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14 settembre, 2007
Senatore
Micheloni, neo presidente del Comitato permanente per gli italiani all'estero
del Senato, ci spiega cosa è il Comitato, cosa si prefigge e cosa lo distingue
da quello istituito alla Camera presieduto dall'on. Narducci?
Il Comitato per le questioni degli italiani
all'estero nasce in seguito ad una mozione firmata da Anna Finocchiaro e altri
sette senatori, tra i quali anche i senatori eletti all'estero. Il Comitato è
uno strumento per affrontare in modo trasversale tutti quei problemi che
riguardano gli italiani residenti fuori dai confini italiani. Problemi, in
realtà, anch'essi trasversali.
Uno degli obiettivi principali che il Comitato deve raggiungere è cambiare la
situazione di generale non conoscenza della realtà dei connazionali all’estero
che è radicata nel mondo politico e nella società civile italiana. Un esempio
per affrontare questo problema è impegnare il Ministero della Pubblica
Istruzione affinché nelle scuole italiane l’emigrazione diventi materia di
studio.
I problemi più diffusi e più attuali che affronteremo nel Comitato sono: la
riforma dei servizi consolari, la promozione della lingua e cultura italiana, la
cittadinanza, l’assistenza sociale per gli italiani indigenti all’estero -
soprattutto in America latina -, gli indebiti INPS, i passaporti e le carte
d’identità, l’informazione e le convenzioni bilaterali per la previdenza degli
emigrati e degli immigrati, nonché la valorizzazione del contributo degli
anziani e dei giovani italiani nel mondo.
Ci occuperemo anche dell’informazione per gli italiani all’estero, ovvero della
riforma dei criteri di utilizzo delle risorse per la stampa e le agenzie
specializzate. Ritengo infatti che le agenzie per gli italiani nel mondo debbano,
evitando la ripetizione in serie delle notizie, svolgere un lavoro più specifico
e mirato anche verso la stampa italiana in Italia. Affronteremo il problema
delle convenzioni bilaterali che riguardano i nostri connazionali all’estero e
gli immigrati in Italia. Tratteremo anche questioni prettamente legislative come
le riforme della legge 153, dei Comites e del CGIE e, da subito, la riforma
della legge elettorale ordinaria per la Circoscrizione estero. Sarà anche
approfondito il tema del sostegno dell'impresa italiana sui mercati
internazionali e nell'interscambio sinergico con le imprese italiane all'estero.
Il Comitato istituito alla Camera non si distingue nei contenuti o negli
obiettivi, bensì nella forma, nella sua costituzione, perché alla Camera questo
strumento è una sottocommissione della Commissione Affari Esteri, mentre al
Senato è un Comitato composto proporzionalmente alla loro consistenza da 16
senatori appartenenti a tutti i gruppi parlamentari, più il presidente. I due
Comitati, dunque, al di là di questo particolare prettamente formale, sono
perfettamente paragonabili.
Riforma elettorale, reti consolari, riforma del CGIE ma
anche la Conferenza dei Giovani italiani nel mondo entro il 2008 da lei
auspicata: i due Comitati agiranno all'unisono?
Credo che nelle prossime settimane i due
Comitati dovranno tenere una riunione congiunta al fine di definire dei campi
d’azione sui quali agire in modo efficace e non facendo un lavoro parallelo. In
questo senso ho già avuto uno scambio di idee con il presidente del Comitato
alla Camera, Franco Narducci, che concorda su una ripartizione degli obiettivi
che tutti ci prefiggiamo di raggiungere. In questo modo potremo affrontare più
problemi in contemporanea e poi scambiarci i nostri lavori per definire, nella
misura del possibile, posizioni congiunte.
I due Comitati,
considerando anche la pausa estiva, si sono costituiti da pochissimo, stilerete
dei programmi ad hoc per le diverse esigenze degli italiani a seconda del
continente di residenza?
Il Comitato del Senato - all’atto del suo
insediamento - si è dato un programma di lavoro che tocca i problemi principali
degli italiani all’estero, già prima ricordati. Il documento programmatico che è
stato presentato anche al Comitato di presidenza del CGIE nel corso
dell’audizione di quest’ultimo presso il Comitato, è stato pienamente condiviso
dal CGIE. Una decisione importante fu presa in quella audizione ed è già stata
messa in atto. Il Comitato cercherà nella misura del possibile di partecipare
con almeno due senatori, uno della maggioranza e uno dell’opposizione, a tutte
le conferenze continentali del CGIE. Questa decisione, a mio modo di vedere, è
di grandissima importanza per il Comitato e permette a tutti i componenti dello
stesso, ma soprattutto a coloro che non sono della Circoscrizione estero di
approfondire direttamente la conoscenza delle problematiche degli italiani
all’estero. Permette altresì al CGIE di instaurare un rapporto ancora più
diretto e costruttivo con il Senato della Repubblica. Alla Continentale dei
Paesi anglofoni, ad esempio, - oltre ai colleghi senatori Renato Turano e Nino
Randazzo della Circoscrizione estero - parteciperanno anche il vicepresidente
del Comitato, il Senatore Cosimo Izzo e il Senatore Giorgio Mele.
Per il futuro lavoro del Comitato sono molto fiducioso da questo coinvolgimento
dei colleghi senatori ai lavori delle continentali del CGIE.
Ha un calendario di lavori già stilato per la
riapertura dei lavori? Ci apre la sua agenda?
Nelle prossime settimane parteciperemo alle
Continentali del CGIE e lavoreremo sulla riforma della legge elettorale della
Circoscrizione estero. Sono previste, ma non ancora programmate, diverse
audizioni già annunciate nel documento programmatico. Il programma dettagliato
dei lavori sarà definito nelle prossime settimane dal Comitato nel suo insieme.
La sua nomina a Presidente, è stata salutata con favore
da destra e sinistra, come lo spiega e cosa pensa della compagine che presiederà?
Non ho da dare spiegazioni. Posso al limite
esprimere la mia soddisfazione, ma questo mi carica di un'ulteriore
responsabilità per non smentire le dichiarazioni di apprezzamento alle quali lei
si riferisce.
Sarebbe un errore personalizzare eccessivamente la visibilità di questo Comitato
nella persona del suo presidente.
Questo Comitato sarà efficiente solo se riuscirà a lavorare in mondo consensuale
e con l’impegno di tutti i suoi componenti. Molti di loro seguono l’emigrazione
da molti anni e colgo qui con piacere l’occasione per nominarli uno ad uno, per
ringraziarli di aver accettato questo ulteriore impegno a partecipare al
Comitato per le questioni degli italiani all’estero. Voglio ringraziare tutti i
senatori membri del Comitato, ma soprattutto i senatori che non provengono dalla
Circoscrizione estero, perché il fatto di lavorare con noi in seno al Comitato
li distingue per la sensibilità, i legami, l'affetto e l'interesse che hanno nei
confronti della comunità italiana nel mondo. I membri del Comitato sono: Cosimo
Izzo, Mauro Bulgarelli, José Luiz Del Roio, Claudio Fazzone, Giorgio Mele, Luigi
Pallaro, Edoardo Pollastri, Nino Randazzo, Antonella Rebuzzi, Giacomo Santini,
Learco Saporito, Stefano Stefani, Oreste Tofani, Giorgio Tonini, Gino Trematerra,
Renato Guerino Turano.
L'on. Arnold Cassola dei Verdi non fa parte del
Comitato istituito alla Camera nonostante fosse stato eletto all'estero. Egli ha
definito "vergognosa" questa preclusione. Deve riconoscere che un minimo di
perplessità, questo fatto, la suscita. Cosa dice in merito?
Come ho già ricordato prima, il Comitato
alla Camera dei deputati è un’emanazione della Commissione Affari Esteri e non
dell’intera Camera. L’On. Cassola non essendo membro della Commissione Affari
Esteri della Camera non fa parte di questo Comitato. È vero che questo può
sorprendere e penso anche che con un pò di buona volontà si potranno risolvere
anche queste piccole "distorsioni". Ma quello che più mi preme nel rispondere
alla sua domanda è che non condivido assolutamente il linguaggio utilizzato per
rilevare questo problema. Di cose vergognose ne vediamo e ne sentiamo anche
troppe nel nostro Paese. Ritengo del tutto fuori posto utilizzare simili
aggettivi nel quadro delle tematiche degli italiani all’estero. Penso che uno
dei contributi che possiamo dare alla politica italiana è proprio quello di un
linguaggio diverso e di serenità nel modo di affrontare i problemi.
Salvatore Viglia - Politicamente Corretto
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