta o tramite appositi rivenditori (che a Malpensa non esistono).
Naturalmente il servizio é praticamente inutilizzabile poiché non lo si puó
pagare con carta di credito tramite Internet, come avviene in molti altri
aereoporti.
A parlare di Malpensa sono poi tornato nei primi mesi di quest'anno con
un articolo su “AmericaOggi” che analizzava i problemi dell'Alitalia.
Apparentemente, tutte le magagne di Malpensa sono uscite fuori, non per
denunciare la sua cattiva gestione, bensí per giustificare quella ancor peggiore
dell'Alitalia.
Infatti, il nuovo piano industriale dell'Alitalia, quello fatto non per
salvarla, ma per venderla, in modo da farla diventare un vettore regionale,
prevede: 1.000 esuberi di personale (5%), la messa a terra di almeno 20 aerei
(12%), il taglio delle rotte intercontinentali da Malpensa, riportando a Roma-Fiumicino
le attivitá di lungo raggio (resteranno a Malpensa i voli da New York,
Buenos Aires e Tokyo). In pratica si vuole togliere a Malpensa il ruolo
di hub. Tutto ció tenendo conto che l'Alitalia opera su Malpensa con 13.000 voli
al mese ed il 20% dell'organico, mentre a Roma, con 10.500 voli al mese, lavora
l'80% dell'organico. Inoltre, l'Alitalia genera il 50% del suo business sui due
aereoporti di Milano (Malpensa e Linate). Per concludere, quando Malpensa nacque nel 1985, non mi dispiaceva affatto poiché, assieme a Linate, offriva un piccolo, conveniente e gestibile servizio per tutto il nord Italia. Anche quando, nel 1992, venne colpita da Tangentopoli, i servizi ai passeggeri non ne vennero a soffrire, purtroppo lo scandalo non serví a rendere lo scalo piú sano, bensí a renderlo meno gestibile grazie al progetto Malpensa 2000 dal costo di un miliardo di euro. Veramente troppi soldi per non farlo diventare una “Mal-apensata”. |
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